Tamponi rapidi fai da te, Rachele Aspesi (Ordine Varese): le perplessità dei farmacisti
L'arrivo dei test rapidi per l'autodiagnosi del coronavirus con kit fai-da-te ha destato diverse perplessità. Il commento della farmacista Rachele Aspesi vicepresidente dell'Ordine di Varese
L'arrivo dei test rapidi per l'autodiagnosi del coronavirus con kit fai-da-te, composto da tampone per il prelievo nasale e reagente, che potrà essere commercializzato oltre che dalle farmacie, anche in altri canali di libera vendita dalla Grande distribuzione alle piccole attività, ha destato parecchie perplessità. Dalle autorità sanitarie ai farmacisti sono in tanti a indicarne le criticità. A parlarne sui social è Rachele Aspesi, farmacista, vicepresidente dell'Ordine dei farmacisti di Varese e blogger di Farmacista33.
Tampone rapido, servizio di valore professionale
"Lo conservo ancora il mio primo tampone antigenico rapido che ho testato nella mia narice per capire cosa avrebbe sentito un mio paziente a cui avrei dato poco dopo un importante responso. Ci siamo impegnate, abbiamo aderito a una richiesta di aiuto regionale per esserci sul territorio, abbiamo rispettato criteri, burocrazie, obblighi e investito in spese necessarie per dispositivi di protezione monouso, prodotti per disinfezione e sanificazione, filtri specifici nel sistema di areazione e un costo orario di ognuna di noi tolta dal proprio lavoro al banco per offrire questo servizio che di scopo lucroso ha ben poco. Servizio che abbiamo comunque svolto con professionalità e gioia, nonostante ancora avessimo ricevuto una sola dose di vaccino. Oggi giunge la notizia che i tamponi rapidi verranno venduti nei supermercati al costo di pochi euro e resto incredula e delusa". "Ancora non è chiaro ai tanti che si rivolgono a noi la differenza tra un tampone rapido e un test sierologico. Come pure il dovere sacrosanto di dover comunicare una positività, cercando di implorarci omertà in amicizia. Poi c'è l'aspetto dell'esecuzione pratica: mentre un operatore sanitario conosce come è fatta una narice e fin dove il tampone debba essere inserito per avere la certezza di una corretta esecuzione, un cittadino non credo abbia la medesima dimestichezza e attenzione ai requisiti igienici necessari, effettuandolo magari guardandosi allo specchietto retrovisore in macchina accanto al supermercato dove ha appena acquistato il kit. Visti questi presupposti, mi chiedo come sia possibile una tale liberalizzazione, ma Spero di essermi sbagliata, magari si tratta solo di una fake news, magari vivo in un paese dove il rispetto altrui verrà prima di tutto e verrò smentita e tutti si auto-dichiareranno positivi qualora lo fossero".
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A cura di Avv. Rodolfo Pacifico
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