Quarta dose vaccini, adesioni insufficienti. Il sollecito alle Regioni dal Ministero
Le indicazioni per le Regioni per aumentare l'adesione alla somministrazione delle dosi booster nelle categorie fragili indicate dal Ministero: chiamata attiva
Rafforzare le campagne di informazione, coinvolgere "direttamente e senza indugi" medici di medicina generale e pediatri nella campagna vaccinale, rafforzare da subito il sistema della "chiamata attiva" dei singoli cittadini interessati alla somministrazione delle dosi booster. Queste le indicazioni per aumentare l'adesione alla somministrazione delle dosi booster nelle categorie fragili indicate dal Ministero per le Regioni dall'Unità per il completamento della campagna vaccinale, in una lettera in cui vengono allegate le prove di efficacia della somministrazione della quarta dose di vaccino antiCOVID-19 nella popolazione.
Rischio concreto di lasciare esposti soggetti più vulnerabili
La lettera sottolinea che l'evoluzione del quadro epidemiologico mostra una aumentata circolazione del virus SarsCoV-2 con varianti caratterizzate da maggiore diffusività e minore gravità di espressione clinica". In Italia, la popolazione è "quasi completamente vaccinata" quindi coperta da una risposta anticorpale rispetto allo sviluppo della malattia grave, "come testimoniato dall'andamento dei ricoveri ospedalieri per Covid". Le attuali indicazioni ministeriali sulla "terza dose" (dosi addizionali e dosi booster) e "quarta dose" (second booster) ne prevedono la "somministrazione in specifiche categorie di cittadini in relazione alla presenza di condizioni di particolare fragilità e al rischio di sviluppo di malattia grave, nei quali ogni intervento di rafforzamento immunitario contribuisce a incrementare le difese. Rispetto alle citate indicazioni, si registra, diversamente, una ancora insufficiente adesione alla schedula vaccinale proposta, che delinea il rischio concreto di lasciare esposti allo sviluppo di malattia grave i soggetti più vulnerabili. Questa evenienza, oltre a compromettere la salute dei singoli, mette sistematicamente a rischio le strutture ospedaliere, impegnate, attualmente, nel recupero del trattamento delle patologie differite causa pandemia".
Alle Regioni/PA arriva quindi il sollecito a: - rafforzare con immediatezza le campagne di informazione pubblica sulla utilità delle dosi aggiuntive, declinate per fasce di popolazioni a rischio; - coinvolgere direttamente e senza indugi i medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta nella campagna vaccinale; - rafforzare da subito il sistema della "chiamata attiva" dei singoli cittadini interessati alla somministrazione.
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A cura di Simona Zazzetta
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