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08 Settembre 2022

Pnrr e farmacie rurali, Petrosillo: dentro o fuori Aree interne operatività e difficoltà sono le stesse


Sunifar: non c'è differenza tra rurali sussidiate che operano in bacini di 3.000 abitanti all'interno o al di fuori delle Aree interne: le difficoltà sono le stesse


Tutte le farmacie rurali sussidiate che hanno risposto alla chiamata per accedere ai fondi del Pnrr hanno diritto a essere riconosciute: dal punto di vista operativo non c'è nessuna differenza tra quelle che operano in bacini di 3.000 abitanti all'interno o al di fuori delle Aree interne, l'operatività e le difficoltà sono le stesse. Lo ha affermato Gianni Petrosillo presidente di Sunifar in un'intervista su Federfarma Channel all'indomani dell'assemblea del sindacato in cui è stata dibattuto il provvedimento dell'Agenzia per la coesione territoriale che ha sospeso una parte delle farmacie che hanno partecipato al bando in quanto al di fuori della Aree interne.

Su 1800 domande solo 900 provengono da farmacie delle Aree interne

Nel bando - ricorda Petrosillo - erano coinvolte tutte le rurali: "Un concetto espresso molto bene già nel bando e poi ripreso nel decreto di sospensione, quello di considerare tutte le farmacie rurali sussidiate beneficiarie vista la classificazione che hanno dal 1968 ossia di farmacie beneficiarie di indennità di residenza proprio perché operano con un bacino di utenza molto povero. Sono state considerate strutture di prossimità e in quanto tali degne di poter partecipare al bando. Anche se la missione 5 e parla di Aree interne e purtroppo, la Commissione europea è intervenuta irrigidendosi su questa posizione chiedendo che ci fosse un'interpretazione più restrittiva". Il risultato è che su 1800 circa domande solo 900 appartengono alle farmacie delle Aree interne.
"Per le farmacie al momento escluse, il decreto interviene solo sospendendo le domande quindi fermando l'istruttoria e ovviamente non erogando fondi per queste farmacie. Ma nello stesso tempo la l'Agenzia si è impegnata a reperire risorse da altri fondi di altra natura per poter comunque corrispondere alle farmacie questi aiuti alle stesse condizioni delle altre".

Norma specifica amministrativa o emendamento per reperire fondi per farmacie eslcuse

Tra le soluzioni individuate per le farmacie escluse, oltre al blocco delle polizze fideiussorie, spiega Petrosillo, "c'è l'impegno dell'Agenzia di reperire i fondi attraverso il Cipes. Chiederà al Comitato interministeriale una norma specifica di carattere amministrativo che predisponga questi fondi. Un'alternativa può essere una norma da presentare come emendamento a uno dei prossimi decreti, passaggio ora complicato perché abbiamo un governo scaduto ma che sta gestendo l'ordinaria amministrazione".
Secondo Petrosillo, "c'è tutto il diritto delle farmacie che si sono impegnate e hanno risposto a questa chiamata da parte del ministero del Sud di essere riconosciute perché dal punto di vista operativo non c'è nessuna differenza tra una farmacie che operano in un bacino di 3.000 abitanti all'interno o al di fuori delle Aree interne: l'operatività e la stessa le difficoltà sono stesse perché poi è bacino di utenza che conta".

TAG: SINDACATO UNITARIO DEI FARMACISTI RURALI (SUNIFAR), DAVIDE PETROSILLO, PNRR

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