Obbligo vaccinale, reintegro sanitari sospesi e mascherine: le nuove regole e le misure in arrivo
Proroghe e scadenze anticipate: a partire dal 1° novembre sono cambiate le regole di contenimento contro il Covid-19: il quadro emerge dagli ultimi provvedimenti del Ministero della salute e del Cdm
Stop all'obbligo vaccinale per i sanitari e reintegro di quelli sospesi, mascherine in ospedali e Rsa fino a fine anno. Tra proroghe e scadenze anticipate, a partire dal 1° novembre sono cambiate le regole di contenimento contro il Covid-19: il quadro emerge dagli ultimi provvedimenti adottati dal Consiglio dei ministri e dal Ministero della salute, mentre all'orizzonte si profilano nuovi interventi. Ecco che cosa si prevede.
È in vigore lo stop all'obbligo vaccinale e il reintegro dei sanitari sospesi
È decaduto con il primo novembre l'obbligo vaccinale per il personale esercente le professioni sanitarie, per i lavoratori impiegati in strutture residenziali, socio-assistenziali e socio-sanitarie e per il personale delle strutture che effettuano attività sanitarie e sociosanitarie. E, per quanto riguarda gli iscritti agli Albi sospesi dall'esercizio della professione per inadempimento vaccinale, cessano di fatto gli effetti, con conseguente reintegro. La decisione è contenuta nel decreto uscito dal Consiglio dei ministri di lunedì - il primo dopo quello di insediamento - e pubblicato in Gazzetta ufficiale di fine ottobre. Un testo che anticipa la deadline che era fissata per fine anno, facendo così decadere in anticipo la misura, e che, come si legge nella nota governativa, trova ragione "in considerazione del mutato quadro epidemiologico" e "al fine di contrastare la grave carenza di personale sanitario che si registra sul territorio". Tra le altre ricadute, come sottolineato da Fofi, lo stop all'obbligo si estende anche a chi richiede per la prima volta l'iscrizione all'Albo. Da quanto riferisce il Corriere di oggi, stanno già partendo da parte di alcuni Ordini le Pec indirizzate alle Asl per revocare la sospensione dei sanitari. Per quanto riguarda i medici, la stima fatta a livello istituzionale del personale coinvolto è di circa 4mila unità (a settembre), ma il numero, ha sottolineato ieri Pierino Di Silverio, segretario nazionale del sindacato più rappresentativo degli ospedalieri, Anaao-Assomed, "comprende anche chi è guarito e chi, nel frattempo, ha provveduto a vaccinarsi, oltreché categorie quali odontoiatri e libero-professionisti". Il provvedimentom è il parere, non "risolve il problema della carenza di medici negli ospedali, che per altro era presente già prima del Covid-19". Sempre da parte dell'Anaao parte poi la richiesta di "non assegnare i medici e sanitari non vaccinati contro il Covid-19, e reintegrati negli ospedali, ai reparti con pazienti fragili maggiormente a rischio". Per Giovanni Migliore, presidente della Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere, Fiaso, "da parte del datore di lavoro verrà valutato caso per caso rispetto all'assegnazione dei reparti a tutela di tutti, anche del dipendente".
Resta il nodo del rapporto di cura con il paziente
Sul punto, viene segnalato poi un nodo inerente la relazione di cura sanitario-paziente e il ruolo degli Ordini: "La vaccinazione dovrebbe essere un problema dell'Ordine professionale, una questione deontologica e non di legge" ha detto Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg). "Ho sempre pensato che non dovesse essere necessaria una norma per un'azione che dovrebbe essere parte integrante delle responsabilità del medico, che deve proteggere la salute del suo paziente anche vaccinandosi". Da qui l'appello che riguarda tutte le professioni a contatto con pazienti: "Nel momento in cui cessa l'obbligo di legge, dovrebbe essere elevata l'attenzione degli Ordini - in termini formativi e informativi - su quale sia il comportamento di un medico rispetto al tema della vaccinazione. Non fare la vaccinazione non protegge il medico, ma soprattutto non tutela il paziente".
Farmacisti inadempienti sospesi: numeri bassi, 1% degli iscritti
Per quanto riguarda i farmacisti, vanno comunque ricordati i numeri molto bassi di mancata adesione al vaccino, come conferma una nota odierna della Fofi: "Sono 1.194 i farmacisti - pari a circa l'1% del totale dei 100mila iscritti all'Albo - che, al 29 ottobre, risultavano sospesi per inadempimento dell'obbligo vaccinale e che possono tornare ad esercitare a seguito del Decreto legge con il quale il Consiglio dei ministri ha anticipato al 1° novembre la scadenza dell'obbligo di vaccinazione anti-Covid per i professionisti sanitari. Di questi, oltre la metà (690) ha già ricevuto comunicazione da parte degli Ordini territoriali di appartenenza di revoca della sospensione. "Un ringraziamento va agli Ordini provinciali che in questi mesi hanno adempiuto con il massimo rigore alle responsabilità di verifica per garantire la sicurezza di cittadini e operatori, e che ancora in queste ore si stanno adoperando per ottemperare a quanto previsto dalla normativa - dichiara Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. - Desidero, inoltre, ringraziare i centomila farmacisti italiani che hanno aderito alla vaccinazione dando prova di grande responsabilità, la stessa dimostrata sin dall'inizio della pandemia durante la quale sono sempre stati in prima linea al servizio dei cittadini".
Prorogato obbligo mascherine in strutture sanitarie. Si valuta revisione isolamento
Tra le altre misure di contenimento contro il Covid-19, viene invece prorogata fino a fine anno quella inerente all'obbligo di indossare le mascherine nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie, Rsa da parte di lavoratori, utenti e visitatori. Tanti i pareri favorevoli: secondo il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli "la misura protegge i sanitari e i pazienti, soprattutto i più vulnerabili". "L'obbligo di mascherina in tutti i presidi sanitari è utile da mantenere almeno fino alla fine di questo periodo invernale in cui circolano le malattie respiratorie stagionali" ha aggiunto ancora Scotti. Mentre in merito alle altre misure su cui la settimana scorsa era stata registrata l'intenzione di una revisione c'è anche quella relativa all'isolamento - ora di cinque giorni a partire dall'assenza di sintomi con tampone negativo: "Stiamo lavorando a una revisione" ha detto il Ministro della Salute Orazio Schillaci, "abbiamo avuto le prime riunioni scientifiche con Istituto superiore di sanità, Aifa ed esperti. Vediamo l'evoluzione del quadro epidemiologico e ogni decisione verrà presa solo nell'interesse dei pazienti". Dal Ministro, nel corso della conferenza stampa di lunedì, è stato comunque assicurato che "se arriveranno nuove varianti noi siamo pronti in ogni momento a intervenire" ed è stato chiarito il nodo relativo ai bollettini: "I dati vengono raccolti tutti i giorni e l'avere una stima settimanale dal punto di vista statistico ci dà anche una maggiore certezza su ciò che stiamo monitorando rispetto ad una valutazione quotidiana. I dati non sono secretati ma sono in ogni momento a disposizione delle autorità competenti. Laddove ci fossero da un giorno all'altro delle variazioni importanti saremo i primi a comunicarlo".
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A cura di Simona Zazzetta
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