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Farmacisti

17 Aprile 2023

Giornata della Ricerca: gli scienziati rappresentano il made in Italy


Cattani, presidente di Farmindustria "L'Italia ha le carte in regola per avere un ruolo di primo piano"

"Se oggi sono disponibili molti farmaci che permettono di vivere di più e meglio, se ci sono vaccini che proteggono da malattie e infezioni batteriche, se siamo usciti da una pandemia che ha sconvolto le nostre vite in tempi rapidissimi lo si deve all'impegno di donne e uomini che senza sosta hanno lavorato e lavorano per offrire risposte sempre più efficaci ai bisogni di salute dei cittadini." Lo afferma Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, che in occasione della Giornata mondiale della ricerca (15 aprile) fa il punto della situazione in Italia.


Ricerca: R&S e in investimenti

Ad oggi l'impegno dei ricercatori ha portato "al record storico di oltre 20.000 medicinali in sviluppo oggi nel mondo per un gran numero di patologie. E tra il 2023 e il 2028 gli investimenti da parte delle imprese farmaceutiche in R&S raggiungeranno i 1.600 miliardi di dollari, di cui l'80% in network innovation, a livello globale" si legge nella nota. Per quanto riguarda l'Italia, gli investimenti in R&S "hanno raggiunto 1,8 miliardi di euro, di cui oltre 700 milioni per studi clinici. Le domande di brevetto farmaceutico sono aumentate tra il 2019 e il 2022 del 27%, più della media dei Big UE nella farmaceutica pari al +15%" continua Cattani. Per l'Italia sarà cruciale "attrarre" ricercatori offrendo "condizioni competitive a supporto dell'innovazione e di adottare contesti regolatori con procedure veloci e flessibili".

Presente e futuro della ricerca in Italia

Attualmente in Italia la ricerca è donna, visto che le ricercatrici sono il 53% del totale. Per trasmettere la passione alle future generazioni si stanno organizzando corsi di formazione specifici nelle scuole e nelle università dedicate alle materie scientifiche e Life Sciences: "Perché siamo certi - conclude Cattani- che il futuro dell'innovazione dipenda dalle nuove generazioni e che i nostri studenti, sviluppando un bagaglio di solide competenze, soprattutto digitali, possano essere determinanti, grazie anche alla tipica creatività italica, per i successi della Ricerca. Che si faccia nel Paese o nel mondo".

TAG: RICERCA, FARMINDUSTRIA, MARCELLO CATTANI

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