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Farmacisti

04 Marzo 2020

Coronavirus, nuove raccomandazioni su stili di vita. Distanza minima 1 metro: preoccupa farmacisti al banco


Covid-19, in preparazione nuove indicazioni sui comportamenti da tenere per contenere i contagi e su ulteriori misure di sostegno economico

Sono in preparazione nuove misure e indicazioni sui comportamenti da tenere per contenere i contagi da nuovo coronavirus, mentre sono allo studio ulteriori misure di sostegno economico. Intanto, è arrivato il via libera definitivo dell'Aula del Senato al Dl sull'emergenza, con 234 voti a favore, cinque astenuti e nessun contrario. Mentre, sul fronte degli operatori sanitari, se dalla Fimmg, il principale sindacato della Medicina generale, è arrivata la preoccupazione per il fatto che sono ormai 70 i medici di famiglia in quarantena, con pazienti scoperti, sul fronte dei farmacisti al banco ci si interroga su come conciliare le richieste che arrivano dalle istituzioni di mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro e le necessità imposte dalla relazione paziente-farmacista e dalle privacy.

Tra raccomandazioni, distanza interpersonale di almeno un metro

Da quanto si apprende dalla stampa, dal comitato scientifico del Governo sono state formulate nuove raccomandazioni, valide per tutto il territorio nazionale per i prossimi 30 giorni e da rivalutare ogni 2 settimane. Si tratta di un pacchetto di indicazioni, di cui alcune di impatto su stili di vita e comportamenti della popolazione. Tra le misure indicate, c'è il rinvio delle attività convegnistiche e congressuali, no a manifestazioni anche sportive che non garantiscano il rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro, divieto per chi accompagna pazienti al Pronto soccorso di fermarsi in sala di attesa, limitazione delle visite in Rsa e hospice. Mentre tra le raccomandazioni, c'è, in particolare per persone anziane o croniche o con stati di immunodepressione, quella di evitare luoghi affollati e limitare le uscite quanto più possibile non strettamente necessarie, mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro, evitare abbracci e strette di mano, oltre all'adozione scrupolosa delle pratiche di igiene, tra cui lavaggio frequente delle mani, igiene respiratoria - tossire e starnutire in un fazzoletto monouso. Le indicazioni potrebbero rientrare nella bozza di Dpcm che al momento è al centro della riunione tra il premier e i ministri in corso a Palazzo Chigi in queste ore sulla situazione coronavirus. Inoltre, tra le misure sul tappeto, ci sono anche quelle previste nella ultima circolare del Ministero della Salute che prevede un aumento del 50% dei posti nelle terapie intensive e del 100% in pneumologia, mentre le misure economiche potrebbero essere oggetto di una ulteriore riunione.

Per farmacisti necessarie indicazioni operative per mettere in sicurezza lavoro al banco

Intanto, proprio anche in riferimento all'indicazione di mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, continua la preoccupazione per la carenza di dispositivi di protezione presso gli operatori sanitari, anche se dalla protezione civile da ieri è in corso la distribuzione di oltre 25mila mascherine chirurgiche alla popolazione nelle zone rosse e oltre 400mila del tipo Ffp2 e Ffp3 al personale sanitario di tutte le regioni italiane. Da parte dei farmacisti, come si apprende dalle segnalazioni pervenute in redazione e dai social, resta la preoccupazione su come poter mantenere, nella relazione con il paziente al banco, la distanza di sicurezza e la richiesta di ulteriori indicazioni operative. Una preoccupazione segnalata anche da Maurizio Cini, presidente Asfi, in un suo intervento online: «Il farmacista al banco risulta esposto al contatto, quasi sempre inferiore al metro, con i pazienti che entrano liberamente in farmacia anche solo per chiedere informazioni o le mascherine ed il gel igienizzante». Si «è detto per le "zone rosse" di fare entrare un cliente alla volta oppure di evitare lo stazionamento di un numero elevato di persone da fare comunque attendere dietro la "linea di cortesia". Oltre a questo nient'altro. Gli spostamenti delle persone avvengono comunque in tutto il paese e un eventuale infettato dell'Emilia-Romagna si può liberamente spostare in Abruzzo come nel Lazio o in Calabria ed entrare in una farmacia del posto». Da qui la proposta di «posizionare sul banco in corrispondenza di ogni postazione una lastra di plexiglas o policarbonato trasparenti», un «rimedio estemporaneo ma in grado di ridurre o quasi totalmente eliminare la trasmissione al farmacista dell'aerosol emesso durante la conversazione o, peggio, in seguito a starnuti o colpi di tosse».

Francesca Giani

TAG: FARMACISTI, FARMACISTI COLLABORATORI, CORONAVIRUS, COVID-19, SARS-COV-2, MASCHERINE

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