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Farmacisti

16 Marzo 2020

Mascherine protettive: preoccupa carenza e non cessano speculazioni. Misure e iniziative in campo


Servono 90 milioni di mascherine al mese, ma c'è difficoltà a reperirle. Nel Dpcm Marzo sembra confermato il finanziamento per un'adeguata fornitura

Continuano gli appelli per dotare chi opera in prima linea nella gestione del Coronavirus, tra cui i farmacisti, di dispositivi di protezione individuale, anche per garantire la continuità dei servizi e tutelare i cittadini stessi. Intanto, dal commissario per l'emergenza, è stato stimato un fabbisogno mensile di 90 milioni di mascherine, ma da quanto si apprende c'è grande difficoltà a reperirle anche perché capita che vengano bloccate dai paesi esportatori o nelle vie di transito verso l'Italia.
Diverse sono le iniziative di raccolta fondi, anche da parte di associazioni e cittadini, e dal Dpcm uscito dal consiglio dei ministri di oggi sembra confermata la misura di finanziamento per assicurare un'adeguata fornitura. Prosegue comunque la battaglia da parte della Guardia di finanza a contraffazioni e speculazioni e in merito alle ultime notizie emerse dalla stampa, l'Ordine di Roma, si dice pronto a istruire provvedimenti disciplinari e costituirsi parte civile in eventuali processi nei confronti di farmacisti.


Servono 90 milioni di mascherine al mese

I numeri del fabbisogno di mascherine li aveva dati il commissario per l'emergenza, Angelo Borrelli, che sabato ha spiegato come allo stato attuale «ne servano circa 90 milioni al mese. Noi abbiamo fatto contratti per oltre 55 milioni e al momento ne sono state consegnate più di 5 milioni. In tutto il mondo si sta realizzando una chiusura delle frontiere dei paesi produttori per l'esportazione, con requisizioni avvenute nei paesi stessi» o, in alcuni casi, anche dagli stati dai quali sono transitati. «Purtroppo noi non abbiamo attualmente una produzione nazionale di mascherine e dpi».


Le nuove misure dal Cdm e la riconversione di alcune aziende

In atto, per far fronte al problema, c'è anche la riconversione di alcune industrie verso una produzione nostrana di mascherine e dal Consiglio dei Ministri di oggi sembra confermato lo stanziamento di 50 milioni di euro e l'autorizzazione a Invitalia a erogare finanziamenti a fondo perduto o contributi in conto gestione, nonché finanziamenti agevolati, alle imprese che producono dispositivi di protezione individuale e medicali, «per assicurarne l'adeguata fornitura nel periodo di emergenza».


Nascono iniziative di fondi per acquisto mascherine

Continua, intanto, il fenomeno che vede cittadini, associazioni, imprese attivarsi con fondi per reperire i dispositivi. Tra gli ultimi di cui è stata data notizia anche quello istituito da Cittadinanzattiva, insieme a Fimmg, il principale sindacato della medicina generale, preoccupati per i contagi che avvengono tra gli operatori sanitari in prima linea. Un problema non solo per la salute stessa del sanitario ma anche perché può diventare a sia volta diffusore tra cittadini e familiari con cui entra in contatto. «I dispositivi sono un bene essenziale per garantire sicurezza a chi si sta spendendo per aiutare i cittadini in questa grande emergenza» ha detto infatti Antonio Gaudioso. Da Fimmg Nazionale sono stati già stanziati 50.000 euro, anche perché come spiega Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg, «il nostro problema più grande è che in questo momento i Dpi si possono acquistare solo in grandi quantità, facendoli arrivare dall'estero. L'unico modo di acquistarli è raggiungere una somma significativa».


Speculazioni e contraffazioni: le operazioni della Guardia di Finanza

In tutta Italia proseguono i controlli da parte della Guardia di Finanza su piattaforme online e sul territorio per intercettare casi di speculazione sui prezzi di gel e mascherine e di diffusione di articoli non a norma e in alcuni casi contraffatti, con operazioni che stanno interessando un po' tutta Italia. Per quanto riguarda le indagini online, in una nota di oggi, si apprende che «dopo una specifica attività di monitoraggio della Rete, iniziata già a metà del mese di febbraio, sono state sottoposte a sequestro 36 offerte di vendita, presenti sui portali di e-commerce Amazon e E-bay, di prodotti connessi alla prevenzione dell'epidemia, mascherine e gel disinfettanti, presenti a prezzi esorbitanti rispetto ai costi di produzione e di distribuzione nonché a quelli praticati in situazioni non emergenziali».
La «comparazione del prezzo di vendita applicato a gennaio - febbraio prima dell'esplosione della emergenza in Italia e quello attualmente praticato, effettuata utilizzando applicativi software di tracciamento dei prezzi (price tracer), ha consentito di far emergere situazioni di notevole anomalia, con aumenti di prezzo che oscillavano tra il 150% fino al 1000% ed oltre. Per esempio, in un singolo caso, le mascherine di tipo chirurgico, le più semplici e con limitata azione protettiva da eventuali contagi, hanno normalmente un costo di pochi centesimi ma erano vendute in confezioni da 50 pezzi al costo di circa 80 euro, con un rincaro che raggiungeva la cifra massima del 4000%. Anche le soluzioni gel igienizzanti, venivano vendute con rincari non giustificati tra il 300% e il 600%. Le indagini hanno determinato il deferimento all'Autorità Giudiziaria di 16 vendors italiani, 28 stranieri e 4 in via di identificazione». Gli annunci «sequestrati erano pubblicati da connazionali residenti in Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia, ma anche da venditori europei ed extraeuropei. La provenienza estera è stata individuata nella Germania, Regno Unito, Francia e Cina. Le azioni di contrasto a manovre speculative perpetrate sul web proseguiranno anche nei prossimi giorni». Ma anche sul territorio sono stati diversi i sequestri che, in questi ultimi giorni, hanno riguardato anche alcune farmacie e parafarmacia. Sui casi che nel fine settimana sono stati riferiti dalla Guardia di Finanza per il territorio di Roma, è intervenuto anche Emilio Croce, presidente dell'Ordine di Roma, come si apprende dall'houseorgan dell'Ordine: «Acquisiremo subito tutti gli atti di deferimento dei farmacisti implicati nelle vicende speculative individuate dalle forze dell'ordine, istruendo subito un procedimento disciplinare. Pronti, se le vicende in parola dovessero arrivare nell'aula di un tribunale, a costituirci come parte civile».


Nuovo appello per proteggere chi opera in farmacia, luogo di lavoro 

Da Croce, nella giornata di oggi, è stato lanciato poi un appello per tutelare i farmacisti di farmacie e parafarmacie in prima linea mettendosi anche a «disposizione della Protezione Civile per ogni fattiva collaborazione finalizzata alla distribuzione dei presidi». Con «riferimento al Protocollo di Sicurezza nei luoghi di lavoro, siglato tra Sindacati e Associazioni di categoria, nel corso della riunione svoltasi lo scorso 14 marzo alla presenza del Presidente del Consiglio e dei Ministri competenti, nel quale si evidenzia la necessità di assicurare le necessarie condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro, ha chiesto con assoluta urgenza, alla Protezione Civile Nazionale e alla Protezione Civile della Regione Lazio, la disponibilità di mascherine e altri dispositivi di protezione individuale nel quantitativo idoneo almeno a coprire le esigenze dei farmacisti, che operano in prima linea e a stretto contatto diretto con migliaia di utenti ogni giorno e che stanno svolgendo un eccellente e pronto intervento di "avamposto sanitario".
La richiesta è dettata dalla assoluta necessità di evitare contagi anche tra i farmacisti che operano nelle farmacie e nelle parafarmacie aperte al pubblico, che inevitabilmente ne determinerebbe il conseguente collasso nell'approvvigionamento dei farmaci e dei prodotti sanitari da parte dell'utenza e dall'esigenza di garantire il servizio pubblico in piena sicurezza dei cittadini con i quali i farmacisti sono costantemente in contatto».

Francesca Giani

TAG: FARMACISTI, CORONAVIRUS, COVID-19, MASCHERINE

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