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06 Ottobre 2020

Covid-19, in arrivo nuove misure di contenimento e proroga stato emergenza


Nel nuovo Dpcm proroga dello stato di emergenza. Tra le misure: utilizzo continuativo della mascherina anche all'aperto e un divieto di assembramento più esecutivo con un aumento nel livello di controllo

Proroga dello stato di emergenza e, di conseguenza, della «impalcatura istituzionale che gravita attorno alla Protezione civile, ai suoi poteri di Ordinanza, al Commissario straordinario e al ruolo del Comitato tecnico-scientifico» che hanno permesso un «intervento rapido» e accentrato in questi mesi, ma anche «l'utilizzo continuativo della mascherina anche all'aperto, in ogni situazione in cui c'è il rischio di incontrare persone non conviventi» e un divieto di assembramento «più esecutivo», con un aumento nel «livello di controllo». Sono queste alcuni punti su cui il ministro della salute Roberto Speranza ha riferito stamattina alla Camera, nel corso delle comunicazioni sulle misure che il Governo si appresta ad adottare in vista della scadenza dello Stato di emergenza e in risposta ai numeri relativi al Covid-19. Mentre nessun riferimento viene fatto alla stretta sulle attività produttive che era stata ventilata in questi giorni. Intanto, la bozza di Dpcm approntato dal Governo dovrebbe approdare in un consiglio dei ministri di stasera. Tra le altre previsioni, la possibilità per le Regioni di introdurre misure più restrittive.

Speranza al Parlamento su proroga stato emergenza e nuove misure

«L'Italia, in questo momento, sta meglio rispetto agli altri Paesi Europei, ma non dobbiamo farci illusioni», perché «da nove settimane c'è una tendenza» dei numeri relativi al Covid-19 «alla crescita». Oggi, poi, «c'è un elemento di novità: non c'è più una dinamica di territorialità, con una parte di territorio pesantemente colpito e il resto solo in maniera marginale. Nessuna Regione, nessuna realtà può sentirsi esente da rischi». Per questo, «ci sarà bisogno di ripristinare la massima condivisione nella relazione tra Stato e Regioni». In questa direzione, «le Regioni potranno assumere misure più restrittive, ma è evidente che ci sarà bisogno di un livello di coordinamento più forte e significativo rispetto agli ultimi mesi». Per quanto riguarda lo Stato di emergenza, in scadenza domani, «bisogna continuare sulla linea della prudenza» e in questo «la valutazione del Governo va nella direzione di una continuità fino al 31 di gennaio». È «fondamentale infatti mantenere quell'impalcatura istituzionale che abbiamo costruito in questi mesi e che ci ha consentito una maggiore rapidità di intervento. L'impalcatura che gravita attorno alla Protezione civile come soggetto fondamentale, ai suoi poteri di Ordinanza, al Commissario straordinario e al ruolo del Comitato tecnico-scientifico». Quanto alla tempistica «più tardi avremo una condivisione con le Regioni» ma occorrerà «approvare» il Dpcm «già nella serata di domani». L'intenzione, a ogni modo, è di «confermare l'indirizzo del Governo, le misure essenziali viste fino a oggi, ma provando anche a dare un segnale al Paese di primo rafforzamento». Nel merito dei contenuti, «valutiamo l'estensione dell'obbligo dell'utilizzo delle mascherine in maniera continuativa anche all'aperto, in ogni situazione in cui c'è il rischio di incontrare persone non conviventi». Quanto a distanziamento e divieto di assembramenti, «dobbiamo rendere le norme già vigenti più esecutive possibili»: per questo «lavoriamo nelle prossime ore, chiaramente con gli strumenti che sono a nostra disposizione, per aumentare il livello di controllo». Infine, al «terzo punto, come è noto, c'è il rispetto delle fondamentali norme igieniche, in modo particolare, con il lavaggio delle mani». Ci sono «ancora dei mesi davanti a noi, non facili da gestire, mesi di resistenza, in cui dobbiamo convivere col virus senza avere quegli strumenti», quali i vaccini anti Covid, «che presto, ci auguriamo tutti, potranno arrivare».

Aumenta la capacità di testing. Si guarda ai test salivari

Da Speranza anche una riflessione sulla capacità di testing: «Abbiamo superato nei giorni scorsi la soglia dei 120 mila test al giorno, una soglia molto più alta rispetto a quelle che avevamo raggiunto in precedenza. Io credo che dobbiamo ancora lavorare per crescere e per rendere la nostra capacità di testing e di tracciamento la più forte, la più rapida e la più veloce possibile. E l'auspicio è che oltre ai test antigenici si possa al più presto arrivare anche a un utilizzo significativo dei test salivari, meno invasivi, in modo particolare rispetto ai più piccoli». Infine, c'è il tema del Ssn: «Nei giorni scorsi ho presentato un piano di rafforzamento del nostro Servizio sanitario nazionale, anche sulla base delle nuove linee di finanziamento europeo. Io credo che questa sia un'occasione da non perdere, una grande opportunità che ci lascia la lezione del Covid e, cioè, che sul Servizio sanitario nazionale dobbiamo ricominciare ad investire con tutta la forza che abbiamo».

Vaccini, Mandelli: attenzione a non replicare caos mascherine

A intervenire in Parlamento è stato anche Andrea Mandelli, presidente Fofi, che ha riportato all'attenzione la tematica della vaccinazione: «Per distinguere tra influenza e Covid i vaccini antinfluenzali saranno determinanti: non possiamo permetterci di replicare la stessa situazione che si è verificata all'inizio della pandemia, quando i cittadini cercavano disperatamente le mascherine introvabili». La situazione, oggi, vede «i cittadini sostenere code chilometriche ai drive-in, per poter sapere in che stato si trova la loro salute» e «questo non è sostenibile». A essere sottolineata poi è anche la tenuta dell'assistenza: «Gli ospedali sono pronti a reggere la seconda ondata di contagi? È stato fatto tutto il possibile per attrezzare quel territorio dal quale dovrebbe arrivare la risposta più forte o ci ritroveremo ancora con gli assalti a farmacie e Pronto soccorso? La rete tra medici, infermieri e farmacisti è organizzata per affrontare i momenti difficili che ci attendono? È urgente capire come queste criticità verranno affrontate. Anche perché la preoccupazione sta montando, sotto la duplice tenaglia dei rischi per la salute e dei problemi economici. Dobbiamo resistere con la battaglia sanitaria, ma non possiamo dimenticarci del problema economico, che rischia di mietere altrettante vittime. Abbiamo assistito al tentativo di svuotare il mare della crisi con il cucchiaino dei bonus, con provvedimenti tampone», mentre non «abbiamo pensato a rimettere in moto il Paese e creare posti di lavoro». Per questo «ritengo che la tendenza ad accentrare ogni decisione sotto l'egida dello Stato, marginalizzando il Parlamento, è un errore».

Francesca Giani

TAG: COVID-19, SARS-COV-2, MASCHERINE, DPCM DECRETO PRESIDENZA CONSIGLIO MINISTRI

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