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04 Novembre 2020

Covid-19. Nuovo Dpcm e restrizioni differenziate per tre livelli di rischio. Ecco quali


Firmato il nuovo Dpcm dal premier Conte che contiene le nuove misure di contenimento del contagio da Covid-19. Il testo prevede la suddivisione del territorio in tre aree a seconda del rischio

È stato firmato nella notte dal premier Giuseppe Conte il Dpcm che contiene le nuove misure di contenimento del contagio da Covid-19. Un testo articolato che prevede la suddivisione del territorio italiano in tre aree a seconda del rischio e dello scenario di riferimento, ma su cui si è registrata la protesta dei Governatori. Già ieri, in serata, era stato preso di mira l'automatismo che vede assegnare le Regioni, con Ordinanza del Ministero della Salute, sulla base dei dati forniti dai comitati tecnici, alle aree di rischio, con un crescendo di restrizioni che arrivano fino a un lockdown light. Mentre sembra stata accolta l'istanza avanzata relativa alla contestualità tra restrizioni e previsione di aiuti economici per le attività costrette a chiudere. Le nuove misure, stando a quanto fatto trapelare da Palazzo Chigi, dovrebbero diventare operative da venerdì 6 novembre, e non giovedì come inizialmente annunciato.

Le regole per il livello di rischio più basso e i 21 indicatori da monitorare

Secondo il nuovo Dpcm sarà il Ministro della Salute Roberto Speranza, sulla base dei dati epidemiologici e sentiti i presidenti delle Regioni, a emettere le Ordinanze per delineare in quale fascia si trovino i vari territori. Le misure, infatti, sono state organizzate in tre livelli a seconda della severità della situazione. Il livello più basso vede un inasprimento delle misure attualmente in vigore e, come si legge nella bozza circolata, prevede:
- Coprifuoco generale dalle 22 fino alle 5 del mattino (per oggi rimane quello già previsto, la misura quindi partirà dalle 22 di domani). Nell'arco della giornata dovrebbe essere reso disponibile un nuovo modello di autocertificazione. Gli spostamenti possibili saranno, quindi, con comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità ovvero per motivi di salute, e per il rientro al proprio domicilio.
- Centri commerciali chiusi nei festivi e prefestivi (con la sola esclusione di farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabacchi ed edicole situati al loro interno);
- trasporti pubblici con capienza di viaggio al 50%;
- didattica a distanza al 100% per le scuole superiori;
- possibilità di chiudere le piazze a rischio assembramento anche in altre fasce orario o per tutto il giorno (attualmente tale previsione può essere applicata dalle 21). Si tratta di una misura, quest'ultima, su cui le Regioni hanno fatto notare la poca chiarezza, in particolare in merito a chi e come può essere attuata.
Accanto a questo primo nucleo di restrizioni, sono stati poi previsti altri due livelli, con misure via via più strette, che resteranno in vigore per un minimo di 15 giorni: quella che è stata definita, dalla stampa, zona arancione - in cui rientrano quei territori con rischio elevato, cioè in scenario 3 e con rischio alto per la tenuta del sistema sanitario; e la cosiddetta zona rossa, dove i rischio è massimo, con regioni in scenario 4 e rischio alto per il sistema sanitario. Il Dpcm, quindi, traccia l'ossatura dei provvedimenti, ma per quanto riguarda le ricadute effettive sulle Regioni, al momento, secondo quanto emerge dalle agenzie, si è ancora in una fase di valutazione e si potrebbe avere qualche indicazione più certa nel corso della giornata. A ogni modo saranno 21 gli indicatori che guideranno la valutazione e uno dei nodi sul tappeto riguarda l'aggiornamento dei dati epidemiologici su cui questa viene effettuata. Ad avanzare la criticità è stata, in particolare, la Lombardia che ha sottolineato come i dati di monitoraggio della settimana 19-25 ottobre non tengano conto delle misure che sono state introdotte il 22, mentre se il riferimento fosse a dati più recenti (22-5 novembre), si vedrebbero già i primi effetti delle misure deliberate. Il nodo verrà sciolto nel corso della giornata o al più tardi domani mattina. Ma che cosa prevedono, a grandi linee, le restrizioni?

Le regole per la zona arancione

In linea di massima, per le regioni dello scenario 3 e con rischio alto, è vietato ogni spostamento in entrata e uscita dai territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e quelli legati alla didattica in presenza, laddove consentita, e per il rientro presso il proprio domicilio/residenza. La misura può riguardare intere Regioni o parti di esse. Consentito, comunque, il transito per raggiungere regioni non soggette a restrizioni analoghe.
- Vietati anche gli spostamenti tra comuni, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o anche per poter usufruire di servizi (non sospesi) che non siano disponibili nel proprio comune;
- sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (tra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), salvo che per il delivery e fino alle 22 per l'asporto.

Le regole per la zona rossa

Maggiori restrizioni, vicine a un lockdown light, per le regioni dello scenario 4 con rischio alto. Anche in questo caso la durata minima è per 15 giorni.
- In queste aree, oltre al divieto di spostamento in entrata e uscita tra territori (si veda sopra) vige anche quello all'interno dei territori stessi. Consentito anche in questo caso il transito. A ogni modo è consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione e attività sportiva all'aperto e individuale.
- Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, a eccezione di quelle relative a generi alimentari e di prima necessità, sia negli esercizi di vicinato sia nelle medie e grandi strutture di vendita, anche ricompresi nei centri commerciali, nel rispetto comunque delle chiusure nei giorni festivi e prefestivi. Stretta anche per i mercati, a eccezione delle attività relative alla vendita di soli generi alimentari, mentre restano aperte le farmacie e le parafarmacie, le edicole, i tabaccai.
- Per quanto riguarda le attività di ristorazione, vale quanto previsto per la cosiddetta zona arancione, mentre per la didattica vigono maggiori restrizioni: resta in presenza solo la scuola per infanzia, il ciclo delle elementari e la prima media. Tutto il resto passa a distanza.
- I corsi per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, nonché le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e le altre attività, didattiche o curriculari, eventualmente individuate dalle Università, possono proseguire, laddove necessario, anche in modalità in presenza.
- I servizi alla persona sono sospesi a eccezione di lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia e lavanderia industriali; servizi di pompe funebri e attività connesse; servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere;
- Spinta anche, soprattutto per i datori pubblici, sullo smart working.

Francesca Giani

TAG: GIUSEPPE CONTE, CORONAVIRUS, COVID-19, DPCM DECRETO PRESIDENZA CONSIGLIO MINISTRI

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