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Farmacisti

13 Novembre 2020

Potenziare farmacie per rinascita assistenza territoriale. Mandelli: snodo è Farmacia dei servizi


Mandelli (Fofi): La rinascita dell'assistenza territoriale è legata al potenziamento delle farmacie e passa per i vaccini, i tamponi dal farmacista e investimenti adeguati per i servizi in farmacia

La rinascita dell'assistenza territoriale, provata dall'emergenza Covid, è molto legata al potenziamento delle farmacie territoriali, a una grande scommessa che passa anche per i vaccini e i tamponi dal farmacista, ma soprattutto dal riconoscere con investimenti adeguati le grandi possibilità dei servizi in farmacia. È il pensiero che Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti, ha espresso a Meridiano Sanità e ora dettaglia a Farmacista33, rispondendo a domande su pandemia, fascicolo sanitario e rilancio della FdS. Che sta ripartendo. Mandelli pone l'accento sulla formazione degli operatori, uno dei processi avviati che non si è mai fermato. Il processo che porta alla farmacia dei servizi, attivato dalle Finanziarie del 2016 e 2018, sembra essersi bloccato con l'emergenza pandemica che non accenna ad attenuarsi. Ma la farmacia territoriale in questa emergenza sembra essersi distinta, essere cresciuta.

Quale ruolo sta avendo oggi e quale può avere la Farmacia dei Servizi nel contenere gli accessi agli ospedali e mantenere le cure sul territorio?

«Nella fase di lockdown - ricorda Mandelli - il farmacista di comunità è stato il primo riferimento per la collettività. Le farmacie sono sempre rimaste aperte, di notte come di giorno, tutti i giorni feste comprese, e tutti i colleghi si sono adoprati per risolvere tutte le "emergenze nell'emergenza" verificatesi, che non si sono certamente limitate alla vicenda delle mascherine. Abbiamo operato perché non mancasse mai l'ossigeno, abbiamo sempre garantito l'accesso al farmaco, malgrado le difficoltà della chiusura abbia esacerbato problemi annosi come quello dei medicinali mancanti. E siamo anche riusciti a innovare la nostra attività in questa fase critica, come dimostrano i dati preliminari della Survey condotta da The European House-Ambrosetti con la collaborazione della Fofi, che ho presentato a Meridiano Sanità. Infatti, sono stati attivati nuovi servizi: dalla vendita di Dpi, alla prenotazione online di farmaci e la loro consegna a domicilio. In particolare, la dematerializzazione della ricetta, definita dal professor Americo Cicchetti (Società Health Technology Assessment ndr) un passo importante per l'avvio della sanità digitale italiana, è stata puntualmente attivata dal 93% delle farmacie, e questa innovazione ha funzionato proprio per l'impegno dei farmacisti. Poi è evidente che la risposta del territorio, per esempio, ai bisogni dei pazienti cronici sarebbe stata ben differente se la farmacia dei servizi fosse già stata una realtà operante: basti pensare all'impatto che avrebbero avuto i servizi di telemedicina e di tele-sorveglianza. Ed è altrettanto evidente che la piena operatività anche nel supporto all'aderenza alla terapia, nella ricognizione farmacologica consentirebbe non soltanto di affrontare questa emergenza ma anche di ovviare ai guasti che ha prodotto sulla salute di tutti: Cittadinanzattiva ad esempio riporta che nel lockdown non si è potuto eseguire 1,4 milioni di screening oncologici. Senza un'assistenza territoriale rinforzata, con la farmacia dei servizi come punto di accesso capace di prendere in carico il paziente, non sarà possibile recuperare il terreno perso in questi mesi. E aggiungo che il nostro modello di Fds deve ampliarsi, comprendere funzioni come la partecipazione diretta alle campagne vaccinali, gli screening di massa».

La Puglia è stata apripista nell'attivazione del Fascicolo sanitario elettronico in farmacia, Servizio chiave che rende la farmacia un terminale nodale nella rete informativa della salute. Come auspica evolvano adozione e utilizzo del Fse?

«Non è un caso che l'attivazione del Fse fosse uno dei servizi di cui abbiamo ottenuto l'inserimento tra quelli previsti nella sperimentazione regionale della farmacia dei servizi. Se si vuole che un servizio sia realmente accessibile la chiave è affidarsi alle reti di prossimità e le farmacie sono la rete più capillare. Da sviluppo e implementazione del Fascicolo, e del Dossier farmaceutico aggiornato dal farmacista, ci attendiamo innanzi tutto l'eliminazione di passaggi inutili e supporti cartacei. Un solo esempio, l'esperienza della ricetta Dem di cui si parlava, senz'altro positiva, va però completata. Il medico deve poter inserire la ricetta nel fascicolo del paziente e questi deve poter andare in qualsiasi farmacia e presentare semplicemente la tessera sanitaria, come avviene già in Veneto. E il farmacista non deve stampare promemoria o altro. C'è poi l'altro aspetto centrale: il dossier farmaceutico, che tiene traccia di tutti i farmaci assunti dal paziente, è fondamentale non solo per l'aderenza terapeutica, ma anche per farmacovigilanza ed uso in sicurezza dei medicinali».

Federfarma e Fofi hanno invitato a riprendere le procedure avviate nelle 9 Regioni individuate per la prima fase della sperimentazione FdS e, allo stesso tempo, a mettere in moto la macchina nelle altre 7 Regioni a statuto ordinario. Come sta evolvendo la situazione?

«Certamente ci siamo attivati per tempo. Purtroppo, c'è la possibilità di subire un nuovo rallentamento, visto il nuovo aggravamento della situazione, ma il primo passo è comunque rimettere mano ai cronoprogrammi regionali. Intanto non ci siamo certo fermati. Federazione degli Ordini e Fondazione Cannavò hanno ultimato e messo on line il Progetto formativo nazionale mirato ad acquisire le competenze per erogare prestazioni professionali appropriate ed efficaci. Un percorso di alto livello, sviluppato coinvolgendo gli altri professionisti della salute e soprattutto con la collaborazione di tutte le nostre componenti professionali e delle Società sienitiche che ne sono espressione. Non è aspetto secondario: la formazione è la base di tutta la sperimentazione e mi auguro che il maggior numero possibile di colleghi completi i corsi, così da essere pronti quando la sperimentazione comincerà. Bisognerà lavorare tantissimo, perché il buon esito di questa sperimentazione non è solo importante per la professione: è cruciale per la sanità italiana».

Mauro Miserendino

TAG: FARMACIE, FEDERAZIONE DEGLI ORDINI DEI FARMACISTI - FOFI, ANDREA MANDELLI, FARMACIE TERRITORIALI

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