Covid-19. Gestione vaccino AstraZeneca più facile. Regioni e farmacie organizzano hub e punti vaccinali
Il commissario Domenico Arcuri illustra la metodologia di somministrazione dei vari vaccini: quello di Pfizer e Moderna può ridurre la mortalità, quello di AstraZeneca la moltiplicazione dei contagi
Se con i vaccini Pfizer e Moderna si può ridurre mortalità e pressione sulle terapie intensive, con quello di AstraZeneca (indicato preferibilmente per fascia 18-55) si può ridurre la moltiplicazione dei contagi: ora bisognerà scegliere a chi dare prima le dosi e l'Italia dovrà farsi trovare pronta anche per la fase di massa, ampliando il numero di centri vaccinali e coinvolgendo i medici di base e successivamente i farmacisti. È quanto emerso nel corso di una diretta in cui il commissario straordinario per l'emergenza, Domenico Arcuri, ha spiegato la metodologia di somministrazione dei vari vaccini in Italia, soprattutto dopo l'arrivo del vaccino di AstraZeneca, che si conserva a normali temperature di frigo (+2°C) a differenza degli altri due (Pfizer -70°C, Moderna -20°C). AstraZeneca ha fatto sapere che consegnerà 9 milioni di dosi aggiuntive del vaccino anti-Covid nel primo trimestre e inizierà la distribuzione una settimana prima del previsto. Il coinvolgimento dei farmacisti dovrà quindi essere declinato e se in Lombardia le farmacie saranno dei punti vaccinali, in Toscana è in studio un modello che potrebbe mutuare quello adottato per il vaccino antinfluenzale, come anticipato dall'assessore Simone Bezzini, al termine della Conferenza Stato-Regioni con il ministro Speranza sui vaccini di ieri.
In Lombardia farmacie saranno punti vaccinali
Per accelerare la campagna una delle possibilità è ampliare i punti vaccinali e secondo l'accordo firmato con Regione Lombardia, «anche le farmacie saranno punti vaccinali» a ricordarlo è il presidente dell'Ordine di Brescia Francesco Rastrelli sull'edizione locale del Corriere.it, e la somministrazione con ogni probabilità si farà «nelle aree della farmacia che già oggi sono adibite a servizi come l'analisi del sangue o la telemedicina». Per quanto riguarda le farmacie rurali, sottolinea Rastrelli «Anche in questo caso si può somministrare i vaccini pianificando l'attività negli orari di pausa, quando c'è la chiusura al pubblico». Diventare punti vaccinali non è certo un obbligo, ma chi lo vorrà fare dovrà però frequentare un corso per «farmacista-vaccinatore», in modo da poter «gestire in sicurezza eventuali criticità del paziente». Il vaccino inoculato in farmacia non sarà quello di Pfizer né di Moderna: ci vuole una logistica del freddo più semplice e con l'approvazione Aifa che dà il via libera alla commercializzazione di AstraZeneca, con l'indicazione però che venga impiegato preferibilmente sotto i 55 anni. Sarà più facile quindi che le farmacie diventino punti vaccinali dopo fine marzo. «Per noi è importante poter vaccinare all'interno delle nostre farmacie. Ma non vedo preclusioni di sorta a un'attività esterna. Siamo pur sempre in un'emergenza» dice la presidente di Federfarma Brescia Clara Mottinelli.
Toscana: farmacie hub per distribuzione e somministrazione
Anche la Toscana si prepara a rimodulare la campagna vaccinale con l'arrivo dei vaccini Astrazeneca. L'assessore regionale alla Salute Simone Bezzini, in un'intervista rilasciata dopo la Conferenza Stato-Regioni di ieri, che si è conclusa poco prima che l'Aifa comunicasse l'autorizzazione per il vaccino Astrazeneca, ha spiegato così le intenzioni della Regione: «La decisione era attesa per mettere in piedi nelle Regioni, Toscana compresa, un modello organizzativo per le vaccinazioni su cui stiamo lavorando da settimane. I vaccini Pfizer e Moderna hanno una gestione più complessa, che ruota sulla catena del freddo. La distribuzione passa attraverso gli hub e finora sono serviti per vaccinare operatori sanitari e ospiti delle Rsa, poi altre categorie. Il vaccino Astrazeneca è più maneggevole, non serve una temperatura eccessiva per conservarlo. Basta un frigorifero, come per l'antinfluenzale, e i tempi di scadenza sono meno stringenti. Se verrà usato per gli under 55, come consiglia l'Aifa, useremo Pfizer e Moderna per gli anziani, costruendo una filiera organizzativa compatibile con i vaccini. Il ministro Speranza sta trattando con i medici di medicina generale per vaccinazioni a domicilio, provando a usare la filiera che usi il binomio farmacia-medico di base. I vaccini arrivano nelle farmacie ospedaliere, da lì parte la catena per le farmacie territoriali, dove il medico di base ritira le dosi che ha prenotato. Poi sarà il medico a decidere quanti suoi pazienti vaccinare a domicilio quel giorno. Il circuito è veloce e rodato. Quest'anno in Toscana, da settembre a novembre, abbiamo somministrato un milione e 350mila dosi di vaccino antinfluenzale. Serve un'intesa anche con le farmacie». Gli hub «potranno essere usati per somministrare Astrazeneca, alle varie categorie secondo una scala gerarchica che sarà definita dal ministero nazionalmente. Penso agli insegnanti, ad esempio».
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A cura di Redazione Farmacista33
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