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24 Febbraio 2021

Covid-19: zone rosse localizzate, punti vaccinali e produzione, il punto sulle prossime misure


Tra le prossime misure per limitare i contagi delle nuove varianti del virus ci sono l'istituzione di zone arancioni rafforzate e zone rosse localizzate

La squadra di vaccinatori, con la stipula dell'accordo con i medici di medicina generale, è pronta e «molto forte». La necessità ora, anche alla luce della diffusione di nuove varianti, è di «non abbassare la guardia» - non a caso sono state previste le «zone arancione rafforzate» e ci sono «25 zone rosse» localizzate - e di «accelerare la campagna vaccinale». In questo ambito, si sta potenziando la capacità organizzativa, tra punti vaccinali e supporto logistico. Ma un nodo è certamente la consegna delle dosi e per questo «siamo al lavoro per trovare soluzioni in grado di aumentare la produzione, percorrendo tutte le soluzioni possibili». Sono questi alcuni dei punti del discorso del ministro alla Salute Roberto Speranza nella comunicazione al Senato in cui ha fatto il punto degli indirizzi per il prossimo periodo, in particolare con il prossimo Dpcm, in studio, che varrà dal 6 marzo fino al 6 aprile.

Con varianti Contact tracing ha perso efficacia. Speranza: resta linea del «massimo rigore»

«Varianti del virus con un tasso di contagiosità elevato» sono le parole di Speranza «si stanno facendo sempre più strada e stanno condizionando l'andamento dell'epidemia nel suo complesso». Il «tracciamento resta un'azione su cui investire con energia», anche se «è in aumento il numero di persone con Covid-19 non associati a catene di contagio». La diffusione delle varianti rende «più difficile il controllo e indispensabile alzare il livello di guardia». La linea, quindi, resta quella del «massimo rigore» in «sintonia con il resto d'Europa». Non solo resta confermato il sistema dei colori delle regioni - anche se si va verso un nuovo confronto tra Governo, tecnici e Regioni - ma sono anche state previste «zone arancione rafforzate» e, al momento, ci sono «25 zone rosse» per «circoscrivere focolai relativi a varianti». Siamo «consapevoli dei sacrifici che vengono richiesti, ma non c'è altra strada. Ora, l'impegno è quello di promuovere congrui ristori per chi ha subito le conseguenze delle misure restrittive».

Campagna vaccinale va accelerata. Con Mmg la squadra di vaccinatori è completa

Ma elemento fondamentale è la campagna vaccinale, che «è un obiettivo centrale e va accelerata. Con la chiusura degli Accordi con i sindacati, al personale già operativo si aggiungono oltre 40mila medici di medicina generale, distribuiti capillarmente. È stata così creata una squadra di vaccinazione molto forte». Al contempo, «le Regioni stanno rafforzando la propria capacità organizzativa, attrezzando anche nuovi punti di vaccinazione. Il sistema informatico ha dimostrato di funzionare e si sta procedendo ora a migliorare la logistica di supporto». Ma «decisiva sarà la consegna puntuale delle dosi». Con «i vertici europei, stiamo esercitando pressioni nei confronti delle aziende produttive per trovare soluzioni in grado di aumentare la produzione. In una emergenza sanitaria non regge l'idea di una proprietà esclusiva dei brevetti. Vanno percorse tutte le soluzioni possibili» e in questa direzione «siamo anche al lavoro per mettere a disposizione la struttura di produzione e gli impianti farmaceutici sul territorio».

Il Piano vaccini è quello già approvato. Ma la richiesta è di coinvolgere farmacie e più dosi in zone rosse

Per quanto riguarda il piano vaccinale, la base resta il «documento del 2 dicembre e la successiva integrazione del 3 febbraio. Tre sono gli obiettivi strategici» e tra questi c'è quello di «ultimare rapidamente la prima fase, per mettere in sicurezza il perso socio-sanitario, le Rsa e gli over 80. D'altra parte, i primi segnali di immunità sono visibili e danno speranza». Successivamente verrà data «attenzione alle categorie fragili, con una o più patologie gravi» e infine, come terzo obiettivo, «sono state avviate le prenotazioni e le prime vaccinazioni relative al vaccino Astrazeneca, indicato sotto i 65 anni, del personale scolastico e del servizio pubblico essenziale. Il lavoro è imponente». Intanto, nel dibattito al termine dell'intervento del Ministro, tra le richieste che sono state fatte c'è il coinvolgimento delle farmacie come punti vaccinali sul territorio e il sostegno con un numero maggiore di vaccini le zone colpite dalle varianti.

Francesca Giani

TAG: CORONAVIRUS, COVID-19, SARS-COV-2

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