Covid-19. Farmacisti non titolari: test, vaccini e nuove mansioni. Garantire su coperture rischio e carichi di lavoro
Sinasfa: farmacisti pronti a contribuire nella campagna vaccinale ma servono risposte ai profili di sicurezza e responsabilità
Durante tutte le fasi della crisi sanitaria, i farmacisti si sono impegnati attivamente nella lotta al Covid-19, al fianco della popolazione e in risposta alle esigenze di salute che via via sono emerse. Pur senza averne dimestichezza e nonostante i rischi, hanno effettuato test e tamponi ai cittadini e, ora, in un momento in cui l'urgenza è quella di ampliare il più possibile la campagna vaccinale anti Covid-19, si vedrà a breve la partenza della somministrazione delle dosi nelle farmacie. «Siamo favorevoli a contribuire, in un momento di emergenza, e a valorizzare la figura del farmacista», ma occorre dare risposta ai profili di sicurezza e responsabilità e garantire un riconoscimento del rischio e dei carichi di lavoro, oltre che arrivare al più presto al rinnovo del contratto scaduto da troppo tempo. A fare la riflessione Francesco Imperadrice, presidente del Sindacato nazionale farmacisti non titolari, Sinasfa, rilanciata in un documento pubblicato sul proprio sito.
Sì a valorizzazione figura del farmacista in percorso strutturato e condiviso
«Da un anno a questa parte» sono le criticità segnalate dal Sinasfa «abbiamo collaborato attivamente e responsabilmente alla lotta alla pandemia». Nell'emergenza «ci siamo ritrovati a svolgere nuove mansioni, fino a poco prima di esclusiva competenza di professionisti del comparto della sanità, con un aumento del carico di lavoro e delle responsabilità. Pur senza averne dimestichezza, abbiamo eseguito test e tamponi, con un forte incremento del rischio» personale. E tutto questo «senza alcun confronto e senza che, al contempo, sia stato fissato un compenso adeguato alla prestazione e ai rischi che si corrono. Lo ribadiamo: nessuno di noi è contrario a valorizzare la figura del farmacista» ma questo va fatto all'interno di un percorso strutturato e condiviso. Se ai farmacisti vengono date «sempre più mansioni, lo stipendio è uno solo e per di più datato al 2011. La nostra situazione economica ed occupazionale peggiora ogni giorno di più» e a fronte di nuove e impegnative «prestazioni il riconoscimento è poco più di 7 euro l'ora». Una situazione questa che rende ancora più urgente «rinnovare il contratto, senza se e senza ma, un diritto esautorato da troppo tempo». Ma in generale, «valorizzare la professione del farmacista, farla evolvere significa, innanzitutto, riformare completamente il corso di studi, creare percorsi formativi che realmente consentano di acquisire nuove competenze, ma anche far sì che queste acquisizioni siano» un bene collettivo, che siano «applicabili ovunque» indipendentemente dal luogo e dall'inquadramento, «come dipendenti e come liberi professionisti».
Somministrazione vaccini, Sinasfa: è facoltativa. Ecco le valutazioni e le verifiche da fare
In merito alla somministrazione dei vaccini, poi, a fronte delle tante richieste di informazione che arrivano, «è importante ricordare che si tratta di una prestazione facoltativa. Non c'è nessun obbligo e anche chi avesse superato i corsi Iss e ultimato il percorso abilitante ha sempre facoltà di scelta se partecipare o meno come vaccinatore». Anche perché una delle «valutazioni che va fatta è relativa alle responsabilità penali e civili. In caso di evento avverso o letale chi ha effettuato la somministrazione rischia di essere iscritto nel registro delle notizie di reato nella veste di indagato - sarà il giudice a valutare l'applicabilità o meno dello "scudo penale" dopo la verifica che siano stati seguiti tutti i protocolli e applicate le norme di riferimento in modo corretto. Per quanto riguarda gli aspetti civilistici, il consiglio è di verificare che l'assicurazione preveda chiaramente anche la somministrazione di tali vaccini». Inoltre, a titolo di tutela, «crediamo opportuno conoscere i contenuti dell'Accordo quadro siglato, in particolare per quanto riguarda le misure di sicurezza e i requisiti che devono essere messe obbligatoriamente in campo».
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A cura di Redazione Farmacista33
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