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23 Settembre 2021

Covid, Gimbe: scendono i numeri della pandemia. Ancora rischio togliere mascherina a scuola


Scendono i numeri del covid, tra nuovi casi, decessi e ricoveri come segnala il monitoraggio della Fondazione Gimbe che pone anche l'attenzione alle criticità legate alla scuola

Scendono ancora i numeri del covid, tra nuovi casi, decessi e ricoveri, lo segnala il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, che porta però all'attenzione alcune criticità legate alla scuola: nelle scuole non esiste il rischio zero di contagio, si può minimizzare combinando interventi di prevenzione individuale e ambientale ma no ci sono basi scientifiche per ipotizzare di abbandonare le mascherine nelle classi con tutti gli studenti vaccinati. Questi i temi lanciati dalla Fondazione nell'ultima elaborazione dei dati sulla pandemia Covid.

Nuovi casi, decessi e ricoveri in calo

Rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:
Decessi: 394 (+1,3%), di cui 33 riferiti a periodi precedenti
Terapia intensiva: -38 (-6,9%)
Ricoverati con sintomi: -228 (-5,5%)
Isolamento domiciliare: -12.561 (-10,7%)
Nuovi casi: 28.676 (-14,9%)
Casi attualmente positivi: -12.827 (-10,5%).
«Continuano a diminuire i nuovi casi settimanali - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione - sia come numeri assoluti che come media mobile dei casi giornalieri che si attesta a 4.097». Nella settimana 15-21 settembre 2021, rispetto alla precedente, solo 4 Regioni registrano un incremento percentuale dei nuovi casi, mentre in 3 Regioni crescono i casi attualmente positivi.

Vaccini, quasi 3 milioni over 50 senza la prima dose

Continua a scendere il numero di somministrazioni settimanali: «Nonostante la considerevole disponibilità di dosi - commenta Cartabellotta - il numero di nuovi vaccinati settimanali, dopo la timida risalita di fine agosto (831mila), nell'ultima settimana è crollato intorno a quota 487mila. Stante l'attuale e ingiustificata indisponibilità pubblica di dati sulle prenotazioni non è possibile sapere in che misura questi numeri saliranno nelle prossime settimane per effetto dell'estensione dell'obbligo di green pass sui luoghi di lavoro».
L'89,5% della popolazione over 50 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con un irrisorio incremento settimanale nazionale (+0,6%) e nette differenze regionali: dal 93,7% della Puglia al 83,7% della Calabria. In dettaglio:
Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 4.218.163 (94,1%) hanno completato il ciclo vaccinale e 97.875 (2,2%) hanno ricevuto solo la prima dose.
Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 5.379.699 (90,2%) hanno completato il ciclo vaccinale e 123.721 (2,1%) hanno ricevuto solo la prima dose.
Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 6.430.347 (86,4%) hanno completato il ciclo vaccinale e 203.388 (2,7%) hanno ricevuto solo la prima dose.
Fascia 50-59 anni: degli oltre 9,4 milioni, 7.614.133 (80,4%) hanno completato il ciclo vaccinale e 402.738 (4,3%) hanno ricevuto solo la prima dose.
Complessivamente 3,7 milioni di over 50 (13,5%) non hanno ancora completato il ciclo vaccinale, di questi, 2,88 milioni non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose. A fronte di un sostanziale appiattimento dei trend di vaccinazione in questa fascia di età, le fasce 20-29 e 30-39 anni continuano a salire, seppure ad un ritmo meno sostenuto, mentre la fascia 12-19 mostra segni di frenata.

Scuola, rischio zero non esiste, nemmeno tra vaccinati

per quanto riguarda la gestione della riapertura delle scuole, Cartabellotta spiega che «le evidenze scientifiche da un lato dimostrano che nelle scuole non esiste il rischio zero di contagio, dall'altro suggeriscono che è possibile minimizzarlo tramite un approccio multifattoriale combinando differenti interventi di prevenzione individuale e ambientale». Tra le criticità attuali segnalare c'è la copertura vaccinale degli studenti: oltre 2,42 milioni (53,1%) hanno completato il ciclo vaccinale e più di 675mila hanno effettuato la prima dose. Oltre 1,46 milioni di ragazzi (32,1%) non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, con rilevanti differenze regionali. Ma anche del personale scolastico: oltre 1,39 milioni (89,9%) hanno completato il ciclo vaccinale e poco più di 64mila sono in attesa della seconda dose; i rimanenti 90.976 (5,9%) non hanno ricevuto ancora nessuna dose di vaccino, con rilevati differenze regionali. Ci sono poi le misure di sicurezza, mascherine e distanziamento, su cui il Cts sta facendo delle valutazioni. Un rigoroso studio di simulazione dei Centers for Disease Control and Prevention, riporta il Gimbe, ha dimostrato che a scuola, in condizioni di elevata immunità, l'uso della mascherina chirurgica riduce il rischio di trasmissione del 24%, percentuale che sale al 35% in condizioni di immunità intermedia e al 50% in presenza di bassa immunità. In altri termini l'ipotesi di abbandonare le mascherine nelle classi con tutti gli studenti vaccinati non è basata su evidenze scientifiche, oltre a porre problemi di privacy sul controllo dello status vaccinale e generare il rischio di discriminazioni. Secondo la Fondazione, inoltre, il Piano di monitoraggio della circolazione di SARS-CoV-2 nelle scuole dell'Istituto Superiore di Sanità non prevede lo screening periodico e sistematico, ma solo una campagna di testing a campione che coinvolgerà circa 110mila studenti delle "scuole sentinella" primarie e secondarie di primo grado, utilizzando test molecolare su campione salivare. Un test di facile utilizzo e non invasivo, ma - come rilevato dal report dell'European Centre for Disease Control and Prevention - con una sensibilità limitata (53-73%) e condizionata dal metodo di raccolta del campione, a seconda se effettuata da operatori sanitari o tramite auto-raccolta. Su aerazione e ventilazione non c'è chiarezza sugli incentivi all'acquisto di "strumenti per l'aerazione", e areazione e ventilazione sono affidate al "Protocollo finestre aperte", la cui efficacia dipende dalla sensibilizzazione del personale scolastico e dalla ventilazione continuativa degli ambienti durante le attività scolastiche, condizionata dalle condizioni metereologiche.
«Si parla tanto di scuola - spiega Cartabellotta - ma lo si fa in modo generico, senza considerare che i vari interventi per minimizzare la circolazione del virus non possono essere applicati indiscriminatamente in tutte le tipologie di scuole, ciascuna delle quali richiederebbe un piano di prevenzione su misura, considerando soprattutto la maggiore contagiosità della variante delta tra bambini e adolescenti. In particolare, non disponiamo di vaccini autorizzati sotto i 12 anni, l'obbligo di mascherine vige solo a partire dalla scuola primaria e il distanziamento non è realisticamente applicabile nei nidi e nella scuola dell'infanzia». «A fronte delle evidenze scientifiche - conclude il Presidente - il mondo reale della scuola si ritrova all'inizio del nuovo anno scolastico senza una strategia di screening sistematico di personale e studenti, con regole sul distanziamento derogabili in presenza di limiti logistici e senza interventi sistematici su aerazione e ventilazione delle aule, né sulla gestione dei trasporti. E la vaccinazione di personale e studenti, seppur indispensabile, non è sufficiente per arginare la diffusione del virus e scongiurare la DAD, in particolare nelle scuole primarie».

TAG: SCUOLE, COVID-19, COVID-19 VARIANTE DELTA

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