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23 Settembre 2021

Pandemia, italiani più attenti alla salute. Conoscono i generici ma esitano nell’acquisto


Cresce l'attenzione degli italiani alla propria salute, aumentano disturbi come stanchezza e affaticamento e calano le visite regolari dal proprio medico

Cresce l'attenzione degli italiani alla propria salute, aumentano disturbi come stanchezza e affaticamento rispetto all'anno precedente all'emergenza sanitaria, ma è in calo il dato delle visite regolari dal proprio medico curante. La conoscenza dei farmaci generici non è sufficiente, resta una incertezza di fondo che porta il 29% a acquistare spesso farmaci generici, un 40% ad acquistarli occasionalmente e un 31% a non acquistarli o ad acquistarli solo di rado. Nel processo di scelta il ruolo dei medici e dei farmacisti appare centrale.

In calo le visite dal medico di famiglia

Questi, in sintesi, i temi emersi nel corso del convegno "Diagnosi e terapie: come riaprire le porte dell'accesso al SSN" organizzato a Roma da Egualia che ha visto, tra gli altri, la partecipazione di Filippo Anelli (presidente FnomCeo), Raffaele Donini (coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni), Nicola Magrini (direttore generale Aifa), Andrea Mandelli (presidente Fofi), Annamaria Parente (presidente della Commissione Igiene e sanità del Senato). Nel corso dell'evento è stata presentata una indagine condotta nel mese di giugno dall'istituto SWG sul "rapporto degli italiani con la salute e l'utilizzo dei medicinali", su un campione di 4.534 soggetti maggiorenni residenti in Italia. Dall'analisi viene sottolineato che il 58% si definisce piuttosto attento alla propria salute (+5% rispetto al 2018), mentre diminuisce di 12 punti percentuali il dato di chi considera la salute una questione di equilibrio tra corpo e mente (34% contro il 46% del 2018), così come diminuisce la quota di chi non sopporta di essere ammalato (22% contro il 29% del 2018). Tra gli intervistati rimangono prevalenti atteggiamenti che imputano la buona o la cattiva salute a più fattori esterni (predisposizione genetica 46%, inquinamento 34%), rispetto ai propri modelli di comportamento (30%). Il 50% degli intervistati - in particolare over-64 - dichiara di effettuare regolarmente esami diagnostici di controllo, ma risulta in deciso calo il numero di chi fa visite regolari dal medico di famiglia (20% contro il 26% del 2018). Inoltre, la ricerca evidenzia come nel tema della salute sia fondamentale il ruolo del personale medico e dei farmacisti. Il 62% degli intervistati, infatti considera il proprio medico come la più affidabile fonte di informazioni, il 46% un medico specialista e il 26% il proprio farmacista. Internet rappresenta un riferimento chiave per un intervistato su tre (35%). In questo contesto, i dati dell'osservatorio SWG mostrano come il periodo pandemico abbia comportato un'ulteriore crescita della fiducia verso il sistema sanitario pubblico (72% contro il 63% di dicembre 2019). Più nello specifico i medici specialisti godono della fiducia del 90% del campione, seguiti dai MMG (81%), farmacisti (79%) e ospedali pubblici (78%). La fiducia verso gli assessorati regionali si ferma al 50%, mentre quella verso il ministero della Salute raggiunge il 60%, così come per le aziende farmaceutiche (60-61%).

Farmaci generici, farmacista e Mmg riferimento per acquisto

Per i farmaci generici tre quarti degli intervistati dichiarano di avere ben presente cosa si intende quando si parla di farmaci generici o equivalenti (75%), il 90% riconosce che il farmaco generico/equivalente costa meno, ma solo il 34% è certo che sia identico al farmaco di riferimento. I dati evidenziano complessivamente un livello di informazione non sufficientemente accurato che si traduce in una chiara discriminante all'acquisto. Una incertezza che porta il 29% del campione ad acquistare spesso farmaci generici, un 40% ad acquistarli occasionalmente e un 31% a non acquistarli o ad acquistarli solo di rado. Nel processo di scelta il ruolo dei medici e dei farmacisti appare centrale. Sia nell'acquisto di farmaci da banco che per i farmaci prescritti dal medico, solo una percentuale compresa tra un quinto e un quarto del campione, afferma di chiedere sempre di poter avere il farmaco generico. Tuttavia, oltre il 40% del campione preferirebbe acquistare un farmaco generico, laddove presente. Dalla ricerca risulta, quindi, fondamentale il ruolo di medici e farmacisti, alle cui indicazioni si affidano due intervistati su tre e che, quindi, possono svolgere un ruolo fondamentale nella promozione dell'utilizzo di farmaci generici. A frenare oggi i potenziali consumatori sono abitudine (26%) e diffidenza (22%), figlie soprattutto di una scarsa informazione.

Cronicità

Presente al convegno anche Cittadinanzattiva che ha presentato un rapporto sui "Cittadini e cura delle cronicità". In sintesi, l'analisi ha posto sotto la lente di ingrandimento l'incapacità del Ssn a rispondere alla domanda di cura dei pazienti nel periodo pandemico. In questo contesto, per rendere più efficiente i servizi sanitari al cittadino, Cittadinanzattiva, dopo il confronto con Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), Foce (Confederazione Oncologi, Cardiologi e Ematologi) e Sid (Società Italiana Diabetologia), ha elencato una serie di proposte che comprendono: le liste di attesa, il PNRR, la prevenzione, la rete ospedaliera, la prossimità verso il cittadino, l'assistenza domiciliare, la medicina generale, la telemedicina e il Parco tecnologico basato sul bisogno del paziente. Però, secondo l'associazione, queste proposte non potranno concretizzarsi al meglio se il Ssn non sarà in grado di puntare, oltre che sui pazienti, anche sul personale medico e delle professioni sanitarie, investendo sulle persone e sulla formazione.
Enrique Häusermann, presidente di Egualia, è intervenuto spiegando che questo evento è stato creato per offrire «un momento di confronto, un'occasione di condivisione con gli stakeholder, il mondo istituzionale e gli operatori del mondo sanitario su quanto è avvenuto in questo periodo complesso e sulle ipotesi operative per rimettere in moto il sistema e riaprire le porte del Ssn a tutti i suoi legittimi proprietari». «È necessario - ha aggiunto il Presidente - recuperare la dimensione umana delle cure e per farlo è necessario cogliere appieno l'opportunità del PNRR rimuovendo in primo luogo le gravi disomogeneità regionali esistenti da decenni e ricordando per gli anni a venire tutti i cattivi frutti che la politica dei tagli lineari ha fatto emergere in occasione della pandemia».

Cristoforo Zervos

TAG: SALUTE, FARMACI, FARMACI GENERICI, COVID-19

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