Login con

Farmacisti

02 Novembre 2021

Covid-19, in Italia Sars-CoV-2 presente già a gennaio 2020


Secondo uno studio pubblicato su Nature il virus Sars-CoV-2 era presente in Italia almeno dal 6 gennaio 2020

Secondo uno studio pubblicato su Nature, che ha valutato l'evoluzione della pandemia analizzando migliaia di scenari tramite un algoritmo, il virus Sars-CoV-2 era presente in Italia almeno dal 6 gennaio 2020, e dallo stesso mese si trasmetteva ormai internamente in varie parti di Europa e Stati Uniti. «Non abbiamo simulato una sola epidemia, ma tantissime possibilità, centinaia di migliaia di possibili evoluzioni, e da questa base abbiamo calcolato la probabilità del periodo in cui in Italia possa essere avvenuta la trasmissione dei casi in modo autonomo, e non più da importazione» spiega alla stampa Matteo Chinazzi, della Northeastern University di Boston, co-autore dello studio diretto da Alessandro Vespignani.

Mancato rilevamento a inizio pandemia

I ricercatori hanno simulato l'evoluzione dell'epidemia utilizzando dati sulla distribuzione della popolazione, gli spostamenti giornalieri dei viaggiatori, la mobilità interna dei paesi, a cui sono poi state aggiunte informazioni su restrizioni di viaggio e flussi. Secondo l'analisi dei dati e il relativo calcolo delle probabilità, il periodo compreso fra il 6 e il 30 gennaio 2020 è stato quello in cui più probabilmente è iniziata una trasmissione interna in Italia, anche se è possibile che fosse già presente a fine dicembre 2019. Gli esperti sottolineano che una campagna di test capillare e precoce avrebbe forse potuto ridimensionare la pandemia. All'inizio, infatti, molti casi locali non sono stati rilevati soprattutto perché per esempio i criteri decisi sul controllo della malattia prevedevano un sospetto, e quindi un test, solo per chi era stato in Cina o era venuto in contatto con persone che arrivavano dalla Cina. «Se i criteri iniziali fossero stati più ampi sarebbe stato possibile identificare focolai locali e controllare meglio l'epidemia» afferma Chinazzi. Gli autori, quindi, ricordano che è importante poter utilizzare un modello che comprende un grande numero di fattori per analizzare la situazione, e che il loro approccio sarebbe applicabile anche a modelli di ricostruzione dell'evoluzione genetica del virus. Inoltre, concludono indicando che la cosa più importante nella gestione di situazioni di questo tipo è la possibilità di testare più gente possibile e di misurare i casi in circolazione con criteri generali ampi, avendo a disposizione un numero sufficiente di test.

Nature 2021. Doi: 10.1038/s41586-021-04130-w
https://doi.org/10.1038/s41586-021-04130-w  

TAG: CORONAVIRUS, COVID-19, SARS-COV-2

Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:

Seguici su Facebook! Seguici su Linkedin! Segui le nostre interviste su YouTube!

Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE

12/06/2026

Pubblicata la relazione annuale della European medicines agency, nel trentesimo anniversario della nascita

A cura di Redazione Farmacista33

11/06/2026

Attiva dal 10 giugno la piattaforma Spending-Pha per la consultazione degli importi dovuti dalle aziende farmaceutiche. Versamenti alle Regioni entro il 30 giugno e caricamento delle attestazioni...

A cura di Redazione Farmacista33

05/06/2026

Il monitoraggio Aifa aggiornato a novembre 2025 mostra una spesa farmaceutica complessiva di 23,13 miliardi di euro. La convenzionata chiude con un avanzo di 498 milioni rispetto al tetto del 6,8%,...

A cura di Redazione Farmacista33

01/06/2026

Accesso alle terapie innovative, sostenibilità della spesa farmaceutica ed equità delle cure sono stati al centro del convegno Aifa di Palermo. Focus sul ruolo della prescrittomica, sull'utilizzo...

A cura di Redazione Farmacista33

 
Resta aggiornato con noi!

La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.

 Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy

AZIENDE

Occhio Secco: un fastidio comune

Occhio Secco: un fastidio comune


Uno studio coordinato dall'Università Statale di Milano ha individuato un meccanismo chiave coinvolto nel dolore neuropatico e sviluppato un peptide sintetico capace di interromperlo. La ricerca,...

A cura di Redazione Farmacista33

 
chiudi

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)

Top