Green pass a positivi: falla nel tracciamento. Governo al lavoro su stop temporaneo
Al momento non esiste la possibilità di revocare, anche temporaneamente il green pass in caso di positività. Il Governo studia nuova misura, ma serve concertazione europea
Al momento non esiste la possibilità di revocare, anche temporaneamente il green pass; quindi, soggetti che lo hanno precedentemente ottenuto, per esempio, tramite vaccinazione, risultati a un certo punto positivi al Covid continuano a disporre del documento che risulta valido ai controlli. Il rischio a cui ci si espone sono le sanzioni in cui potrebbero incappare, ma potenzialmente possono uscire di casa e andare al ristorante, dove il loro green pass verrebbe letto come valido dall'app VerificaC19. Si tratta di un difetto applicativo, un vero e proprio bug del sistema di tracciamento, per il quale il ministero della Salute sta studiando una misura temporanea non contemplata nemmeno a livello europeo e su cui è atteso il parere del Garante della Privacy che ha fatto sapere di aver ricevuto la bozza di Dpcm di modifica del Dpcm del 17 giugno 2021, che tocca anche gli aspetti legati alla revoca dei green pass.
Il caso denunciato dalla Polizia
A far emergere l'urgenza di una soluzione è il caso, riportato da La Stampa, di un giovane che consapevole di aver il Covid in forma lieve, ha violato l'isolamento risultando sempre in regola, nonostante i vari controlli del Green pass. È stato rintracciato dalla polizia, e denunciato: "Il sistema di tracciamento del certificato verde così ha dimostrato di non funzionare, sebbene l'altro sistema di tracciamento, quello legato alle registrazioni degli hotel, abbia invece fatto il proprio dovere. Da qui, infatti, è scattato l'allarme sanitario con il seguente intervento della polizia".
Governo al lavoro su modifica della norma
La falla al sistema è nota da tempo, lo scorso novembre in un question time il ministro della Salute Roberto Speranza aveva sollevato il problema annunciando che erano in corso approfondimenti sulla possibilità di revoca e «una doppia opzione di stop, con segnalazione del medico ovvero attraverso il flusso dei tamponi molecolari positivi». Fonti di Governo, si apprende dal Corriere.it, fanno sapere che il ministero della Salute è al lavoro per attivare una sorta di revoca temporanea della certificazione verde, una misura non contemplata a livello europeo in nessun Paese, anche se vige la legge secondo la quale un positivo al virus commette un reato se viola la quarantena. La misura dovrebbe prevedere un miglioramento nello scambio dati tra le Aziende sanitarie regionali e il ministero della Salute, per aggiornare quotidianamente la lista dei nuovi positivi collegata alla App di controllo dei Green pass, VerificaC19, e bloccare, così, le certificazioni dei contagiati. Nel frattempo, resta valido che chi viene sorpreso fuori dalla propria abitazione (o dal luogo in cui ha deciso di fare la quarantena) essendo positivo viene sanzionato. A confermare la direzione intrapresa dal Governo è una nota del Garante della Privacy che "ricorda di aver segnalato più volte, nei mesi scorsi, al Ministero della salute i profili critici derivanti da un mancato aggiornamento del certificato verde". L'Autorità informa anche che "è appena pervenuto dal Ministero della salute la bozza di Dpcm di modifica del Dpcm del 17 giugno 2021, che tocca anche gli aspetti legati alla revoca dei green pass, sul quale esprimerà il proprio parere con la massima urgenza".
Garante della Privacy: pronti ad esprimere parere
"Già nel provvedimento riportante il parere sul DPCM di attuazione della piattaforma nazionale DGC per l'emissione, il rilascio e la verifica del Green Pass del 9 giugno 202 il Garante aveva messo chiaramente in evidenza che "il collegamento con la Piattaforma nazionale-DGC risulta indispensabile per verificare l'attualità delle condizioni attestate nella certificazione, tenendo conto dell'eventuale variazione delle stesse (es. sopraggiunta positività), con significativi rischi anche in ordine alla reale efficacia della misura di contenimento" con la conseguenza che "solo la Piattaforma nazionale-DGC, attuata nel pieno rispetto delle garanzie previste dalla disciplina di protezione dati e conformemente al parere dell'Autorità, ha infatti le caratteristiche per realizzare, superate le criticità in ordine alla specificazione delle finalità del trattamento sopra riportate, il rilevante obiettivo di interesse pubblico sottostante e può considerarsi proporzionata all'obiettivo legittimo perseguito". Da ultimo, nella segnalazione a Parlamento e Governo dell'11 novembre, l'Autorità ha sottolineato ancora una volta come l'efficacia a fini epidemiologici del green pass dipenda da verifiche periodiche sulla sua persistente validità, attuabili mediante la piattaforma nazionale DGC per il rilascio delle certificazioni, garantendo così l'esattezza e l'aggiornamento dei dati personali".
Il virologo: possibili i vaccinati positivi, con probabilità minore
«È importante che chi si contagia abbia il necessario senso di responsabilità e che, nel momento in cui sa di essere contagiata, adotti tutte le misure previste. Serve che ciascuno si prenda il carico della necessità di frenare la circolazione del virus - commenta alle agenzie stampa il virologo Giovanni Maga, direttore dell'l'Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia. - La possibilità di infettarsi dei vaccinati è sicuramente minore rispetto ai non vaccinati, ma esiste. Quindi va considerata. Ed importante - sottolinea - anche trovare una soluzione per aggiornare più rapidamente possibile il Green pass a fronte di una nuova infezione».
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A cura di Redazione Farmacista33
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