Ccnl, farmacisti non titolari: attuazione, mansioni e tutele. Ecco gli aspetti sui cui vigilare
Alla luce delle nuove mansioni dei farmacisti, sempre più strutturali, è necessario mettere in atto adeguamenti che siano altrettanto solidi nei prossimi rinnovi del Ccnl. Intervista ad Angela Noferi (Conasfa)
Vaccini, tamponi, servizi sono attività che vengono quotidianamente svolte dai farmacisti e che sempre meno sono legate all'emergenza sanitaria. Alla luce di tali nuove mansioni, che appaiono sempre più strutturali, «è necessario mettere in atto adeguamenti che siano altrettanto solidi». Un percorso, questo, che «è stato avviato con il rinnovo del Contratto nazionale delle farmacie private e che va ulteriormente approfondito». A fare la riflessione è la neopresidente del Conasfa, Associazione nazionale dei farmacisti non titolari, Angela Noferi, che, in un'intervista a Farmacista33, auspica che «il dialogo tra le parti possa ulteriormente consolidarsi, così da arrivare, secondo i tempi pattuiti, a rinnovare nuovamente un Contratto che, in precedenza, era rimasto fermo da troppo tempo».
In post-emergenza, vaccini, tamponi, servizi restano strutturali
«In queste settimane, il Paese ha avviato un processo per uscire dallo stato di emergenza e per costruire un ritorno alla normalità. Un percorso, questo, che, tuttavia, non può essere letto come un ritorno alla situazione precedente. I cambiamenti che ci sono stati a tutti i livelli della sanità sono, nella maggior parte dei casi, radicati. La farmacia, i farmacisti - sempre in prima linea in tutte le fasi - hanno acquisito in maniera strutturale nuovi ruoli e nuove mansioni. Tamponi e vaccini restano tuttora, per chi ha scelto di farli, una realtà quotidiana e, anzi, ultimamente hanno fatto nuovamente registrare un sovraccarico di lavoro, in relazione all'aumento dei contagi». Ma, accanto a questi, «ci sono poi tutti i servizi legati alle altre patologie, in particolare quelle croniche: complice un SSN in sofferenza, hanno visto un aumento delle richieste da parte dei cittadini. La farmacia e i farmacisti, in questo ambito, sono diventati centrali e ancora di più possono fare». Ci sono però «due condizioni». Da un lato, l'aggiornamento professionale: «a fronte di nuovi ruoli che possiamo ormai considerare come strutturali, occorre rivedere il processo formativo in modo che sia altrettanto stabile, duraturo e capace di approfondire i diversi aspetti. Da parte nostra, ci siamo resi disponibili con alcune Università per favorire un'analisi su come dovrebbero evolvere i piani di studi». Dall'altro lato, «occorre avere chiaro che nessun cambiamento può avvenire senza una piena valorizzazione del personale, dei collaboratori, dei farmacisti al banco. Questo significa dialogare con le altre categorie professionali - medici, infermieri, psicologi - per realizzare team multiprofessionali, ma anche all'interno del comparto stesso».
Contratto, Conasfa: ha colmato lacune. Restano migliorie da fare
Da qui parte un'altra riflessione, relativa ai Contratti: in merito alle farmacie comunali, «dispiace vedere che non si sia ancora arrivati a un rinnovo. Ogni anno saltato significa una perdita economica non indifferente, sia in busta paga, sia a livello pensionistico. Ci auguriamo che quanto prima si possa procedere con un nuovo contratto, che riconosca adeguatamente il ruolo dei collaboratori». Per quanto riguarda le farmacie private, «abbiamo accolto positivamente il rinnovo del contratto dello scorso settembre, dopo che era scaduto da tanto tempo. Il contratto presenta elementi di evoluzione importanti: c'è un primo riconoscimento delle nuove mansioni, di un percorso di crescita per i dipendenti, di maggiori responsabilità, con il Livello Q2. Certamente, trattandosi di aspetti mai previsti prima potranno esserci difficoltà interpretative e attuative: sarà un percorso su cui occorrerà essere massimamente attenti e presenti». Ma «resta il fatto che si tratta di una sorta di contratto di transizione, che è andato a colmare - da un punto di vista retributivo e normativo - lacune di lungo periodo e su cui rimangono approfondimenti e miglioramenti da fare».
Ora si mettano le basi per prossimo rinnovo
Il nuovo contratto rappresenta «un primo passo nella direzione di un maggiore riconoscimento del collaboratore e del suo nuovo ruolo. Quello che ci auguriamo è che non si facciano passare altri anni per fare evolvere il contratto in modo che sia sempre più aderente, specifico, vicino alle esigenze dei collaboratori e alle prossime evoluzioni della figura del farmacista; ci auguriamo cioè che si rispetti la scadenza prevista del 2023. Da parte nostra, come Conasfa, cercheremo di portare ai Sindacati al tavolo quelle che possono essere eventuali criticità di attuazione, così come le esigenze espresse dai farmacisti per nuove o diverse indicazioni». In questo senso, «un elemento su cui vorremmo attirare l'attenzione riguarda le tutele: i servizi, le nuove mansioni dovranno trovare una declinazione più specifica per quelli che sono tutti gli aspetti relativi a diritti, doveri, sicurezza, responsabilità, tutele, carriera, riconoscimento economico. Così come un altro ambito su cui ci auguriamo si possa lavorare ulteriormente riguarda la conciliazione vita-lavoro».
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A cura di Redazione Farmacista33
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