Redditività, costo del lavoro, aggregazione e catene: mappatura delle farmacie italiane
Dimensioni, bacino di utenza, dipendenti, fenomeni aggregativi e catene. Il report di Mediobanca mappa il settore delle farmacie e traccia alcuni scenari di crescita e concorrenza
Dalla metratura, al bacino di utenza, all'organico, lo scenario delle farmacie è in continua evoluzione, attraversato anche da fenomeni aggregativi, dalla crescita della componente dei servizi e da nuove esigenze in termini di gestione del personale. Sono questi alcuni dei dati che emergono dal Report dell'Area Studi Mediobanca, presentato oggi, dedicato al settore delle farmacie, che mette anche a confronto l'Italia con alcuni Paesi europei.
Aumenta numero di farmacie e metratura media, mentre cala il bacino di utenza
Un primo dato sottolineato riguarda la rete delle farmacie: "Dal 2015" si legge nel documento "il numero delle farmacie eÌ aumentato del 9,3%, in particolare di quelle private (+10%) mentre le pubbliche si sono mosse in misura più contenuta (+2,7%). Il numero di abitanti per farmacia in Italia eÌ passato da 3.340 abitanti/farmacia del 2015 a 2.977 del 2021 (-10,9%), al di sotto della media UE che si fissa a 3.245 abitanti. Considerando i principali Paesi europei, solo la Spagna gode di una rete di farmacie più estesa dell'Italia, con 2.135 abitanti per punto di vendita, mentre soprattutto nel Nord Europa i rapporti sono notevolmente maggiori: dai 13.872 abitanti per farmacia in Danimarca, agli 8.647 nei Paesi Bassi e 7.243 in Svezia, fino ai 4.792 del Regno Unito e i 4.434 della Germania. A livello mondiale, il rapporto abitanti per farmacia eÌ attorno a 3.600 unitaÌ". Il "progressivo abbassamento del rapporto tra abitanti e farmacia ha di fatto creato bacini di utenza sempre più esigui, a fronte di una spesa per abitante che tra il 2015 e il 2021 ha oscillato tra 400€ e 420€, valori relativamente contenuti rispetto ai principali peer europei". Parallelamente, si è registrato a livello complessivo un calo del fatturato - "nel 2021 pari a 24,4 miliardi di euro, in flessione del 4% dal 2015"- che, in "combinazione all'aumento degli esercizi ha prodotto una erosione del fatturato medio per farmacia che oggi si attesta 1,2 milioni di euro - dai 1,399 milioni del 2015 - contro gli 1,9 milioni della Francia e i 3,3 milioni di Germania e Austria. Solo la Spagna con un milione di euro in media ha taglia inferiore". Comunque, "assieme all'espansione del numero di punti vendita, anche la metratura media per negozio appare in aumento, da 68,1 mq a 73,6 (+8,1%). Il fatturato per metro quadro eÌ di conseguenza passato dalle 20,5 migliaia di euro nel 2015 alle 16,7 migliaia nel 2021 (-18,8%). Per quanto problematico, il computo delle vendite per metro quadro vede primeggiare Francia (22,3 migliaia di euro) e Germania (19,7), con l'Italia (16,7) allineata all'Austria (16,4) e la Spagna più arretrata (14,3 migliaia). D'altra parte, la metratura media italiana, pari a circa 74mq, si rapporta con i 165mq dei maggiori Paesi europei". Mentre "in termini di spesa media per abitante in farmacia l'Italia risulta in svantaggio: i suoi 413,2 euro annui la pongono in fondo alla graduatoria, guidata dalla Germania con 733 euro".
Costo del lavoro: in Italia è più basso. Ancora non si sentono effetti inflazione
Il giro d'affari delle farmacie dei primi sei mesi del 2022 "ha segnato una crescita rilevante sia in termini di fatturato (+8,1%) che di confezioni (+8,2%), un trend che permane positivo anche al netto della componente legata al Covid (tamponi e test in farmacia): +6,1% a valore e +6,6% a volumi. Il canale della farmacia non sembra essere ancora penalizzato dagli effetti dell'inflazione e la domanda di cura e prevenzione resta sostenuta nelle scelte del consumatore". In merito poi alla "struttura dei conti delle farmacie, questa si connota per un maggiore costo degli acquisti di beni e servizi (78,9% del fatturato) e per un costo del lavoro relativamente minore, soprattutto rispetto agli esercizi austriaci". Dal punto di vista dell'organico in particolare "l'Italia si attesta a 4,5 dipendenti per punto vendita, contro i 5,9 della Francia, gli 8,7 della Germania e i 12,4 dell'Austria, valori che si confrontano con i 4,1 della Spagna". Dal punto di vista delle attività, cresce sempre più la componente dei servizi: "nel 2021 sono state 5.894 le farmacie che hanno dispensato servizi di diagnostica, con un incremento del 10% sul 2020, per un totale di 250.946 prestazioni, in crescita del 79% sull'anno precedente (in media si tratta di 43 prestazioni all' anno per singola farmacia). Le prestazioni erogate nel 2021 hanno riguardato per il 64% elettrocardiogrammi (+87% sul 2020), per il 22% monitoraggi di holter cardiaci (+6970) e per il residuo 1 4% rilevazioni della pressione arteriosa sulle 24 ore. Oltre a rappresentare fonti di ricavo con più alta marginalità, i servizi rappresentano anche un'occasione per decongestionare le strutture sanitarie e promuovere un modello di assistenza maggiormente ispirato alla prossimità territoriale". Questo fenomeno comporta nuove esigenze formative - con la necessità di "un affinamento della professionalità e quindi della credibilità del team che lavora in farmacia" - ma anche alcune "criticità" tra cui "la mancanza di tempo (ovvero di dotazione organica sufficiente)".
Trend di aggregazione e catene: alcuni dati
Una riflessione è dedicata poi a network e catene: "il panorama italiano eÌ estremamente composito e non eÌ agevole realizzare una mappatura degli attori del settore. Sostanzialmente le reti possono essere virtuali, strutturate mediante affiliazione che conserva l'autonomia proprietaria delle singole farmacie, o formali, nelle quali una holding detiene la maggioranza del capitale delle farmacie facendone una rete proprietaria. Le due configurazioni possono peraltro coesistere". A fine 2021, a ogni modo, "in Italia, circa il 4% delle farmacie (6% in termini di fatturato) apparteneva a una catena formale o reale, nella quale la proprietà non eÌ riconducibile al singolo farmacista ma a un soggetto terzo. Vi eÌ poi un ulteriore 10% di farmacie (per l'11% di market share) che risulta associato in catene virtuali forti, nelle quali eÌ preservata l'indipendenza proprietaria del singolo esercizio ma le condizioni di affiliazioni sono stringenti". Complessivamente, "le reti rappresentano il 24% del numero di farmacie in esercizio in Italia per un fatturato pari a circa 6,5 miliardi, ovvero il 26,8% del totale nazionale. Quelle prevalentemente in affiliazione rappresentano il 20% per numerosità e il 21,1% per giro d'affari, quelle proprietarie rispettivamente il 4% e il 5,7%42".
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A cura di Redazione Farmacista33
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