Mascherine: anche senza l’obbligo restano in uso in ospedali e studi medici. Ecco perché
Non c'è più obbligo di mascherina in studi e ospedali ma solo sulla carta perché sono luoghi per la quasi totalità gremite da persone con la mascherina
Niente più obbligo di mascherina in studi ed ospedali ma solo sulla carta perché di fatto sono luoghi per la quasi totalità gremite da persone con la mascherina malgrado l'ordinanza del ministro della Salute Orazio Schillaci disponga diversamente. E in molti studi di medici di famiglia l'obbligo resta a tutela dei pazienti più fragili. A riportare il polso delle ricadute della recente ordinanza ministeriale è un articolo di Doctor33.
Dismissione graduale delle mascherine
L'impressione è che se si dismetteranno sarà per gradi, magari anche grazie alle indicazioni di sindacati e società scientifiche. Se l'ordinanza ministeriale - che attuava un obbligo fissato nel 2020 dal DL Cura Italia 18 e dal Dpcm 26 aprile - dispensa dall'obbligo di Ffp2 almeno fino a tutto dicembre 2023 i visitatori, i familiari dei pazienti, i fornitori, di fatto questi ultimi continuano ad utilizzare la mascherina: il fatto è che il dispositivo resta obbligatorio sia nelle strutture sociosanitarie e socio-assistenziali, incluse quelle "di ospitalità e lungodegenza, residenze sanitarie assistenziali, hospice, strutture riabilitative, residenze per anziani, anche non autosufficienti" sia nei reparti con pazienti fragili, anziani o immunodepressi, a discrezione dei direttori sanitari. Basta entrare in un ospedale milanese, in sale d'attesa di oncologia, medicina interna, chirurgia o comunque riguardanti pazienti affetti da patologie non trasmissibili per osservare la mascherina su tutti, anche lungo i corridoi e nei bagni. Uniche "oasi" i giardini esterni fra gli edifici e i bar. Qualche rara eccezione nei pronto soccorso. Qui, tra l'altro, dal 31 ottobre 2022 non sussiste obbligo di legge di eseguire tampone Covid prima di far entrare i pazienti ed i familiari: l'ordinanza affida ogni decisione in merito alle Direzioni Sanitarie ed alle Regioni.
Dalla Fimmg indicazioni per gli studi medici
Il presidente della Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere Fiaso, Giovanni Migliore, sottolinea come la tendenza generale sia per ora quella di mantenere l'obbligo nelle unità ad alta intensità di cura e nei reparti di degenza, includendo i Ps; «nelle altre aree, l'uso delle mascherine è raccomandato a tutti coloro che presentino sintomatologie respiratorie, lasciando comunque alle direzioni sanitarie la discrezionalità di definire misure più restrittive». Anche negli studi di medici di famiglia e pediatri, espressamente citati dall'ordinanza, la decisione sull'uso di DPI è rimessa alla discrezione dei titolari, fermo restando che non hanno l'obbligo di indossare mascherine i bambini di età sotto i 6 anni, le persone con patologie o disabilità incompatibili con l'uso di questo DPT, le persone che devono comunicare con una persona disabile.
Il segretario nazionale dei medici di famiglia Fimmg Silvestro Scotti annuncia l'invio di indicazioni a breve dove si inviteranno i medici a seguire regole diverse, ad esempio, a seconda se lo studio sia dotato di una sala d'attesa riservata ai pazienti più fragili o di finestre in grado di consentire il ricambio dell'aria. «Al momento - dichiara Scotti ad Ansa- siamo in presenza di una coda dell'influenza stagionale e continuiamo a registrare casi di infezioni respiratorie e casi di Covid-19. È bene non abbassare la guardia».
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A cura di Cristoforo Zervos
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