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22 Luglio 2022

Probiotici, in studio batteri con effetti antinfiammatori. Le nuove frontiere della ricerca sul microbiota


Si amplia il numero di probiotici attualmente in uso con il Faecalibacterium prausnitzii, considerato un batterio dalle doti antinfiammatorie

Si amplia il numero di probiotici attualmente in uso con il Faecalibacterium prausnitzii, considerato un batterio dalle doti antinfiammatorie e la cui carenza è stata notata in molte patologie organiche. "Per rendere questo batterio un probiotico, la ricerca ha lavorato negli ultimi tre anni proprio in questa direzione". Lo spiega Fabio Pace, Direttore U.O.C. Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva che da anni collabora con Integratori & Salute e in una nota fa il punto sui risultati delle ricerche condotte finora sul microbiota.


Faecalibacterium prausnitzii: probiotico con proprietà antinfiammatorie

"I probiotici sono da intendersi quali microrganismi vivi e vitali che somministrati in dosi adeguate (più di 1 miliardo) consentono di ottenere risultati benefici nell'ospite che li assume - spiega Pace in una nota stampa di Integratori & Salute - Diverse ricerche finora condotte confermano il ruolo che questi microrganismi vivi svolgono nel contrastare discretamente o notevolmente una serie di patologie. Tra queste, la sindrome dell'intestino irritabile, la sindrome metabolica, la steatosi epatica non alcolica (NAFLD) e le cardiopatie ischemiche. Degno di nota anche il grande settore degli psico-biotici, cioè quei probiotici che vengono somministrati per rispondere a patologie del sistema nervoso centrale o malattie psichiatriche". Gli studi sul microbiota, resi oggi meno costosi e veloci dalle recenti tecniche omiche, ovvero di caratterizzazione molecolare, hanno riproposto i probiotici come un settore in cui investire risorse per l'avanzamento delle conoscenze relativamente al rapporto fra salute e batteri.
"L'ambito di ricerca più promettente - prosegue Pace - riguarda l'ampliamento del numero di probiotici attualmente in uso, derivanti dalla categoria batterica dei lattobacilli, dei bifidobatteri e dal settore dei lieviti, e l'utilizzo di prodotti completamente nuovi. Uno di questi prodotti nuovi potrebbe essere il Faecalibacterium prausnitzii, che è considerato un batterio dalle doti antinfiammatorie interessantissime e la cui carenza è stata notata in molte patologie organiche. Per rendere questo batterio un probiotico, la ricerca ha lavorato negli ultimi tre anni proprio in questa direzione".


Le nuove frontiere della ricerca sul microbiota: tra presente e futuro

Si parla spesso di "rivoluzione del microbiota", intesa come lo studio approfondito delle comunità microbiche presenti su tutte le superfici mucose, in primis il tratto gastrointestinale. Il punto di partenza di questa svolta è stata la possibilità di determinare geneticamente quali sono i batteri che popolano non solo il nostro intestino ma anche altri organi come la pelle, le vie respiratorie e le vie urinarie. "La vera rivoluzione è iniziata quando si è passati dai metodi colturali alla determinazione genetica, attraverso sistemi di sequenziamento del cosiddetto meta-genoma, cioè il genoma del microrganismo presente nel nostro corpo, il microbiota - sottolinea Pace. - Le ricerche più interessanti scaturiranno, a mio parere, dalla combinazione di varie omiche, cioè le tecniche che possono consentire di definire quali batteri, virus o altri costituenti sono presenti all'interno del nostro organismo e la loro funzione. Molti studi, in effetti, sono già avviati non soltanto nel riconoscere un'alterazione nella cosiddetta "microbial signature", ovvero nella traccia microbica presente in una determinata malattia, ma nel comprendere quale è la conseguenza di questa alterazione".


La ricerca sul microbiota tra gli obiettivi del Piano Nazionale di Ricerca

A testimoniare la rilevanza strategica di questo ambito della ricerca, microbiota e microbioma sono anche oggetto di interesse del Programma nazionale per la ricerca (PNR) 2021-27, le cui linee guida sono mirate alla promozione della salute ed uno stile di vita sano e sostenibile, lo stop al declino della biodiversità e l'efficientamento della produzione alimentare.
Entro il 2027 il PNR si ripromette di raggiungere: +10% di miglioramento della prevenzione di malattie associabili ad un'alterazione del microbioma/microbiota; + 15% di efficienza dei sistemi produttivi alimentari; -30% di pesticidi ed antibiotici nella produzione primaria vegetale e animale sfruttando le interazioni positive tra microbioma-pianta e microbioma-animale.
"Sono obiettivi ambiziosi ma la ricerca sta facendo passi da gigante su questo fronte - commenta Germano Scarpa, Presidente Integratori e Salute - Solo vent'anni fa si iniziava a prendere in considerazione l'idea che alcuni batteri, ingeriti soli o all'interno di alimenti, potevano apportare benefici all'organismo. Tutto ciò ha portato oggi a riconsiderare il microbiota come un vero e proprio nuovo organo di fondamentale importanza. Introdurre nella dieta quotidiana cibi funzionali, cioè alimenti che sono stati fermentati o ai quali è stata aggiunta una quantità di batteri in grado di nutrire questo organo, è necessario per garantire un microbiota in salute. Questo rappresenta uno dei principali driver per cui oggi in Europa il nostro settore investe milioni di euro e l'Italia è uno dei paesi dove le imprese investono di più".

TAG: PROBIOTICI, EFFETTO ANTINFIAMMATORIO, MICROBIOTA

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