Dolore oncologico, efficace la gestione attraverso piattaforme digitali gestite da medico e farmacista
Le piattaforme digitali, gestite da un team medico-farmacista, riducono l'intensità del dolore per i malati di cancro e migliorano l'aderenza e riducono le reazioni avverse ai farmaci
Un nuovo studio, pubblicato nel Journal of Medical Internet Research mHealth and uHealth, mostra che le piattaforme digitali, gestite da un team medico-farmacista, riducono l'intensità del dolore e migliorano l'aderenza al trattamento.
Il dolore, una sfida dei pazienti oncologici
Il dolore è un problema comune e impegnativo per i malati di cancro. Una meta-analisi ha indicato che la prevalenza del dolore è del 33% nei pazienti dopo il trattamento curativo, del 64% in quelli con malattia avanzata e del 59% nei pazienti in terapia antitumorale. L'autogestione del dolore oncologico è piena di sfide, soprattutto per i pazienti ambulatoriali. Circa il 70-90% dei malati di cancro può però alleviare adeguatamente il dolore se si seguono attentamente le linee guida per il trattamento.
Piattaforme digitali, nuova frontiera nella gestione del dolore
Diversi studi hanno riportato che le piattaforme digitali possono aiutare a ottenere una buona gestione del dolore nella pratica quotidiana. E' stato così condotto uno studio randomizzato controllato per valutare se un team congiunto medico-farmacista attraverso una piattaforma digitale fornisse una migliore autogestione dei pazienti oncologici ambulatoriali. Sono stati inclusi un totale di 100 pazienti, di cui 51 nel gruppo di intervento e 49 nel gruppo di controllo. Durante il periodo di studio di 4 settimane, il farmacista inviava quotidianamente diari del dolore di 24 ore, moduli di reazione avversa al farmaco (ADR) ogni 3 giorni e il modulo Brief Pain Inventory ogni 15 giorni ai pazienti del gruppo di intervento tramite la piattaforma digitale. Se un paziente necessitava di una modifica del farmaco/dosaggio o del trattamento di un'ADR dopo la revisione completa, il farmacista proponeva interventi farmacologici al medico curante, che era quindi responsabile della prescrizione o dell'adeguamento dei farmaci antidolorifici. Se non erano necessari adeguamenti, il farmacista forniva un'adeguata formazione mirata, basata sui deficit di conoscenza. I pazienti nel gruppo controllo, invece, hanno ricevuto cure convenzionali e non hanno ricevuto promemoria per compilare i moduli. Gli esiti primari includevano l'intensità del dolore e l'interferenza del dolore nella vita quotidiana. Gli esiti secondari includevano misure di esito riportate dai pazienti, aderenza ai farmaci, ADR e tassi di ri-ospedalizzazione.
Meno dolore e più aderenza al trattamento
I risultati mostrano che il dolore si è ridotto in maniera significativa e l'aderenza è aumentata dal 43% al 63% nel gruppo intervento. L'interferenza del dolore sull'attività generale, sull'umore, sulle relazioni con gli altri e sugli interessi dei pazienti è stata ridotta, ma la differenza non era statisticamente significativa rispetto al gruppo di controllo. Il numero complessivo di ADR è aumentato a 4 settimane e più ADR sono state monitorate nel gruppo intervento mentre i tassi di riospedalizzazione erano simili tra i 2 gruppi. In conclusione, gli autori affermano che un team congiunto medico-farmacista che opera attraverso piattaforme digitali migliora la comunicazione, ottimizza i risultati e promuove l'autogestione del dolore dei pazienti nella pratica quotidiana. Questo studio supporta così la fattibilità dell'integrazione di Internet nell'autogestione del dolore nei pazienti oncologici. In futuro, sarà necessario ampliare la dimensione del campione per esplorare ulteriormente gli effetti a lungo termine di questo metodo.
Paolo Levantino Farmacista clinico e giornalista scientifico
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A cura di Redazione Farmacista33
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