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02 Gennaio 2024

Legge Concorrenza, Mattarella scrive a governo e parlamento

Il presidente della Repubblica ha promulgato la legge sulla Concorrenza scrivendo però a Meloni, La Russa e Fontana per segnalare l’anomalia dell’art. 11 in tema di concessioni per il commercio su aree pubbliche. Il richiamo alla questione "balneari"

di Redazione Farmacista33


Legge Concorrenza, Mattarella scrive a governo e parlamento

«Ritengo, tuttavia, doveroso richiamare l’attenzione del Governo e del Parlamento sull’articolo 11 della legge, in materia di assegnazione delle concessioni per il commercio su aree pubbliche, che, oltre a disciplinare le modalità di rilascio delle nuove concessioni, introduce l’ennesima proroga automatica delle concessioni in essere, per un periodo estremamente lungo, in modo che appare incompatibile con i principi più volte ribaditi dalla Corte di Giustizia, dalla Corte costituzionale, dalla giurisprudenza amministrativa e dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato in materia di apertura al mercato dei servizi. Inoltre, i criteri generali per il rilascio di nuove concessioni, secondo quanto affermato anche dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, appaiono restrittivi della concorrenza in entrata e favoriscono, in contrasto con le regole europee, i concessionari uscenti».

Così Sergio Mattarella in una lettera indirizzata a Giorgia Meloni e ai presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, contenuta in una nota ufficiale del Quirinale, nella quale si comunica che il presidente della Repubblica ha promulgato il 30 dicembre 2023 la legge annuale per il mercato e la concorrenza 2022. Provvedimento che rappresenta «uno dei traguardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza da conseguire entro il quarto trimestre del 2023 e pertanto, al fine di adempiere all’impegno assunto in sede europea, è necessario procedere con sollecitudine alla promulgazione».


Il nodo “balneari”

Dunque una firma “obbligata” ma al contempo un rilievo importante su quello che, in sintesi, si può definire il ritardo italiano nell’applicazione della “direttiva Bolkenstein” del 2006 in materia di pubblici servizi. E il pensiero non può che andare, in prima battuta, all’annosa questione delle concessioni balneari, ovvero alle continue proroghe che a esse sono state assegnate, mentre, in base alla legislazione comunitaria, dovrebbero essere messe a bando. Non a caso la lettera evidenzia anche che «la disciplina in esame presenta evidenti analogie con quella delle concessioni demaniali marittime, introdotta con la legge di conversione del decreto legge 29 dicembre 2022, n. 198, recante “Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi”, oggetto di una mia precedente lettera del 24 febbraio 2023, inviata ai Presidenti delle Camere e al Presidente del Consiglio dei ministri, ove evidenziavo i profili di contrasto di quella disciplina con il diritto europeo e, quindi, con il dettato costituzionale. Della legge ora in esame suscitano analoghe, rilevanti perplessità di ordine costituzionale le disposizioni del richiamato articolo 11 che intervengono sulle concessioni in essere e ne dispongono proroghe a vario titolo».

Dopo avere passato in rassegna alcuni recenti pronunciamenti di Tar Lazio e Consiglio di Stato, la lettera si chiude toni molto decisi: «I profili di contrasto con il diritto europeo e con decisioni giurisdizionali definitive accrescono l’incertezza del quadro normativo, determinando la necessità di garantire la certezza del diritto e l’uniforme interpretazione della legge da parte di tutti i soggetti coinvolti. Così come ho osservato riguardo alla vicenda delle concessioni demaniali, ciò rende indispensabili, a breve, ulteriori iniziative di Governo e Parlamento».                    

TAG: GOVERNO, CAMERA DEI DEPUTATI, SENATO DELLA REPUBBLICA, SERVIZI, QUIRI

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