Influenza
09 Gennaio 2024 Il vaccino antinfluenzale adiuvato attualmente indicato in soggetti di età pari o superiore ai 65 anni ha ricevuto l’autorizzazione all’immissione in commercio dalla Commissione Europea (CE) per l’utilizzo a partire dai 50 anni di età

Il vaccino antinfluenzale quadrivalente adiuvato con MF59 (aQIV) attualmente indicato in Europa in soggetti di età pari o superiore ai 65 anni è stato approvato anche in soggetti di età pari o superiore a 50 anni. Nella fascia di età compresa tra i 50 e i 64 anni ha dimostrato una superiore risposta immunitaria rispetto al vaccino non adiuvato standard alle varianti del virus A (H1N1) e A(H3N2). L’autorizzazione da parte della Commissione Europea è stata annuncia da CSL Seqirus, leader globale nella prevenzione dell'influenza: “L’approvazione dell’Ema per questo segmento d’età incrementa la disponibilità di vaccini antinfluenzali potenziati in Europa, in particolare a beneficio dei soggetti che mostrano un indebolimento o un declino della funzione immunitaria legata a fattori correlati all’età o a condizioni di immuno- compromissione”.
Declino immunologico in over 50: maggiore vulnerabilità all'influenza
I soggetti con più di 50 anni di età possono mostrare un’incrementata vulnerabilità all’influenza come conseguenza del declino del sistema immunitario correlato all’avanzare dell’età. L’European Center for Disease Prevention and Control (ECDC) riporta che in Europa, nella stagione 2022-2023, i casi di influenza raccolti in reparti di terapia intensiva interessavano soprattutto i soggetti nella fascia d’età 40-59 (23%) e 60-79 anni (42%). L’approvazione da parte della CE dell’estensione dell’indicazione del vaccino adiuvato ai soggetti con piu’ di 50 anni è un significativo passo in avanti per consentire un ampliamento dell’accesso ai vaccini potenziati alla popolazione maggiormente vulnerabile nei confronti dell’influenza e delle sue complicanze.
“Il declino del sistema immunitario può iniziare già a 50 anni e ciò può esporre un vasto numero di persone a un maggior rischio di contrarre l’influenza - ha affermato Lorna Meldrum, VP of Commercial Operations International & Pandemic Response di CSL Seqirus. - La decisione della CE di estendere l’indicazione del vaccino antinfluenzale adiuvato consente di proteggere più soggetti dall’influenza riducendo l’impatto della patologia sui sistemi sanitari e sulla comunità”.
Parere positivo del Chmp dell'Ema
La decisione di estendere l’indicazione del vaccino segue il Parere Positivo del Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’EMA, giunto a novembre. Il vaccino antinfluenzale quadrivalente adiuvato con MF59 (aQIV) ha dimostrato una superiore risposta immunitaria rispetto al vaccino non adiuvato standard alle varianti A(H1N1) e A(H3N2) e ha mostrato un profilo rischio-beneficio favorevole in termini di protezione contro l’influenza nei soggetti tra i 50 e i 64 anni, evidenziando inoltre un’immunogenicità nei confronti di tutte le varianti non inferiore a quella di un vaccino antinfluenzale non adiuvato già autorizzato. I vaccini adiuvati sono pensati per fornire una risposta anticorpale incrementata e di maggiore durata rispetto ai vaccini non adiuvati a dose standard.
“Nelle persone fragili, l’influenza può esacerbare condizioni patologiche preesistenti ponendole a maggior rischio di complicanze come la polmonite, con conseguente maggior rischio di ospedalizzazioni - spiega Alessandro Vasco, Senior Director CSL Seqirus Italia. - Gli ultimi dati ufficiali ci dicono che quella che stiamo vivendo è la più forte epidemia influenzale degli ultimi 10 anni. Oggi in Italia l’incidenza di sindromi simil influenzali è arrivata ad essere pari a 17,5 casi per mille assistiti.1 L’estensione dell’indicazione del vaccino antinfluenzale adiuvato agli over 50 è un importante passo in avanti nel garantire la protezione di una sempre piu’ ampia fascia di popolazione fragile contro questa patologia, ad oggi causa di un sostanziale impatto in termini economici e di salute sul Sistema Sanitario Nazionale”.
L’approvazione della CE è valida in tutti gli Stati membri dell’Unione così come nei Paesi appartenenti allo Spazio economico europeo (SEE), ovvero Islanda, Liechtenstein e Norvegia.
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