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17 Luglio 2025L’agenzia del farmaco francese ANSM mette al bando nuovi derivati sintetici non autorizzati più potenti delle benzodiazepine farmaceutiche. Comportano gravi rischi per la salute

Le autorità sanitarie francesi hanno aggiunto 9 nuove benzodiazepine di sintesi alla lista delle sostanze stupefacenti vietate. Si tratta di molecole non autorizzate, prodotte illegalmente e spesso vendute online, che imitano gli effetti delle benzodiazepine farmaceutiche, ma con una potenza d’azione molto più elevata, aumentando notevolmente il rischio di overdose.
Le benzodiazepine di sintesi – note anche come designer benzodiazepines – sono sostanze psicoattive non registrate come medicinali, ma simili per struttura chimica e meccanismo d’azione alle benzodiazepine utilizzate in ambito terapeutico. Secondo l’Agenzia nazionale francese per la sicurezza dei medicinali (ANSM), queste sostanze vengono assunte per i loro effetti ansiolitici o sedativi, spesso in combinazione con altre droghe. Possono presentarsi in polvere, compresse, liquidi, spray nasali o e-liquid per sigarette elettroniche.
Le nuove molecole ora vietate in Francia sono: bentazépam, bromonordiazépam, flubrotizolam, fluclotizolam, gidazépam, méthylclonazépam, norflurazépam, thionordazépam e tofisopam.
Gli effetti collaterali possono essere molto gravi anche a basse dosi: sonnolenza estrema fino al coma, confusione, agitazione, problemi di memoria, alterazioni dell’equilibrio e della coordinazione e difficoltà respiratorie. Inoltre, questi prodotti possono risultare poco rilevabili negli esami tossicologici standard, ritardando la diagnosi in caso di intossicazione.
In presenza di sintomi compatibili – come perdita di coscienza, ipotonia e depressione respiratoria – l’uso del flumazenil, un farmaco che contrasta gli effetti delle benzodiazepine, può aiutare sia nel trattamento dell’intossicazione sia nel confermare la presenza di queste sostanze nell’organismo. L’ANSM invita i professionisti sanitari a segnalare ogni caso grave al sistema di farmacovigilanza.
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