Farmaci veterinari, scambi e acquisti online. Anmvi: si rischia fai-da-te
Sui social ci sono gruppi Facebook in cui gli utenti si scambiano farmaci ad uso veterinario. Il veterinario Anmvi : attenzione al fai-da-te rischioso anche per gli animali. Illegale se sono farmaci con obbligo di ricetta
Con l'introduzione della Ricetta elettronica si è alzata la soglia di attenzione sulla gestione del farmaco a uso veterinario e con questa anche la segnalazione di un fenomeno tutto "social" che si è sviluppato soprattutto con gruppi Facebook in cui gli utenti si scambiano farmaci ad uso veterinario. A segnalarlo sempre sui social, in particolare nel gruppo dell'Associazione Pillole di Informazione, sono proprio i farmacisti, animati dal fatto che, seppure nata da uno spirito animalista e di solidarietà, tale pratica possa portare a una serie di conseguenze non solo di salute per l'animale, ma anche in termini legali. Per saperne di più abbiamo sentito Marco Melosi, veterinario Presidente Anmvi (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani).
«Il fenomeno dello scambio farmaci è diffuso tra volontari che si occupano di animali abbandonati o in difficoltà, in questo caso spesso si passa attraverso le associazioni; una seconda tipologia sono le persone che si donano farmaci molto costosi, dopo che il proprio animale ha finito le cure o è deceduto» spiega Melosi. «Il rischio maggiore in questo caso è l'uso inappropriato e fai-da-te di farmaci che invece hanno l'obbligo di essere prescritti da un veterinario. Gli animalisti sono alimentati da un giusto spirito di cura degli animali randagi, ma non devono scavalcare il veterinario. Facciamo un esempio per tutti: i farmaci antibiotici e il rischio di farmacoresistenza». Dunque, anche la raccolta dei farmaci presso una associazione «deve prevedere la gestione degli stessi e la presa in carico della prescrizione da parte di un medico veterinario».
I gruppi Facebook
Da una ricerca, i principali gruppi Facebook che Farmacista33 ha individuato sono due. "Scambio dono farmaci veterinari e non solo" è un gruppo che - secondo la descrizione - "nasce per dare una mano alle volontarie e volontari animalisti che affrontano quotidianamente emergenze sanitarie... E, giacché i farmaci veterinari non sono mutuabili e spesso hanno cifre elevate, questo gruppo potrà essere di supporto a tutti loro". Il secondo gruppo, che ha collegati altri gruppi locali più piccoli, si chiama "Scambio Farmaci Medicinali Veterinari e Ricerca Trasfusione Sangue", nella descrizione spiega di ospitare "solamente post-appelli per lo scambio farmaci medicinali veterinari e della ricerca trasfusione sangue, per cani e gatti, su tutto il territorio nazionale. I farmaci devono essere regalati o richiesti in regalo; i farmaci offerti devono essere rigorosamente non scaduti e conservati in modo corretto. Niente cure fai da tè. Solo cure prescritte dal veterinario di fiducia". In quest'ultimo caso dunque viene sottolineata l'importanza di evitare per il proprio animale, così come per gli animali randagi assistiti dai volontari, la prescrizione fai da te. Il veterinario solleva poi un altro problema diffuso, anch'esso a rischio di scorretto utilizzo del farmaco da prescrizione: quello dell'acquisto dei farmaci online di farmaci, senza ricetta. «È molto diffuso tra i padroni di animali, l'acquisto online di farmaci antiparassitari. Su siti di farmacie estere si trovano farmaci con obbligo di ricetta che possono essere acquistati a prezzi inferiori e senza Rev. Questo fenomeno è una grande fonte di uso fai da te del farmaco medicinale».
Illegale scambio di farmaci con obbligo di ricetta
Chi utilizza lo scambio di farmaci veterinari, e l'acquisto online senza ricette, oltre al rischio legato a una errata prescrizione per il paziente a quattro zampe, potrebbe incorrere in problemi legali. «A mio avviso non è legale scambiarsi medicinali con obbligo di ricetta» spiega Maurizio Cini, docente del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell'Università di Bologna, «perché tale farmaco è stato prescritto da un veterinario, per un determinato animale, con una definita patologia. Infatti, nella Rev, sono riportati tutti i dati relativi all'animale, quindi lo stesso medicinale non può essere utilizzato a discrezione del padrone, o di un volontario, su un altro animale. Viene a crearsi di fatto una situazione di esercizio abusivo della professione di veterinario e forse anche di farmacista» Come per il farmaco umano, nel caso di farmaci da automedicazione lo scambio è invece possibile.
Chiara Romeo
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