Prezzo mascherine, Distribuzione intermedia: le richieste sul ristoro
Fedefarma Servizi: la fornitura di mascherine chirurgiche a prezzo calmierato è stata diretta anche a case di cura, ambulatori, aziende. Bisogna identificare i quantitativi oggetto di ristoro
La fornitura di mascherine chirurgiche a prezzo calmierato garantita dalla distribuzione intermedia, a differenza di quella della farmacia esclusivamente al dettaglio, è stata diretta anche a case di cura, ambulatori, aziende, bisognerà quindi capire come verrà interpretata tale distinzione e se potrà rientrare tra i quantitativi oggetto di ristoro. È quanto fa sapere Federfarma Servizi nel suo periodico di informazione F-online in seguito all'ultimo appuntamento a inizio luglio, che ha visto la partecipazione anche di Federfarma Servizi e Adf per definire la procedura di rimborso della differenza tra il costo di acquisto delle mascherine chirurgiche e il prezzo calmierato, che interessa le farmacie, per le quali il tetto di vendita al pubblico è stato fissato in 50 centesimi (senza Iva), e la distribuzione intermedia, con un limite di 40 centesimi.
Clima collaborativo: condivisione della ratio alla base del Protocollo
I principi del ristoro, lo si ricorda, sono stati fissati dal Protocollo e dal successivo Addendum stipulati tra la filiera e il Commissario straordinario, Domenico Arcuri, e riguardano acquisti di mascherine chirurgiche avvenuti complessivamente dal 27 aprile fino a fine giugno, ma, attraverso incontri con la filiera, si stanno definendo i dettagli operativi, che andranno a confluire in un Documento tecnico. Federfarma Servizi segnala che dai confronti avuti fino ad ora, il prossimo è in via di definizione a breve, è emersa "una comune condivisione della ratio alla base del Protocollo e dell'Addendum, cioè la necessità di rendere disponibili per la popolazione il maggior numero di mascherine al prezzo imposto, anche quando acquistate a un costo maggiore" pertanto è atteso che "a fronte di un clima di collaborazione, le procedure di ristoro, laddove i canoni previsti negli accordi vengano rispettati, non dovrebbero subire intoppi".
Attesa su interpretazione delle forniture da distribuzione intermedia
Tra i punti trattati nell'incontro di lugli, "ci sono alcune situazioni che differenziano la distribuzione intermedia rispetto alle farmacie e la necessità di dirimere una serie di questioni sollevate dalle rappresentanze dei grossisti. In particolare, è stato sottolineato che la fornitura della distribuzione intermedia non è, come quella della farmacia, esclusivamente al dettaglio, ma è stata diretta anche a case di cura, ambulatori, aziende. Si tratta comunque di rifornimenti che sono andati a vantaggio della popolazione generale, ma le due sigle sono in attesa di capire come verranno interpretate e se potranno rientrare tra i quantitativi oggetto di ristoro. Intanto, in attesa di una risposta, sono stati definiti da entrambe le parti i soggetti unici a cui dovranno confluire le richieste di ristoro da parte delle varie società e che saranno incaricati dell'emissione della fattura alla struttura commissariale: per quanto riguarda Federfarma Servizi, la scelta è andata a Federfarma.co".
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A cura di Redazione Farmacista33
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