Il diritto alla Felicità, film patrocinato da Federfarma proiettato in Regione Lombardia
Verrà proiettato nell'Auditorium Testori di Palazzo Lombardia il film "Il diritto alla Felicità" scritto e diretto da Claudio Rossi Massimi, prodotto da Imago Film con il patrocinio di Federfarma e il supporto non condizionato di Sanofi
Verrà proiettato domani nell'Auditorium Testori di Palazzo Lombardia il film "Il diritto alla Felicità", scritto e diretto da Claudio Rossi Massimi, prodotto da Imago Film con il patrocinio di Federfarma e il supporto non condizionato di Sanofi. Una storia di amicizia sincera tra due generazioni, culture ed esperienze diverse che oltrepassa i confini della vita. I protagonisti sono Libero, appassionato venditore di libri usati interpretato da Remo Girone, ed Essien, un ragazzino immigrato in Italia da pochi anni, che impara ad amare la cultura grazie alle pagine dei libri che Libero gli presta o regala. Il film è dedicato a Unicef e parte dei proventi derivanti dalla sua distribuzione sul territorio nazionale e internazionale saranno devoluti a Unicef Italia.
«Regione Lombardia è lieta di ospitare la proiezione di un film che affronta in maniera originale il tema universale del diritto alla felicità. Un diritto di tale portata che andrebbe considerato come la risultante del compimento di tutti i diritti umani. Tra questi, oltre al fondamentale diritto alla salute, gioca un ruolo vitale il diritto alla conoscenza - dichiara l'assessore all'Autonomia e Cultura Stefano Bruno Galli. - La vicenda narrata evolve proprio grazie alla trasmissione del sapere per il tramite di libri prestati o regalati. Non esiste infatti veicolo di apprendimento e crescita più efficace del libro. In quest'ottica, le biblioteche hanno una grande responsabilità perché su di esse grava un compito fondamentale. Basti pensare alla loro diffusione territoriale così capillare: sul suolo lombardo se ne contano 1350 a fronte di 1500 comuni. La biblioteca è pertanto un presidio culturale territoriale davvero molto importante. Ed è chiamata a svolgere - a pieno diritto - il ruolo di baluardo e anche di epicentro per la crescita culturale degli individui così come dell'intera comunità». «Il film offre suggestioni e spunti di riflessione su temi molto importanti, quali la fiducia che alimenta le relazioni interpersonali o la condivisione della conoscenza come difesa contro la disinformazione - proprio come avviene in farmacia, nel rapporto quotidiano con i cittadini che spesso entrano semplicemente per avere un consiglio o essere rassicurati sul corretto uso di un farmaco - sottolinea il segretario nazionale di Federfarma, Roberto Tobia. - Particolarmente significativa è la scena del film in cui il protagonista parla a Essien del premio Nobel per la pace Albert Schweitzer e del suo lavoro in Africa, sottolineando il contributo al progresso medico e alla scoperta di farmaci come antibiotici e vaccini. Il tema è quanto mai attuale: i vaccini sono lo strumento più efficace per contrastare la pandemia e le farmacie stanno dando un importante contributo alla campagna vaccinale contro il Covid-19 per raggiungere la più ampia copertura possibile al fine di consentire la totale riprese delle attività del Paese. D'altronde, il diritto alla salute è parte integrante del diritto alla felicità» conclude Tobia.
«Mai come oggi il diritto alla felicità è diritto alla salute. Come Sanofi siamo ogni giorno impegnati per garantire accesso alle cure e all'innovazione, per promuovere una cultura dell'automedicazione e della prevenzione responsabile. In questo progetto abbiamo riconosciuto molti dei valori in cui crediamo e che guidano il nostro operare per la collettività. Sostenere questo progetto e farlo conoscere ai nostri interlocutori istituzionali è per noi motivo di grande orgoglio», dichiara Marcello Cattani, presidente e amministratore delegato di Sanofi in Italia. «Ho sempre creduto che l'amore e la cultura siano le strade più dirette per conquistare la felicità - afferma il regista Claudio Rossi Massimi. - L'amore, soprattutto quello per il prossimo, ci libera da ogni egoismo e pregiudizio mentre la cultura, coltivata e accresciuta attraverso i libri, ci rende più liberi e protetti dagli strali dell'avversa fortuna». «Girare un film in piena pandemia è stato un atto di coraggio ma anche un atto d'amore nei confronti del Cinema, settore che è stato duramente colpito" afferma la produttrice Lucia Macale. - Mi piacerebbe che questo film regalasse agli spettatori il coraggio della speranza. Il diritto alla felicità non è mai stato più attuale come in questo periodo di crisi. Sono felice che il pubblico stia cogliendo il messaggio sociale e culturale riempiendo sale e arene, così come sono felice per i numerosi riconoscimenti ricevuti dai Festival».
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A cura di Redazione Farmacista33
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