Immunità anti-Covid, protezione con vaccini a mRna più lunga rispetto all'infezione naturale
Vaccinarsi o infettarsi in modo naturale forniscono diversa protezione a livello di durata contro la reinfezione da COVID-19: con i vaccini a mRNA la protezione è più lunga
Vaccinarsi o infettarsi in modo naturale forniscono una differente protezione a livello di durata contro la reinfezione da COVID-19, con i vaccini a mRNA che offrirebbero la protezione più lunga. È la conclusione cui è arrivato uno studio condotto da ricercatori della Yale School of Public Health e dell'University of North Carolina di Charlotte, i cui risultati sono stati pubblicati sui Proceedings of the National Academy of Sciences. Lo studio sarebbe il primo a quantificare la probabilità di contrarre infezioni a seguito di un'infezione naturale o dopo vaccinazione con i due vaccini a mRNA disponibili, Pfizer/BioNTech e Moderna, e i vaccini a vettore virale di Johnson & Johnson e Oxford-AstraZeneca.
I dati raccolti finora e il modello da altri tipi di coronavirus
Secondo i ricercatori americani, gli studi longitudinali condotti in questo periodo sugli anticorpi neutralizzanti contro il virus SARS-CoV-2 nelle persone vaccinate hanno fornito informazioni nella comprensione della durata dell'immunità vaccino-mediata. Inoltre, sono state quantificate le risposte a seguito della vaccinazione rispetto alla risposta all'infezione naturale, per facilitare il confronto delle risposte immunitarie iniziali. Per i virus endemici, i dati longitudinali sulle reinfezioni possono fornire la probabilità di reinfettarsi associata ai livelli di anticorpi. Tuttavia, i dati longitudinali sulle reinfezioni da virus SARS-CoV-2 raccolti finora non sarebbero abbastanza, visto il breve periodo che è trascorso dall'inizio della pandemia, mentre sono disponibili i dati longitudinali di reinfezione da altri tipi di coronavirus. Analisi simili che combinano la risposta degli anticorpi e i tassi di scomparsa dell'efficacia per ciascun vaccino con le probabilità di infezione possono aiutare, invece, a quantificare la durata dell'immunità vaccino-mediata contro le reinfezioni.
La protezione in termini di mesi: il confronto tra vaccini e immunità naturale
Il team, guidato da Jeffrey Townsend, ha applicato un'analisi evolutiva per stimare la durata dell'immunità e la probabilità di reinfettarsi nel tempo a seguito della vaccinazione con i quattro vaccini più diffusi nel mondo occidentale, valutando i livelli di immunoglobuline IgG indotti da ciascun vaccino rispetto all'infezione naturale. Dai risultati è emerso che i livelli di picchi di anticorpi dopo la vaccinazione con vaccini a base di mRNA sarebbero superiori rispetto a quelli registrati dopo l'infezione naturale e ci si aspetta, dunque, che proprio questi vaccini diano maggior protezione contro una reinfezione. Applicando il modello, è emerso che, con i vaccini a mRNA, il tempo medio che passerebbe per la reinfezione sarebbe di 29,6 mesi con questi prodotti immunizzanti, rispetto a 21,5 mesi dopo un'infezione naturale. I mesi di protezione sarebbero di più per chi riceve i vaccini a mRNA anche rispetto ai vaccini a vettore virale, che danno una media di protezione di 22,4 mesi, con il vaccino di AstraZeneca, e di 20,5 mesi, con il prodotto di Johnson & Johnson.
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A cura di Redazione Farmacista33
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