Sanità digitale, lontani dal traguardo. Polifrone: Carta di identità elettronica è la strada
Un articolo dell'esperto Gianluca Polifrone riapre il dibattito sulla digitalizzazione in sanità. I fondi del Pnrr non bastano, serve una strategia
"Esiste il rischio che l'intero impianto della digitalizzazione sanitaria poggi, in taluni casi, su soluzioni temporanee che potrebbero generare ulteriore confusione e frustrazione". In un articolato intervento sul quotidiano Il Tempo del 3 settembre Gianluca Polifrone - autore per le edizioni Edra del volume "Sanità digitale: inizia la rivoluzione?" - torna sull'argomento di cui è uno dei maggiori esperti: la sanità digitale.
Fascicolo sanitario elettronico centrale della trasformazione digitale
Polifrone ci torna con spirito critico, ben lontano dai toni ottimistici di molti osservatori, indotti dagli ingenti fondi stanziati per la digitalizzazione del sistema dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Le risorse del Pnrr sono le benvenute, ma saperle utilizzare bene è un altro paio di maniche. Partiamo dal Fascicolo sanitario elettronico (Fse), che dovrebbe essere, per il Pnrr, l'architrave della trasformazione digitale. Ma, sottolinea Polifrone, "l'implementazione dei fascicoli con i dati sanitari rimane largamente incompleta per la necessità di portare dalla carta all'archivio digitale una mole impressionante di dati". E non è solo questione di una burocrazia nazionale che non brilla certo per tempestività ma, ancor prima, di un assetto istituzionale, quello basato sul federalismo sanitario, che, ancor più durante la pandemia, ha mostrato la corda: "Dobbiamo cominciare a pensare allo Stato come coordinatore primo e garante ultimo dell'omogeneità dei processi sanitari". Questione molto complessa, quest'ultima, poiché per tornare a una "centralizzazione" occorrerebbe una riforma costituzionale che limiti fortemente i poteri delle Regioni in materia di sanità.
Carta nazionale dei servizi e sistema Ts
Ma se il Fse è uno strumento ancora incompiuto non è andata molto meglio con la Carta nazionale dei servizi (Cns) - versione evoluta della Tessera sanitaria, in quanto dotata di microchip - il cui varo risale al lontano 2004. Anche in questo caso grande difformità del servizio nelle varie Regioni d'Italia, a fronte di investimenti non indifferenti a carico delle casse pubbliche. Che fare allora? Una soluzione che Polifrone suggerisce, e non da ora, è quella di fare della Carta di identità elettronica (Cie), altro strumento pressoché inutilizzato, «l'infrastruttura tecnologica centrale» di una rivoluzione digitale finora soltanto auspicata. "Digitale dovrebbe voler dire semplice e immediato", conclude l'esperto. Ma finora così non è stato.(GT)
Via libera negli Stati Uniti a brepocitinib per il trattamento della dermatomiosite, rara malattia autoimmune che colpisce pelle e muscoli. Il farmaco ha migliorato i sintomi e ridotto il ricorso...
Presentati al Congresso della European Society of Cardiology (ESC) nuovi dati sull'impiego delle statine nella prevenzione cardiovascolare negli anziani e sul possibile rapporto tra trattamento...
Negli Stati Uniti i nuovi criteri AHA/ACC renderebbero eleggibili alle statine 87,5 milioni di adulti, con 21,5 milioni di nuovi candidati soprattutto tra i soggetti più giovani e a rischio più...
Per gli over 65 il via libera è accelerato e dovrà essere confermato da uno studio post-marketing. Moderna punta alla distribuzione negli Stati Uniti già per la stagione 2026-2027, mentre la...
A cura di Redazione Farmacista33
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
In seguito a segnalazioni di eventi avversi, la Fda richiama l’attenzione sui rischi delle versioni non approvate di semaglutide, tirzepatide e altri agonisti GLP-1 utilizzati per la perdita di...