Covid-19: idrossiclorichina, nuovi dati non confermano efficacia in pazienti ospedalizzati
Secondo il nuovo studio "Recovery" pubblicato su The New England Journal of Medicine, l'idrossiclorochina non è un trattamento efficace per i pazienti ospedalizzati con Covid-19
L'idrossiclorichina, uno dei farmaci inizialmente proposti sulla base di alcuni piccoli studi per la cura di Sars-Cov-2, non riduce la mortalità nei pazienti ospedalizzati. È ciò che emerge dallo studio denominato Recovery, pubblicato pochi giorni fa su The New England Journal of Medicine. Lo studio randomizzato controllato e in aperto, finanziato da Uk Research and Innovation e National Institute for Health Research, e approvato dalla Uk Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency (Mhra) e dal Cambridge East Research Ethics Committee, è stato condotto in 176 strutture del Regno Unito e ha confrontato in modo casuale 3155 pazienti ospedalizzati con Covid-19 a cui sono state somministrate delle cure abituali, con altri 1561 pazienti a cui è stato somministrato l'idrossiclorichina.
Lo studio Recovery pubblicato su The New England
L'outcome primario era quello di verificare il tasso di mortalità a 28 giorni. Outcome secondari sono stati il tempo di dimissione dall'ospedale, l'inizio della ventilazione meccanica o il decesso. I risultati hanno evidenziato che i pazienti del gruppo a cui è stata somministrata l'idrossiclorochina hanno avuto meno probabilità di essere dimessi dall'ospedale entro 28 giorni rispetto a quelli del gruppo con cure usuali (59,6% contro il 62,9%). Tra i pazienti che non erano sottoposti a ventilazione meccanica, il gruppo dell'idrossiclorochina ha avuto un peggioramento della patologia con una più alta frequenza di intubazione o morte. Per tale motivo, lo studio è stato interrotto per il braccio idrossiclorochina e i pazienti che ricevevano tale farmaco sono stati tolti da tale terapia. Lo studio Recovery ha determinato che l'idrossiclorochina non è un trattamento efficace per i pazienti ospedalizzati con Covid-19. I risultati erano coerenti nei sottogruppi in base a età, sesso, razza, tempo trascorso dall'insorgenza della malattia, livello di supporto respiratorio e rischio basale previsto. Inoltre, i risultati suggeriscono che i pazienti che hanno ricevuto idrossiclorochina hanno avuto una maggiore durata del ricovero e, tra coloro che non erano sottoposti a ventilazione meccanica dall'inizio, un rischio più elevato di ventilazione meccanica invasiva o morte rispetto a quelli che hanno ricevuto cure usuali. Tuttavia, questo studio non fornisce dati sull'efficacia dell'idrossiclorochina come profilassi o in pazienti con infezione da Sars-CoV-2 di livello meno grave e curati a casa.
I primi risultati del progetto di medication review dell'Università di Verona mostrano la rivalutazione di circa 4farmaci per paziente e un risparmio stimato di 60 mila euro l'anno ogni 100 persone...
Diversi studi presentati al congresso dell’American Society of Clinical Oncology suggeriscono una possibile associazione tra l’uso dei farmaci agonisti del GLP-1 e una riduzione del rischio di...
Uno studio di coorte ha rilevato un'associazione tra l'uso degli agonisti del recettore del GLP-1 e un aumento del rischio di nuovi disturbi dell'olfatto e del gusto. Il rischio assoluto, dicono gli...
Sono in Gazzetta Ufficiale le determine Aifa che aggiornano le Note 39, 74, 97 e 99. Le modifiche riguardano la prescrizione dell'ormone della crescita, la procreazione medicalmente assistita, gli...
A cura di Redazione Farmacista33
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
Le congratulazioni della Fondazione Cannavò a Luca Pani, farmacologo e psichiatra, per la nomina a presidente di Issnaf, organizzazione che riunisce la rete degli scienziati, ricercatori e...