Antibiotici, in pandemia diminuite le prescrizioni ai bambini
Da aprile 2020 c'è stata una riduzione dell'uso di antibiotici dovuta soprattutto a una flessione nelle prescrizioni per le infezioni delle vie respiratorie
A partire da aprile 2020 c'è stata una riduzione dell'uso di antibiotici da parte dei pediatri di famiglia, dovuta soprattutto a una flessione nelle prescrizioni per le infezioni delle vie respiratorie. Lo rileva un articolo pubblicato su Pediatrics che ha pubblicato uno studio sull'impatto della pandemia sull'uso di antibatterici nell'ambito delle cure primarie pediatriche. Lauren Dutcher della Perelman School of Medicine dell'Università della Pennsylvania a Philadelphia e colleghi hanno realizzato uno studio osservazionale retrospettivo, scoprendo che da aprile a dicembre 2019 le prescrizioni di antibiotici sono state 69.327 rispetto alle 18.935 osservate negli stessi mesi del 2020, con una riduzione del 72,7%.
In calo le prescrizioni per patologie delle vie respiratorie
«Complessivamente, l'87,3% di questa diminuzione dipende da un calo delle prescrizioni per le patologie delle vie respiratorie» spiega la ricercatrice, aggiungendo che ad aprile 2020 le prescrizioni di antibiotici sono diminuite da 31,6 a 6,4 ogni 1.000 pazienti. Per dirla in altri termini, i pediatri di famiglia non hanno prescritto antibiotici perché durante la pandemia è calata la frequenza di infezioni delle vie respiratorie nei bambini a causa di misure come il lockdown e il distanziamento sociale. Tant'è che durante le ondate pandemiche i piccoli pazienti hanno frequentato meno lo studio dei pediatri, in mancanza dei soliti malanni stagionali. E di conseguenza le prescrizioni di farmaci hanno registrato una flessione rispetto all'anno precedente, particolarmente evidente nel settore degli antibiotici. «Dal punto di vista della qualità dell'assistenza sanitaria, il calo nella somministrazione di antibatterici, non sempre necessari, potrebbe essere un aspetto positivo della pandemia» scrivono gli autori. E Dutcher conclude: «È compito degli studi futuri esaminare eventuali modifiche nella prescrizione di antibiotici in relazione alla riduzione del distanziamento sociale e all'autorizzazione della vaccinazione COVID-19 nei bambini, nonché l'impatto sulle resistenze e gli altri effetti avversi».
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A cura di Redazione Farmacista33
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