infezioni
14 Giugno 2024Una indagine dell'Organizzazione mondiale della sanità rivela una differenza di genere nella predisposizione alle infezioni batteriche resistenti. In vista un documento per aumentare la consapevolezza sul fenomeno

Una review dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) mostra che le donne avrebbero più probabilità rispetto agli uomini di sviluppare infezioni resistenti ai farmaci. I fattori che contribuiscono a questo fenomeno sono diversi. Tuttavia, secondo l’Oms, più del 70% dei Paesi non riconosce questa disuguaglianza di genere nei piani nazionali per affrontare le infezioni resistenti, mostrando poca conoscenza della disparità.
L’antimicrobico resistenza
La resistenza antimicrobica è la capacità dei microrganismi di sopravvivere nonostante un agente antimicrobico che li inibisce o li uccide. Questo fenomeno è responsabile di oltre 35mila decessi l’anno in Europa. Nel 2019, l’Oms ha inserito la resistenza antimicrobica tra le dieci principali minacce per la salute pubblica a livello mondiale e con l’aumento dei decessi e della diffusione di queste infezioni, si stima che entro il 2050 l’economia potrebbe dover sostenere costi fino a 100 miliardi di dollari per contrastare il fenomeno.
L’antimicrobico resistenza ha importanti implicazioni sia dal punto di vista clinico, con aumento della morbilità, della mortalità, dei giorni di ricovero e della possibilità di epidemie, sia in termini economici per il costo di terapie farmacologiche e di procedure più onerose, oltre a eventuali invalidità.
L’indagine dell’Oms
Per lo studio dell’Oms, sono stati analizzati 130 studi focalizzati sul genere e sulla resistenza antimicrobica, pubblicati tra il 2000 e il 2023. Di questi, circa uno su cinque era incentrato sulla situazione in Africa e quasi il 15% sul sud-est asiatico. Dall’analisi, il team ha scoperto che, nelle regioni più povere, un accesso inadeguato all’acqua potabile espone le donne a un rischio maggiore di infezioni del tratto urinario resistenti ai farmaci rispetto agli uomini. In questi contesti, inoltre, le donne sono anche spesso responsabili di raccogliere l’acqua, preparare il cibo e svolgere lavori nei campi, il che aumenta la loro esposizione agli agenti patogeni.
Tra gli altri fattori che contribuiscono al fenomeno vi sono il fatto che, a livello globale, le donne rappresentano il 70% degli operatori sanitari, per cui sono più esposte ai patogeni nei contesti ospedalieri, oltre a essere costrette, spesso, a utilizzare trattamenti inappropriati a causa della mancata indipendenza finanziaria.
Le differenze di genere
La review suggerisce, dunque, che le donne, in particolare quelle che vivono in contesti con scarse risorse, correrebbero un rischio maggiore rispetto agli uomini di contrarre infezioni resistenti ai farmaci. Nonostante i vari fattori considerati, però, non è chiaro se queste infezioni siano più comuni nelle donne che negli uomini a livello epidemiologico, dal momento che vi è una carenza di dati sul genere quando si monitora la resistenza antimicrobica.
L’auspicio dell’Oms è di colmare questa lacuna. Anche con questo obiettivo, dall’analisi l’Oms svilupperà il primo rapporto su come la politica dovrebbe affrontare le disuguaglianze di genere relativamente alla resistenza antimicrobica. La pubblicazione del documento è prevista per luglio e mira ad aumentare la consapevolezza del fenomeno in vista dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite di settembre.
Fonte
Wong C. Drug-resistant infections more likely to strike women, says WHO. https://www.nature.com/articles/d41586-024-01476-9
Azioni dell’UE sulla resistenza antimicrobica
https://health.ec.europa.eu/antimicrobial-resistance/eu-action-antimicrobial-resistance_it#:~:text=La%20resistenza%20antimicrobica%20(AMR)%20%C3%A8,anno%20nell'UE%2FSEE.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
09/06/2026
La combinazione di inibitori Sglt-2 e agonisti del recettore Glp-1 potrebbe ridurre il rischio di tumore del colon nei pazienti con diabete di tipo 2 e una precedente polipectomia.
A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
09/06/2026
Uno studio coordinato dall'Università Statale di Milano ha individuato un meccanismo chiave coinvolto nel dolore neuropatico e sviluppato un peptide sintetico capace di interromperlo. La ricerca,...
A cura di Redazione Farmacista33
05/06/2026
L’antivirale orale ensitrelvir di Shionogi, già commercializzato in Giappone, ottiene l’autorizzazione statunitense per ridurre il rischio di sviluppare Covid-19 sintomatico nelle persone...
A cura di Cristoforo Zervos
04/06/2026
Dopo l'approvazione negli Stati Uniti e in Europa del semaglutide 7,2 mg per il trattamento dell'obesità, l'attenzione si concentra sul profilo di sicurezza del nuovo dosaggio. Il profilo di...
A cura di Cristoforo Zervos

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)