farmaci antiobesità
26 Novembre 2025I diabetologi chiariscono che gli agonisti del recettore GLP-1 non mostrano evidenze di tossicità oculare diretta né aumenti del rischio nei pazienti non diabetici . Nei pazienti con diabete può verificarsi un peggioramento transitorio della retinopatia: raccomandano controlli oculistici

I farmaci agonisti del recettore GLP-1 e i doppi agonisti GIP/GLP-1 “non presentano evidenze di tossicità oculare diretta”, l’utilizzo nei pazienti diabetici, infatti, non ha riscontro di aumento di rischi. Nei diabetici, invece, “può verificarsi un peggioramento transitorio della retinopatia diabetica dovuto proprio alla veloce riduzione della glicemia”. Nello specifico della neuropatia ottica ischemica anteriore non-arteritica, “l’aumento di rischio è molto raro, 1 caso ogni 10.000 pazienti in terapia, ma non confermato e ancora oggetto di rischio”. Sono le precisazioni dei diabetologi dell’Amd per chiarire le notizie circolate sulla stampa generalista su un possibile legame fra alcune terapie contro diabete e obesità, e presunti rischi per la salute degli occhi.
L’Associazione Medici Diabetologi (AMD) è intervenuta nel dibattito aperto dalle dichiarazioni riportate sui giornali nazionali di personaggi famosi su effetti negativi sulla vista e sulla salute degli occhi, “preoccupazioni scientificamente infondate” secondo i diabetologi.
Anche la Società Americana degli Specialisti di Retina ha confermato, con dati raccolti su quasi 160.000 pazienti, che non esiste alcun effetto dannoso comprovato di questi farmaci sulla retina o sul nervo ottico.
“Coerentemente con questo assunto scientifico – sottolineano i diabetologi italiani - nei pazienti non diabetici non è stato riscontrato alcun incremento di rischio. Nei pazienti con diabete, invece, può verificarsi un peggioramento transitorio della retinopatia diabetica, caso peraltro già noto con la terapia insulinica, e dovuto proprio alla veloce riduzione della glicemia. Tanto che il fenomeno è da tempo ben descritto nella letteratura scientifica internazionale come too fast glycemic improvement, ossia “miglioramento glicemico eccessivamente rapido”. Queste problematiche possono essere quindi legate alla rapida riduzione della glicemia, e non al tipo di farmaco in sé”.
L’Associazione rivolge le raccomandazioni di sempre alle persone con diabete che iniziano la terapia con questi farmaci: “Seguire il periodico screening oculistico previsto per le persone con diabete con particolare attenzione nei casi di retinopatia già nota o di rilevanti variazioni dei livelli glicemici”.
Un discorso a parte viene dedicato alla neuropatia ottica ischemica anteriore non-arteritica (Naion), oggetto anch’esso di notizie a mezzo stampa.
L’Amd ricorda che alcuni studi osservazionali e l’Agenzia Europea dei Medicinali hanno segnalato un possibile aumento di rischio molto raro, nell’ordine di 1 caso ogni 10.000 pazienti in terapia, ma rimarca che “altre analisi non confermano affatto un incremento significativo del rischio nei farmaci di questa classe”.
L’aumentato rischio di Naion è “un segnale ancora oggetto di studio, con rischio assoluto molto basso, da bilanciare con i comprovati benefici cardiovascolari, renali e metabolici di queste terapie”.
Il controllo glicemico nel lungo periodo resta il fattore determinante del rischio oculare: “Ottenere e mantenere un buon compenso riduce la probabilità di retinopatia negli anni, pur potendo comportare un transitorio assestamento iniziale. Anche in questo caso, si raccomanda di sottoporsi allo screening della retinopatia previsto. In ogni caso, sono da evitare le sospensioni autonome del trattamento, senza confronto con diabetologo e oculista di fiducia”.
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