farmaci in gravidanza
30 Dicembre 2025Uno studio su oltre 1,3 milioni di gravidanze non evidenzia un aumento significativo del rischio di diabete gestazionale associato all’uso di corticosteroidi orali in gravidanza. L’analisi segnala solo un lieve incremento del rischio in caso di esposizione tra la quarta e la sesta settimana di gestazione

L’uso di corticosteroidi orali (OCS) in gravidanza non sembra associato a un aumento clinicamente rilevante del rischio di diabete gestazionale. È quanto emerge da un ampio studio di coorte nazionale condotto in Corea del Sud, che ha analizzato oltre 1,3 milioni di gravidanze, fornendo nuove evidenze su un tema di crescente interesse clinico.
Negli ultimi anni, l’impiego degli OCS in gravidanza è aumentato per il trattamento di diverse condizioni infiammatorie e immuno-mediate. Tuttavia, il potenziale effetto di questi farmaci sulla resistenza insulinica ha sollevato interrogativi sul possibile contributo allo sviluppo del diabete gestazionale, per il quale le evidenze disponibili risultavano finora limitate.
Lo studio, basato su dati di popolazione relativi alle gravidanze concluse con parto vivo tra il 2010 e il 2021, ha valutato l’esposizione agli OCS in intervalli temporali di tre settimane dalla prima alla ventisettesima settimana di gestazione. Il diabete gestazionale è stato identificato a partire dalla ventesima settimana più un giorno fino al parto, mediante un algoritmo validato. L’analisi ha utilizzato un approccio di ponderazione tramite propensity score per correggere i potenziali fattori confondenti, tra cui comorbidità, terapie concomitanti e utilizzo dei servizi sanitari.
Su 3.848.270 gravidanze considerate, 1.325.940 hanno soddisfatto i criteri di inclusione e 79.710 donne (6,0%) sono risultate esposte a corticosteroidi orali nel periodo analizzato. L’esposizione agli OCS non è stata associata a un aumento significativo del rischio di diabete gestazionale nella maggior parte delle finestre temporali considerate. Un’unica eccezione è emersa per l’intervallo tra la quarta e la sesta settimana di gestazione, in cui è stato osservato un lieve incremento del rischio (RR ponderato 1,10; IC 95% 1,03-1,17).
Nell’analisi complessiva, il diabete gestazionale si è verificato nel 9,50% delle gravidanze esposte rispetto al 7,36% di quelle non esposte, senza evidenza di un’associazione statisticamente significativa (RR ponderato 1,01; IC 95% 0,99-1,03). Le analisi di sottogruppo non hanno mostrato differenze rilevanti in relazione all’età materna, all’indicazione clinica, al tipo di corticosteroide, al dosaggio, al momento o alla durata dell’esposizione.
Nel complesso, i risultati indicano che l’impiego di corticosteroidi orali durante la gravidanza non comporta un aumento sostanziale del rischio di diabete gestazionale, supportandone l’utilizzo quando clinicamente appropriato, pur suggerendo cautela nelle esposizioni molto precoci.
Fonte:
JAMA Intern Med. 2025 Dec 1:e256367. doi: 10.1001/jamainternmed.2025.6367.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41324930/
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