gravidanza
03 Agosto 2026L'American Thyroid Association rivede le raccomandazioni sulla gestione delle tireopatie nel periodo preconcezionale, in gravidanza e nel post-partum. Le principali novità riguardano il ruolo degli anticorpi anti-TPO, le soglie di TSH che orientano il trattamento con levotiroxina e la gestione dell'ipotiroidismo subclinico.

A quasi dieci anni dalle precedenti raccomandazioni, l'American Thyroid Association (ATA) ha pubblicato sulla rivista Thyroid le nuove linee guida per la gestione delle tireopatie nel periodo preconcezionale, in gravidanza e nel post-partum. Pur confermando le indicazioni già in vigore su supplementazione iodica, ipertiroidismo, tiroidite post-partum, noduli e carcinoma della tiroide, il documento introduce modifiche rilevanti nella gestione dell'autoimmunità tiroidea e dell'ipotiroidismo subclinico, sulla base delle evidenze emerse dai trial randomizzati pubblicati negli ultimi anni.
Una delle principali novità riguarda le donne con tiroidite cronica autoimmune in eutiroidismo, con valori di ormone tireostimolante (TSH) compresi tra 0,1 e 4,0 mIU/L. Le linee guida riconoscono che le pazienti positive agli anticorpi anti-tireoperossidasi (AbTPO) presentano un rischio compreso tra il 7% e il 9% di sviluppare ipotiroidismo subclinico prima o durante la gravidanza.
Nonostante questo aumento del rischio, il documento stabilisce che la terapia con levotiroxina (LT4) non è indicata finché la funzione tiroidea rimane normale, sia nelle gravidanze spontanee sia nei percorsi di procreazione medicalmente assistita. Gli AbTPO non rappresentano quindi più un criterio decisionale per l'avvio del trattamento, che deve basarsi esclusivamente sui valori di TSH. La positività anticorpale mantiene invece un ruolo nell'identificazione delle pazienti da sottoporre a un monitoraggio più ravvicinato del TSH, così da intercettare tempestivamente un eventuale peggioramento della funzione tiroidea.
La modifica considerata di maggiore impatto clinico riguarda il valore di Tsh oltre il quale il trattamento con levotiroxina diventa raccomandato. Nelle precedenti linee guida la soglia era fissata a 10,0 mIU/L, mentre per valori compresi tra 4,0 e 10,0 mIU/L la terapia poteva essere presa in considerazione.
Le nuove raccomandazioni abbassano la soglia a 6,0 mIU/L, indipendentemente dalla presenza di autoanticorpi. Secondo le evidenze richiamate nel documento, quando il primo dosaggio del TSH all'inizio della gravidanza è pari o superiore a 6,0 mIU/L il valore tende a rimanere elevato anche ai controlli successivi, mentre valori inferiori a questa soglia si normalizzano spontaneamente nel 60% dei casi.
Per le donne con ipotiroidismo subclinico diagnosticato prima della gravidanza, definito da un TSH superiore a 4,0 mIU/L, le linee guida raccomandano di ripetere il dosaggio del TSH e, se il riscontro viene confermato, di considerare il trattamento con levotiroxina, con l'obiettivo di mantenere il TSH al di sotto di 2,5 mIU/L.
La stessa indicazione viene estesa ai casi diagnosticati nel primo trimestre di gravidanza. Inoltre, le donne già in terapia sostitutiva per ipotiroidismo che stanno programmando una gravidanza dovrebbero raggiungere prima del concepimento un valore di TSH inferiore a 2,5 mIU/L, così da compensare il fisiologico incremento del fabbisogno di ormone tiroideo che si verifica nelle prime settimane di gestazione.
L'ultimo cambiamento riguarda l'ipotiroidismo subclinico diagnosticato dalla metà della gravidanza in poi. Le nuove linee guida riportano i risultati di due trial randomizzati secondo i quali, in questa fase della gestazione, l'avvio della terapia con levotiroxina rispetto al placebo non determina benefici sugli esiti ostetrici né sul quoziente intellettivo della prole.
Per queste pazienti viene quindi raccomandato il monitoraggio del TSH ogni 4-6 settimane, senza iniziare la terapia sostitutiva.
Nel complesso, le nuove linee guida ATA ridefiniscono i criteri decisionali nella gestione delle tireopatie in gravidanza, attribuendo un ruolo centrale ai valori di TSH e ridimensionando quello degli anticorpi anti-tireoperossidasi nell'avvio della terapia con levotiroxina. Il documento aggiorna inoltre le soglie che orientano il trattamento dell'ipotiroidismo subclinico nelle diverse fasi della gravidanza alla luce delle evidenze disponibili.
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