Farmacia dei servizi, E. Romagna firma protocollo con farmacisti: nodo rilevante del Ssr
Erogazione "a pacchetto di terapie" per cronici in Pdta o con patologia complessa, colloqui di supporto per l'aderenza terapeutica ai cronici in trattamento farmacologico continuativo, consegna a domicilio di farmaci ai pazienti fragili, estensione della Dpc anche ad alcuni vaccini, assistenza integrativa, attivazione del fascicolo sanitario elettronico, rafforzamento di Cup, ritiro del referto. Questi le attività e gli obiettivi del "Protocollo d'intesa in tema di distribuzione dei farmaci, assistenza integrativa e di farmacia dei servizi per gli anni 2019 e 2020", tra Regione Emilia-Romagna e Associazioni regionali di categoria dei farmacisti convenzionati, con cui la Regione intende puntare sul modello della Farmacia dei servizi, "a partire dalle aree rurali e montane, che dal 2017 hanno potuto beneficiare complessivamente di 400mila euro di contributi annui". Obiettivo, si legge in un comunicato della Regione al termine della conferenza di presentazione, è "rafforzare ulteriormente il ruolo del farmacista e aumentare la qualità delle cure fornite, attraverso un'assistenza sempre più vicina alla comunità e incentrata sui bisogni dei cittadini".
Il nuovo Protocollo, che fa un passo in più rispetto al precedente accordo, punta a sviluppare ulteriormente il ruolo delle Farmacie convenzionate, riconosciute come nodi rilevanti del Servizio sanitario regionale. È prevista l'introduzione di "modalità erogative nuove, "a pacchetto di terapia" per i pazienti cronici inseriti in percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali o affetti da patologia complessa". La sperimentazione prevede l'identificazione da parte del paziente (che attualmente afferisce invece ai punti distributivi delle Aziende sanitarie) di una farmacia di fiducia, presso la quale dovrà avvenire l'erogazione di tutte le terapie e le attività di formazione/informazione relative al corretto utilizzo dei farmaci prescritti. Si parte con la Bpco ma si "punta a coinvolgere in futuro altri 20mila assistiti in diversi ambiti clinici, individuati da specifici gruppi di lavoro". Inoltre, i pazienti affetti da patologie croniche in trattamento farmacologico continuativo, verranno inseriti in percorsi mirati a promuovere l'aderenza alla terapia, attraverso colloqui di supporto al malato e di ausilio all'attività dei medici di medicina generale e degli infermieri degli ambulatori della cronicità.
Ulteriore obiettivo del progetto, il miglioramento della sicurezza delle cure, attraverso la stesura, da parte del farmacista, di una scheda di ricognizione farmacologica, contattando il medico curante in caso di criticità rilevate; il supporto ai pazienti per la corretta gestione dei farmaci a livello domiciliare; le segnalazioni di reazioni avverse ai farmaci; la validazione di piani terapeutici dei farmaci a prescrizione specialistica; infine, la consegna a domicilio della terapia da parte della farmacia ai pazienti fragili. Previsti anche un rafforzamento dei servizi di prenotazione e di ritiro dei referti, l'attivazione del Fascicolo sanitario elettronico, la distribuzione di alcuni tipi di prodotti di assistenza integrativa e lo sviluppo dell'attività di "distribuzione per conto" allargata alla distribuzione di alcuni vaccini accompagnata da informazione/sensibilizzazione sulle vaccinazioni. Per queste attività, la Regione riconosce un contributo economico maggiore alle farmacie rurali e alle urbane a basso fatturato, e fa saper che i contributi saranno confermati da una prossima delibera di Giunta anche per il 2019.
«Si tratta di progetti concreti, fortemente innovativi, che siamo tra i primi a sperimentare nel nostro Paese e che garantiranno ai cittadini, primi fra tutti i pazienti affetti da patologie croniche, un'assistenza ancora migliore, a portata di mano e sempre più personalizzata» hanno affermato il presidente di Regione Stefano Bonaccini, e l'assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi. «Siamo soddisfatti dell'intesa e certi che porterà a una sanità più vicina alle persone, grazie alla rete capillare delle farmacie dove i pazienti sanno di poter trovare non solo farmaci, ma anche servizi sempre più vari - commenta il presidente di Federfarma Emilia-Romagna, Achille Gallina Toschi-. Questo protocollo porta, inoltre, ad una diminuzione dei costi sociali a carico dei cittadini: poter ritirare il farmaco nelle farmacie sotto casa agevola in maniera sensibile soprattutto le fasce di popolazione più fragili e siamo certi che migliorerà anche l'aderenza terapeutica».
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