Farmacisti svizzeri, da modifica legge professioni limiti a impiego giovani: meno attrattivi per farmacie
La modifica della legge federale sulle professioni mediche entrata in vigore in Svizzera da più di un anno ha svantaggiato i giovani farmacisti che in questo lasso di tempo hanno ottenuto il libero esercizio rendendoli «poco attrattivi» per i titolari di una farmacia. È quanto denuncia Lorenzo Quadri (Lega dei Ticinesi), in un'interpellanza al Consiglio federale in cui chiede chiarimenti sulle conseguenze della nuova regolamentazione nel settore e su eventuali correttivi.
Il consigliere nazionale leghista spiega che con l'entrata in vigore della modifica della Legge federale sulle professioni mediche «ha particolarmente svantaggiato i giovani farmacisti, segnatamente quelli che hanno ottenuto il libero esercizio dopo il primo gennaio dello scorso anno. Essi si suddividono in due categorie: quelli iscritti alla formazione post-grade e quelli che invece non lo sono. La formazione post-grade ha un costo assai elevato, per la sola iscrizione occorrono 25mila franchi. Durante la formazione, il giovane farmacista può svolgere un'attività lavorativa per non più del 50-70% e può supplire il responsabile sanitario al massimo per due mezze giornate alla settimana. Queste limitazioni riducono notevolmente le possibilità d'impiego dei farmacisti in formazione, rendendoli "poco attrattivi" per i titolari di una farmacia». Inoltre sottolinea che la situazione è particolarmente critica per i farmacisti che non seguono la formazione post-grade, «per esempio perché non possono permettersi di far fronte ai costi che essa comporta. Questi farmacisti, come precisa anche la circolare del 22 dicembre 2017 dell'Ufficio del farmacista cantonale ticinese, possono esercitare "unicamente come collaboratori, sotto la diretta sorveglianza del responsabile sanitario, senza possibilità di assumere supplenze". Sono quindi destinati a rimanere, di fatto, degli assistenti di farmacia a vita. Anche a livello salariale, la differenza tra quello di un farmacista laureato ma senza formazione post-grade e quello di un'assistente di farmacia (che non dispone di una laurea, avendo svolto un apprendistato) è minima. La nuova regolamentazione avrà conseguenze anche per le assistenti di farmacia. Se il loro ruolo attuale verrà di fatto affidato a dei laureati, le assistenti di farmacia si troveranno giocoforza confinate a compiti che non comportano la manipolazione di farmaci (quindi legati ad esempio al banco di profumeria, o alle ordinazioni). Risulteranno quindi fortemente limitate rispetto a quella che è la pratica attuale». Sulla base di queste premesse Quadri chiede una valutazione sulla penalizzazione eccessiva dei giovani farmacisti e se si intende porre dei correttivi a tale situazione.
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