Caso Avastin-Lucentis, i medici: no a valutazione solo economica
Caso Avastin-Lucentis, Fimmg: lavoro della Corte dei Conti insostituibile, ma alcune decisioni non possono essere valutazioni solo economiche
Il lavoro della Corte dei Conti è «insostituibile, ma alcune decisioni non possono essere valutate solo sotto il profilo economico». Così Silvestro Scotti, segretario generale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), commenta l'indagine avviata dalla Corte dei Conti per danno erariale di 192 milioni di euro nei confronti di dirigenti e componenti della Commissione tecnico scientifica dell'Agenzia del farmaco italiana (Aifa), dopo l'approvazione per la cura della maculopatia retinica del solo ranimizumab (Lucentis commercializzato da Novartis) 11 volte più costoso di bevacizumab (Avastin di Roche).
Scotti: no a valutazioni solo economico-finanziarie
«Ci sono questioni che non possono essere ridotte ad una mera verifica economico-finanziaria - afferma Scotti -. Accettare questo ragionamento significherebbe infatti svilire il ruolo della scienza, ma anche della contrattualità legittimata dalle regole di rappresentanza delle parti politiche e sindacali. Come se il valore di alcune decisioni sviluppate negli articolati contrattuali nazionali e regionali non siano il frutto di una seria e complessa contrattazione con le parti sociali». «Esistono dimensioni - sottolinea il Segretario Fimmg - che non possono essere soggette ad una valutazione semplicemente economica, perché sono il frutto di processi decisionali complessi, spesso non perfettamente chiari negli articolati ma la cui interpretazione dovrebbe rimanere, prima di interventi della magistratura contabile, prerogativa delle parti. Il rischio, se si accetta questa strada, è che il calcolo sia puramente basato su quello che apparentemente è il miglior rapporto di costo, ma che non può tenere conto di meccanismi previsti per innestare "processi virtuosi", come ad esempio l'evoluzione della pianta organica della ex guardia medica in due nuove entità contrattuali come la continuità assistenziale e l'emergenza sanitaria territoriale, e di meccanismi connessi alla stessa garanzia dei profili di rappresentanza riconosciuti costituzionalmente, con il risultato di bloccare la discussione contrattuale che la stessa Corte dei Conti descrive con "... il compito ... di delineare lo scenario per un utilizzo della leva salariale finalizzato a migliorare l'efficacia e l'efficienza dell'azione amministrativa". Ci permettiamo di aggiungere anche il compito di evolvere dei sistemi che hanno come unico punto di riferimento la salute dei cittadini e la difesa dell'Articolo 32 della Costituzione. In altri termini, non sempre la strada più breve è quella corretta da seguire».
La Fimmg oltre al caso Avastin-Lucentis, prende in considerazione anche altri interventi delle sedi regionali delle Corti dei Conti, che entrano nel merito di accordi locali o centrali, spesso in contraddizione da Regione a Regione, «vanificando di fatto lo sforzo istituzionale e sindacale volto ad individuare accordi che mirano al miglioramento della qualità dell'assistenza». «A questo punto delle due l'una, - conclude Scotti - o il parere della Corte dei Conti sui contratti diviene vincolante, e allora per paradosso si faranno i contratti in sede contabile, o la stessa Corte interviene previo parere sul tema oggetto di contenzioso, espresso come interpretazione autentica».
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A cura di Redazione Farmacista33
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