Malattie oncologiche, Pinto (Ficog): ricerca e continuità delle cure nel post-Covid
Gli studi dimostrano che non c'è correlazione tra trattamenti antitumorali effettuati prima di una infezione da Covid-19 e la sua gravità. Il punto con Carmine Pinto, presidente Ficog
«Tutti gli studi pubblicati, ad oggi, nel mondo occidentale, dimostrano che non c'è correlazione tra trattamenti antitumorali effettuati trenta-quaranta giorni prima di una infezione da Covid-19 e la gravità del quadro Covid: non esiste quindi un aumento di rischio di sviluppare malattia grave in un paziente che sta facendo una terapia. Questi studi smentiscono alcune ipotesi emerse da statistiche cinesi, su dati falsati, che sono quindi state smentite». Ci tiene a evidenziarlo Carmine Pinto, presidente della Ficog, Federazione italiana dei gruppi cooperativi oncologici, nell'intervista rilasciata a Doctor33, durante la quale parla di ricerca e di attenzione al paziente, in particolare nel periodo difficile della pandemia, in cui tutta l'oncologia medica ha reagito da subito in modo attivo.
La ricerca ha resistito allo "tsunami" della pandemia
Il dottor Pinto spiega come sta cambiando il modo di fare ricerca e come la stessa abbia resistito allo "tsunami" della pandemia: «Noi oncologi nei mesi più critici, tra febbraio e marzo, siamo riusciti a far sì che la ricerca non si bloccasse del tutto e che si potesse dare continuità e sicurezza ai pazienti, agli accompagnatori dei pazienti e al personale medico e sanitario che ruota intorno alla ricerca - approfondisce Pinto -. Come Ficog abbiamo redatto delle raccomandazioni, pubblicate sulla rivista europea di oncologia, affinché si garantisse questa continuità, per dare ai pazienti e non solo a ai malati, la possibilità di fare esami, di disporre il farmaco vicino al domicilio e affinché si migliorassero le attività da remoto, per esempio il monitoraggio degli studi».
L'evoluzione delle cure oncologiche
L'esperto illustra poi come stanno evolvendo, negli ultimi anni, le cure in ambito oncologico, dall'immunoterapia alla oncologia di precisione. Un focus, in particolare, sull'assistenza del malato oncologico, anche alla luce di quanto vissuto durante l'emergenza Covid: «Devo sottolineare ciò che è successo nella fase acuta della pandemia, in cui c'è stato un buon atteggiamento da parte delle Oncologie: tutti i pazienti hanno continuato a fare le cure necessarie. Quel che c'è ancora da fare: dobbiamo gestire ancora questa fase, continuando ad applicare tutte le misure per ridurre il rischio per diversi mesi; dobbiamo vaccinare per l'influenza il prima possibile tutto il personale sanitario e i pazienti affinché non ci sia sovrapposizione di effetti collaterali e gestire al meglio gli spazi che abbiamo - conclude-. Un aspetto importante è come continuare a gestire la ricerca: dovremo continuare a implementare gli studi clinici e valutare se fare i tamponi a tutti i pazienti che entreranno negli studi».
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A cura di Redazione Farmacista33
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