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12 Febbraio 2021

Crisi occupazione: Cig Covid, blocco licenziamenti, bonus assunzioni. Scadenze in vista e strumenti in vigore


Tra Recovery fund e la formazione del nuovo Governo la crisi occupazionale e la necessità di nuovi strumenti di sostegno sono al centro dell'attenzione

Tra Recovery fund e la formazione del nuovo Governo, la tematica della crisi occupazionale e della necessità di nuovi strumenti di sostegno e tutela è al centro dell'attenzione in questo momento. Tante sono le preoccupazioni che arrivano dal mondo del lavoro, anche all'interno del giro di consultazioni condotte da Mario Draghi, che ha appena incontrato le parti sociali. E tra il blocco dei licenziamenti in scadenza a fine marzo, gli incentivi all'occupazione che presentano diverse difficoltà attuative, sono molti i nodi su cui occorrerà attivarsi.

Un primo nodo è la scadenza del blocco licenziamenti e della Cig Covid

Un primo elemento a preoccupare è legato agli impatti della pandemia sulla crisi occupazionale che era in atto già da prima. Innanzitutto, c'è il tema del blocco dei licenziamenti, in scadenza il 31 marzo, su cui sono diverse le pressioni per spostarla più avanti, anche se è opinione diffusa che vada prorogato a fronte dell'avvio in contemporanea di un piano di sostegno alle aziende e all'occupazione - continuando con i ristori ma soprattutto con nuovi strumenti -, e anche di una riforma delle politiche attive e degli ammortizzatori sociali. Richiesta poi dalle parti sociali anche la proroga della cassa Covid. In questo senso, gli occhi sono puntati sul Recovery Plan, che potrebbe iniettare risorse a sostegno della economia reale, ma anche sui vaccini. In particolare, la ripartenza è associata, soprattutto da alcune sigle come Confcommercio, tra gli altri aspetti, a una rapida campagna vaccinale.

I nuovi incentivi assunzioni: bonus giovani e donne

Un altro punto al centro del dibattito politico riguarda le politiche per l'assunzione, su cui è opinione generalizzata occorra intervenire. Intanto, di recente, da parte della Fondazione Consulenti del lavoro è stata fatta una disamina degli ultimi bonus approvati, anche per verificare quali sono quelli utilizzabili. "Le diverse agevolazioni che si sono susseguite in questi anni sono accumunate dalla medesima caratteristica, ovvero la riduzione del carico contributivo in capo ai datori di lavoro" si legge nel documento di analisi e "l'ultimo tentativo lo si eÌ avuto con legge Bilancio 2021". Due sono i principali interventi: il primo fa "riferimento all'occupazione giovanile stabile (art. 1, commi da 10 a 15). A essere stato disposto è che, per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e per le stabilizzazioni dei contratti a tempo determinato effettuate nel biennio 2021-2022, l'esonero contributivo eÌ riconosciuto nella misura del 100%, per un periodo massimo di 36 mesi, nel limite di importo pari a 6.000 euro annui". Tale bonus si applica "ai soggetti che alla data della prima assunzione incentivata non abbiano compiuto il trentaseiesimo anno di età". Accanto a questo, è stato previsto "in via sperimentale, l'esonero contributivo totale per l'assunzione di donne. Non si tratta di una agevolazione del tutto nuova, in quanto richiama espressamente quella già prevista cosiddetta legge Fornero (28 giugno 2012, n. 925) che, sin dal 2013, prevede una riduzione del 50% dei contributi a carico del datore che assuma lavoratrici in determinate condizioni soggettive. Ora, è stato stabilito che l'esonero contributivo nel periodo 2021-2022 si applichi, anche in questo caso, nella misura del 100% dei contributi a carico del datore di lavoro e nel limite di importo pari a 6.000 euro annui. Salvo le specifiche disposizioni previste dalla stessa legge di Bilancio, la normativa applicabile eÌ, pertanto, quella prevista dalla legge n. 92/20126".

Ma gli sgravi contributivi presentano criticità per i datori e i lavoratori

In merito a questa tipologia di aiuti, "una riflessione riguarda il fatto che l'introduzione di benefici a favore di specifici soggetti, rischia di produrre, laddove il target risulti prevalente rispetto ad una determinata condizione, meccanismi di penalizzazione nei confronti dei soggetti che non rientrano nelle categorie individuate dal legislatore". Inoltre "tale percorso, se da un lato non risulta rispondere alle esigenze dei datori di lavoro - per i quali sarebbe opportuno prevedere strumenti alternativi rispetto a una diminuzione temporanea dei costi del lavoro - dall'altro non tutela appieno nemmeno i lavoratori, a cui non eÌ garantita una stabilizzazione del rapporto di lavoro sul lungo periodo".

Francesca Giani

TAG: FARMACISTI, OCCUPAZIONE, ASSUNZIONE DI PERSONAòE, BONUS OCCUPAZIONALE

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