Piano vaccini, Curcio: ruolo strategico delle farmacie. I criteri minimi per punti vaccinali territoriali
Sul piano vaccinale il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio: "l'obiettivo è vaccinare 500mila persone al giorno e un ruolo strategico possono averlo le farmacie"
In Italia si sta vaccinando al ritmo di 200mila persone al giorno e l'obiettivo è un regime di 500mila, con "hotspot vaccinali" in ogni città, i volontari della Protezione civile, i medici, e un ruolo strategico possono averlo le farmacie, proprio come sta avvenendo per i tamponi rapidi. Queste le riflessioni in un'intervista al Corriere della Sera Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile che riflettono anche gli obiettivi confermati dal presidente Mario Draghi nel suo intervento questa mattina in aula al Senato per le comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo.
Curcio: obiettivo è 500mila vaccini al giorno
Curcio ha ribadito l'intenzione di creare hotspot vaccinali in ogni città: «Il sistema di protezione civile può contare su almeno 200mila volontari. Io credo che debbano essere creati "Hotspot vaccinali" in ogni città. Siamo pronti anche ad allestirli, preparati a farlo proprio come accade quando c'è un terremoto o un'alluvione. Un ruolo strategico possono averlo le farmacie, proprio come sta avvenendo per i tamponi rapidi. E poi ci sono i 42mila medici di base. Dobbiamo essere veloci, arrivare ovunque in ogni modo possibile e la protezione civile avrà un ruolo fondamentale logistico e pratico». Questa la strategia confermata da Curcio per raggiungere l'obiettivo: «Arriveremo a 500mila vaccini al giorno e a quel punto nessuno potrà rimanere indietro nella somministrazione. Noi siamo pronti a sostenere le Regioni, entro fine anno dobbiamo riprendere la nostra vita migliore. Le mancate consegne hanno certamente provocato un rallentamento, ma stiamo recuperando bene. Entro la fine del mese arriveranno 4 milioni e mezzo di dosi - spiega Curcio -. Adesso stiamo vaccinando 200mila persone al giorno, a regime dobbiamo arrivare a 500mila. Ora che si finirà di vaccinare gli ultraottantenni, le categorie fragili, i docenti, le forze armate, di polizia e di Protezione civile, bisogna tornare alle fasce di età. L'unico criterio dev'essere questo».
Requisiti dei punti vaccinali territoriali straordinari
Gli "hotspot vaccinali" richiamati da Curcio dovranno seguire delle linee guida «uguali ovunque: grande parcheggio, entrate e uscite separate, area di attesa, medici che verificano le condizioni di idoneità, sale per l'inoculazione e altre dove aspettare i 15 minuti obbligatori». Nel merito il documento della Protezione civile spiega che si tratta di linee guida "non vincolanti "che suggeriscono un "modello organizzativo e funzionale omogeno riguardante l'allestimento dei centri vaccinali straordinari" che verranno "realizzati ed installati in luoghi o spazi collettivi, da individuare ad hoc, quali palestre, palazzetti, parcheggi di supermercati od ogni altro spazio che sarà ritenuto idoneo allo scopo", "complementari a quelli già esistenti ed attivati in strutture sanitarie all'uopo dedicate". Vanno "collocati in aree facilmente raggiungibili con i servizi di trasporto pubblico locale; inoltre, dovrà essere comunque garantito l'accesso alle persone con disabilità". I punti vaccinali territoriali straordinari (Pvts) si distinguono in maggiori, minori e mobili ma tutti devono essere dotati di spazi per parcheggio, ingresso, identificazione e accettazione, anamnesi e valutazione clinica prevaccinazione, attesa, preparazione vaccino (fase in cui possono essere impiegati anche farmacisti), somministrazione, distributore automatico di acqua in bottiglie, osservazione, registrazione informatica, assistenza medica, uscita, servizi igienici personale, servizi igienici utenti, raccolta rifiuti speciali e generici. I tempi tecnici essenziali sono: dall'ingresso alla vaccinazione eseguita circa 10 minuti; osservazione post-vaccinale di minimo 15 minuti.
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A cura di Redazione Farmacista33
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