Francia: taglio ai nitriti negli alimenti per rischio tumori
La Francia ha annunciato che intende ridurre l'uso di nitriti negli alimenti dopo che l'Agenzia sanitaria nazionale ha confermato il rischio di un aumento dei tumori
La Francia ha recentemente annunciato che intende ridurre l'uso di nitriti negli alimenti dopo che l'agenzia sanitaria nazionale (Anses) ha confermato il rischio di un aumento dei tumori. Non si tratta, tuttavia, del bando totale temuto dai produttori di carne lavorata, che lo utilizzano in prodotti come prosciutto e salsicce. Il nitrato è anche usato come fertilizzante in agricoltura, mentre il nitrito è largamente utilizzato nelle carni lavorate come conservante e conferisce al prosciutto cotto il suo colore rosa.
Disegno di legge per ridurre gradualmente l'uso di nitriti
Già a febbraio il parlamento francese aveva votato un disegno di legge per ridurre gradualmente l'uso di nitriti nei salumi, invitando il governo ad agire dopo una revisione delle evidenze e delle raccomandazioni dell'agenzia sanitaria Anses. Queste analisi, appena pubblicate, confermano i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità del 2018 che collegano direttamente i nitrati e i nitriti ingeriti, attraverso la carne lavorata, al cancro del colon-retto. Secondo Anses, che si è basata su evidenze scientifiche, si teme anche che le due sostanze siano collegate ad altri tumori: ovaie, reni, pancreas e seno. Il governo francese ha valutato che un divieto totale non era giustificato visto che Anses ha affermato che, sulla base delle abitudini di consumo dei francesi, il 99% della popolazione non supera le dosi giornaliere consentite. Tuttavia, in autunno presenterà un piano al parlamento volto a tagliarli o eliminarli quando possibile. Il consumo di carne lavorata dovrebbe essere limitato a una media di 150 grammi a settimana. In risposta, i produttori hanno dichiarato di aver già ridotto in modo significativo l'uso di nitriti e hanno evidenziato i rischi senza avere delle alternative: un minor utilizzo di nitriti riduce la durata degli insaccati e aumenta il rischio di salmonella nei salumi.
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A cura di Redazione Farmacista33
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