Screening colon retto in farmacia, in Veneto firmato protocollo: ecco le attività previste
Siglato in Veneto protocollo per lo screening del carcinoma del colon retto nelle farmacie: la campagna rivolta alle persone nella fascia d'età 50-69 anni
Approvvigionamento del materiale, dispensazione dei kit alle persone che si sottopongono al test, ritiro, conservazione, consegna dei campioni biologici ai laboratori tramite la rete dei distributori intermedi. È questo al centro del Protocollo relativo alla partecipazione delle farmacie allo screening del carcinoma del colon retto, siglato tra le rappresentanze territoriali delle farmacie, Federfarma, Assofarm e FarmacieUnite, e le Asl del veneziano, a cui potrebbero seguire altre Asl.
Screening rivolto a persone nella fascia d'età 50-69 anni
Secondo il registro nazionale tumori 2020, fa sapere Farmacieunite in una nota, quella al colon-retto rappresenta la terza neoplasia negli uomini e la seconda nelle donne. Il tumore è spesso conseguente a una evoluzione di lesioni benigne della mucosa dell'intestino, che impiegano un periodo molto lungo (dai 7 ai 15 anni) per trasformarsi in forme maligne. Lo screening al colon-retto, o ricerca di sangue occulto nelle feci, è il metodo più efficace per rilevare l'eventuale presenza di una neoplasia ed è raccomandato ogni 2 anni nelle persone in età compresa tra 50 e 69 anni. L'esame consiste nella raccolta di un piccolo campione di feci che poi vengono sottoposte alla ricerca di tracce di sangue non visibili a occhio nudo. Da qui l'importanza del protocollo stipulato con i direttori generali di Ulss3 "Serenissima" e Ulss4 "Veneto Orientale", che mettono a disposizione del territorio un servizio di screening capillare e facilmente accessibile. Il protocollo recepisce infatti le disposizioni della Regione Veneto e prevede, da gennaio 2023 con durata biennale, il coinvolgimento delle farmacie nella campagna rivolta alle persone nella fascia d'età 50-69 anni. Il flusso prevede che le farmacie si approvvigionino e distribuiscano i kit necessari per lo screening, ritirino e conservino i campioni, per poi indirizzarli ai laboratori tramite la rete della distribuzione intermedia.
«Con la firma di questo protocollo» è la dichiarazione del presidente di Farmacieunite, Federico Conte, «le farmacie dimostrano ancora una volta di essere parte integrante del Servizio Sanitario Nazionale, garantendo alla popolazione un servizio capillare sul territorio e confermandosi presidio di prossimità funzionale al raggiungimento di una buona adesione agli screening ad ampio raggio, oltre che di fondamentale importanza, com'è quello del carcinoma al colon retto». D'altra parte, «un altro valore aggiunto nel servizio, che va ben oltre la consegna e il ritiro dei kit, è l'approccio proattivo del farmacista, che provvede a sensibilizzare la popolazione, a informarla sui comportamenti da adottare e a fare una corretta educazione sanitaria. Da sempre, la professionalità dei farmacisti comprende un ruolo di consulenza e supporto prezioso per il territorio». Oltre alle Ulss 3 e 4, in questi giorni è prevista la firma di protocolli analoghi anche nelle altre Ulss venete.
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A cura di Redazione Farmacista33
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