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16 Ottobre 2025Dai pagamenti degli stipendi alle spese aziendali, fino alle detrazioni per i clienti: il commercialista Stefano De Carli richiama le regole da seguire per garantire tracciabilità e conformità alla normativa antiriciclaggio in farmacia

La normativa antiriciclaggio e i vincoli sull’uso del contante incidono sempre sulla gestione quotidiana delle farmacie, in particolare con la “mano pesante” del fisco contro il contante dai pagamenti degli stipendi fino alle spese aziendali. A ricordare le regole da osservare è il commercialista Stefano De Carli in un articolo sul tema pubblicato su Puntoeffe (n.11) di cui proponiamo uno stralcio.
Dal 1° luglio 2018 è vietato corrispondere in contanti le retribuzioni. “Il divieto – spiega De Carli – si applica a tutti i rapporti di lavoro subordinato, compresi apprendistato e contratti flessibili, ma riguarda anche i compensi degli amministratori delle società”. Restano esclusi solo i titolari, i collaboratori familiari e i soci di società, che possono continuare a ricevere somme in contanti entro la soglia vigente (oggi 4.999,99 euro).
Stesso principio per i carburanti: “Dal luglio 2018 la deduzione del costo e la detrazione Iva sono consentite solo se il pagamento è tracciabile”, ricorda De Carli. Per semplificare la gestione molte farmacie hanno adottato carte dedicate emesse dalle compagnie petrolifere.
Anche gli utenti della farmacia sono toccati dalla normativa in quanto dal 2020 la detraibilità Irpef delle spese sanitarie è subordinata al pagamento tracciabile. Con due eccezioni: “I medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni sanitarie erogate da strutture pubbliche o accreditate – precisa De Carli – restano detraibili anche se pagate in contanti».
Per le prestazioni rese in farmacia la circolare 24/E del 2022 dell’Agenzia delle Entrate le ha assimilate alle strutture accreditate, ma nella pratica “è opportuno consigliare sempre il pagamento elettronico, vista la reticenza dei CAF ad accettare ricevute in contanti”.
Il punto chiave, sottolinea De Carli, è comprendere lo spirito delle norme: “Non si tratta di un divieto assoluto al contante, ma di un progressivo spostamento verso la tracciabilità. Le farmacie devono attrezzarsi per ridurre al minimo i pagamenti in contanti, adottare strumenti elettronici per stipendi, forniture e spese aziendali, e orientare i clienti a fare altrettanto”.
Una gestione attenta, conclude l’esperto, non è solo un obbligo normativo ma anche una tutela che permette di evitare contestazioni fiscali e rafforza l’immagine della farmacia come presidio di legalità e trasparenza economica sul territorio.
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