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20 Marzo 2026Proposta di riduzione a quota simbolica per superare la “doppia imposizione” rispetto alle tutele Inps. Guaglianone (Ordine Roma): onere non più giustificato, serve un segnale di equità e attenzione ai collaboratori

L’Ordine di Roma ha chiesto la riduzione del contributo di solidarietà Enpaf per i farmacisti dipendenti, proponendo di portarlo a una quota simbolica per superare quella che definisce una “doppia imposizione” di costi rispetto alle tutele già garantite dall’Inps. L’istanza è stata presentata all’Ente previdenziale con una lettera firmata dal presidente Giuseppe Guaglianone indirizzata al presidente dell’Enpaf Maurizio Pace, che si chiude con la riflessione: “Dare ossigeno ai collaboratori significa investire sulla tenuta dell’intero sistema professionale”.
L’istanza, “non più rinviabile”, spiega Guaglianone, nasce da una “osservazione pragmatica della realtà professionale dei nostri iscritti, in particolare dei collaboratori e dei colleghi più giovani”. L’attuale contributo di 204 euro si sovrappone a una copertura previdenziale e assistenziale dell’Inps “già completa e obbligatoria per legge” e, per migliaia di farmacisti, si traduce in un costo privo di un reale ritorno in quanto "non genera pensione e duplica tutele assistenziali - come la maternità e la malattia - già garantite dal regime generale del lavoro dipendente”.
“A fronte di una gestione finanziaria estremamente solida, con utili superiori ai 200 milioni di euro, il mantenimento di questo prelievo appare oggi anacronistico e difficilmente giustificabile sotto il profilo dell’equità”, osserva Guaglianone, che aggiunge: “In una fase di profonda trasformazione della professione, il nostro Ente ha il dovere di dimostrare plasticamente la propria capacità di ascolto”.
Da qui la richiesta di ridurre il contributo di solidarietà per i dipendenti “a una quota puramente simbolica”, misura che consentirebbe il superamento della doppia imposizione e rappresenterebbe anche “un segnale tangibile di rispetto verso i redditi da lavoro dipendente, spesso i più esposti alle attuali dinamiche economiche”, oltre che un “investimento sulla fiducia, restituendo agli iscritti la percezione di un Ente che non ‘fa cassa’ sulla base associativa, ma ne sostiene concretamente il percorso professionale”.
La proposta, si legge nella lettera, ha il sostegno anche di Eugenio Leopardi e Vladimiro Grieco, membri del Consiglio di amministrazione dell’Enpaf.
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