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Fitoterapia

08 Maggio 2025

Cimicifuga: modulazione neuroendocrina centrale senza azione estrogenica

Nota per il suo utilizzo nei disturbi della menopausa, la Cimicifuga racemosa – o Actaea racemosa – è una pianta che merita uno sguardo più ampio e rigoroso. Non si tratta infatti di un fitocomplesso fitoestrogenico ma di un rimedio con azione modulante sul sistema neuroendocrino, con applicazioni anche nell'uomo e non soltanto nella donna

di Angelo Siviero (Farmacista esperto in fitoterapia e galenica)


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Nota al grande pubblico per il suo utilizzo nei disturbi della menopausa, la Cimicifuga racemosa – o Actaea racemosa – è una pianta che merita uno sguardo più ampio e rigoroso. Non si tratta infatti di un fitocomplesso fitoestrogenico, come spesso erroneamente riportato, ma di un rimedio con azione modulante sul sistema neuroendocrino, con interessanti applicazioni anche nell'uomo e non soltanto nella donna.

Non è un fitoestrogeno: cosa dice la scienza?

La convinzione che la Cimicifuga abbia un'attività simile agli estrogeni deriva dalla sua efficacia nei sintomi vasomotori e psicoemotivi della menopausa. Tuttavia, studi rigorosi e metanalisi hanno chiarito che il meccanismo d'azione non coinvolge i recettori estrogenici alfa e beta. Secondo la ricerca scientifica l'estratto standardizzato di Cimicifuga non possiede attività estrogenica diretta, ma agisce piuttosto a livello ipotalamico, con un modulo centrale serotoninergico e gabaergico.

Questa peculiarità ne spiega l'efficacia nei sintomi neurovegetativi (vampate, sudorazione notturna, irritabilità, insonnia), e al contempo la sicurezza d'uso anche in pazienti con pregressi tumori ormono-dipendenti, dove i fitoestrogeni come isoflavoni e lignani risultano controindicati.

Meccanismi d'azione: serotonina, GABA e termoregolazione

La Cimicifuga modula l'attività del sistema serotoninergico, influenzando positivamente il centro della termoregolazione ipotalamica, la cui alterazione è alla base delle vampate. Parallelamente, si osserva un'attività gabaergica, che spiega l'effetto ansiolitico e sedativo leggero.

Grazie a questa attività farmacodinamica la Cimicifuga può migliorare la qualità del sonno e ridurre ansia e irritabilità. L'azione combinata su questi due sistemi neurotrasmettitoriali la rende quindi utile anche in soggetti maschili con disfunzioni adattative, ansia generalizzata, stress cronico e insonnia. 

Sinergie fitoterapiche: non solo per la donna

Grazie alla sua tollerabilità e all'assenza di attività estrogenica, la Cimicifuga può essere associata ad altre piante ad azione sinergica:

  • Passiflora incarnata: attività gabaergica e sedativa, utile nei disturbi d'ansia e nel sonno.
  • Rhodiola rosea: adattogeno con effetto dopaminergico e modulatorio sull'asse HPA, migliora la resistenza allo stress e l'umore.
  • Hypericum perforatum: se ben gestito per le interazioni farmacologiche, è efficace nei disturbi dell'umore lievi e moderati grazie all'inibizione della ricaptazione della serotonina.
  • Withania somnifera (ashwagandha): adattogeno con attività ansiolitica e neurotonica.
  • Melissa officinalis: per l'azione sedativa e miorilassante, particolarmente utile nei disturbi neurovegetativi con componente gastrica.

La Cimicifuga è una pianta dal potenziale molto più ampio rispetto al classico utilizzo nella sindrome climaterica. Il suo profilo d'azione centrale, non ormonale, la rende adatta anche agli uomini e a tutte le situazioni in cui l'equilibrio neurovegetativo è alterato. L'associazione sinergica con altre piante può amplificarne l'efficacia, in sicurezza, purché sotto consiglio di un professionista esperto in fitoterapia.

Una corretta informazione sulle reali proprietà di questa pianta è fondamentale per sfruttarne appieno il potenziale, oltre gli stereotipi e con il rigore della ricerca scientifica.

Fonte

www.helpnaturheath.com

TAG: MENOPAUSA, FITOESTROGENI, NEUROENDOCRINOLOGIA, FITOTERAPIA

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