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Fitoterapia

18 Dicembre 2025

Oleandro e tossicità da inalazione: caso in Veneto dei bovini apre il tema della fitovigilanza

La recente vicenda avvenuta nel Padovano - dove numerosi bovini sono deceduti dopo aver inalato il fumo generato dalla combustione di potature di Nerium oleander - ha riportato in primo piano un tema cruciale per la sanità pubblica: la sicurezza delle piante e la necessità di una reale fitovigilanza

di Angelo Siviero (Farmacista esperto in fitoterapia e galenica)


Nerium oleander

La morte improvvisa di 76 bovini in un allevamento della provincia di Padova, avvenuta nel giro di poche ore e in assenza di segnali evidenti di malattia o altre cause ambientali, ha trasformato un fatto di cronaca locale in un caso di rilevanza scientifica internazionale. Le indagini condotte dall’Ulss Euganea hanno ricondotto l’evento all’inalazione dei fumi sprigionati dalla combustione di potature di oleandro (Nerium oleander) bruciate in un campo confinante, in condizioni meteorologiche che hanno favorito il ristagno della nube tossica all’altezza del suolo.
Il caso, documentato in un case report pubblicato su Frontiers in Veterinary Science, rappresenta la prima evidenza di tossicità da inalazione dell’oleandro nei grandi ruminanti e pone interrogativi che vanno oltre l’ambito veterinario. L’episodio riporta infatti in primo piano un tema cruciale per la sanità pubblica: la tossicità delle piante e la necessità di un approccio strutturato di fitovigilanza, ambito che coinvolge direttamente anche il farmacista.

Il case report pubblicato

Le indagini veterinarie e il case report pubblicato sul caso hanno confermato la presenza di oleandrina nei campioni biologici degli animali, documentando per la prima volta una tossicosi da inalazione in grandi ruminanti e aprendo un fronte di attenzione finora poco esplorato.
L’oleandro è una pianta ornamentale molto diffusa in Italia e, storicamente, utilizzata anche nella medicina popolare. È però noto che le sue foglie contengono glicosidi cardiaci ad attività digitalico-simile, capaci di alterare profondamente la funzione cardiaca. Gli avvelenamenti riportati in letteratura sono quasi sempre legati all’ingestione accidentale. Il caso padovano dimostra invece che anche la combustione delle potature può liberare composti tossici, conferendo al fumo una potenziale attività farmacologica con effetti sistemici.
Secondo il report veterinario (Lisuzzo et al., 2025), oltre un terzo della mandria è morto nel giro di 24–30 ore, con sintomi respiratori acuti, collasso e lesioni compatibili con l’azione dei digitalici vegetali. La conferma analitica dell’oleandrina ha rafforzato l’ipotesi di un’esposizione significativa attraverso l’inalazione di particelle e aerosol derivanti dalla pianta bruciata.

Padova, 76 bovini morti improvvisamente in stalla. Letale inalazione del fumo di oleandro

Il caso evidenzia un aspetto spesso trascurato: le piante possono avere importanti effetti farmacologici, positivi o negativi, e richiedono quindi un approccio rigoroso, simile a quello previsto per i farmaci. Da qui l’importanza della fitovigilanza, ovvero il sistema di monitoraggio degli eventi avversi correlati a prodotti vegetali, integratori, preparati tradizionali e persino piante ornamentali presenti nell’ambiente domestico e rurale.

Importanza della fitovigilanza e ruolo del farmacista

Per la sua posizione professionale, il farmacista è centrale nel garantire un uso sicuro dei prodotti vegetali. Questo caso offre spunti operativi concreti:

  1. Prevenzione e informazione
    Il farmacista può sensibilizzare i cittadini sui rischi legati alle piante tossiche più comuni, ricordando che “naturale” non è sinonimo di “innocuo”. Oleandro, ricino, digitale, datura e tasso sono esempi di specie ornamentali con principi attivi ad alta potenza farmacologica.
  2. Sorveglianza e segnalazione
    La raccolta e la segnalazione di sospetti eventi avversi – relativi sia a integratori fitoterapici sia a esposizioni ambientali – sono parte integrante della fitovigilanza. Collaborare con medici, veterinari e ASL permette di ricostruire tempestivamente dinamiche e cause di eventuali incidenti.
  3. Consigli per un uso appropriato dei fitoterapici
    Il farmacista può guidare il paziente nella scelta di preparazioni standardizzate, spiegando interazioni, controindicazioni e dosaggi corretti, soprattutto in soggetti anziani o in politerapia, dove il rischio di effetti avversi è maggiore.

Fonte: 

Lisuzzo A, Spadotto L, Muraro M, Mazzariol S, Centelleghe C, Soranzo E, Rubini E, Locatelli CA, Dacasto M, Taio G, Fiore E, Gianesella M. Case Report: Oleandrin intoxication by inhalation in beef cattle. Frontiers in Veterinary Science. 2025;12:1666317.

helpnaturhealth.com

TAG: FITOTERAPIA

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