Sirolimus per uso topico in malattie rare. Impiego della crema in pediatria
Sirolimus è un composto macrolidico con proprietà anti-proliferative, antiangiogeniche e immunosoppressive. Sebbene approvato farmaco anti-rigetto per i pazienti sottoposti a trapianto renale, ci sono prove crescenti sull'utilità del sirolimus orale e topico nel trattamento di una pletora di condizioni dermatologiche o condizioni con manifestazioni cutanee. Il Sirolimus è stato scoperto come prodotto di un batterio (Streptomyces hygroscopicus) in un campione di terreno proveniente da Rapa Nui (isola di Pasqua), e per questo motivo è anche chiamato Rapamicina. La rapamicina nei mammiferi ha come bersaglio una serina treonina chinasi (mTOR, mechanistic Target Of Rapamycin) che regola la crescita, la proliferazione, la motilità e la sopravvivenza delle cellule. Diversi nuovi farmaci antitumorali sono mirati ad inibire questo enzima.
Buoni risultati anche su alcune malattie rare
Ma il sirolimus è stato testato con buoni risultati anche su alcune malattie rare. Ci sono prove di elevata efficacia di sirolimus in condizioni come il complesso della sclerosi tuberosa (TSC) e la profilassi GVHD. In molti casi viene somministrato per via orale con regimi posologici variano tra lo 0,8 mg/m2 due volte al giorno per i bambini e 1 mg due volte al giorno per gli adulti. Le dosi sono state spesso aggiustate per raggiungere un livello minimo ematico compreso tra 5 e 15 ng/mL. Nella terapia topica, la concentrazione delle formulazioni varia dallo 0,1% all'1% e può essere allestita in crema, unguento o gel e somministrata tipicamente una o due volte al giorno. L'effetto collaterale più comune è l'irritazione della pelle. Tra le condizioni che possono essere trattate ricordiamo gli angiocheratomi, il nevo sebaceo e nevo epidermico e gli angiofibromi correlati alla sclerosi tuberosa. Anche nelle malformazioni linfatiche microcistiche cutanee l'applicazione di crema di sirolimus può trovare impiego.
Utilizzo nei bambini: lo studio
Queste sono condizioni rare nei bambini e negli adulti che si presentano come grappoli di vescicole piene di liquido linfatico e sangue, che portano ad un deterioramento estetico, dolore e qualità della vita ridotta. Per questa rara malattia, un gruppo di studiosi americano sta valutando l'efficacia della crema concentrata allo 0,1% di sirolimus utilizzato 2 volte al giorno per 12 settimane. Altra condizione rara sono i tricoepiteliomi. In alcuni pazienti, specie nei bambini, ci possono essere tricoepiteliomi multipli che presentano una progressione del numero e delle dimensioni delle lesioni nonostante il trattamento con laser, CO2 e chirurgia. In un piccolo studio, l'uso della crema topica di sirolimus all'1% ha portato ad una riduzione della crescita di nuove lesioni senza effetti collaterali significativi. Infine, alcuni studi ne ipotizzano l'utilizzo per il trattamento degli angiofibromi. Per questa condizione, molto impegnati sono i betabloccanti per via orale (propranololo, etc) ma nel caso degli angiofibromi facciali, talvolta questi sono manifestazioni dermatologiche del complesso della sclerosi tuberosa: un disturbo neurocutaneo caratterizzato da un'eccessiva crescita e proliferazione cellulare. Poiché l'utilizzo per via orale del sirolimus in questo caso presenta un rapporto rischio-beneficio non favorevole per l'utilizzo di routine, un piccolo studio ne ha voluto valutare gli effetti quando somministrato per via topica. Lo studio, benché da confermare, ha registrato un significativo miglioramento degli angiofibromi facciali, senza la comparsa di effetti collaterali sistemici o locali che ne precludano l'utilizzo. Per l'allestimento è richiesta una ricetta non ripetibile, eventualmente off label se del caso.
Esempio formulativo
Esempio formulativo: Materiali: bilancia, piastra per creme, spatola, o mortaio e pestello Sirolimus 0,2% Crema base qb a 100ml Levigare con progressione geometrica il sirolimus all'interno della crema base. Benché poco solubile, si può ipotizzare l'aggiunta di co-solventi per migliorare l'assorbimento e l'a dispersione all'interno della crema. Attenzione a come si maneggia questa materia prima, infatti presenta da scheda tecnica frasi di rischio H351, H361 e H372 (Sospettato di provocare il cancro, sospettato di nuocere alla fertilità ed al feto, provoca danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta).
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