Coronavirus cinese isolato allo Spallanzani. Le ricercatrici: ora al lavoro su farmaci e vaccini
In 48 ore dalla diagnosi per i primi due pazienti in Italia, il team dell'Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani, composto da ricercatrici, ha isolato il virus responsabile
In 48 ore dalla diagnosi di positività di infezione da coronavirus cinese per i primi due pazienti in Italia, la coppia di cittadini cinesi in vacanza, il team dell'Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani, composto da ricercatrici, ha isolato il virus responsabile. L'annuncio è stato dato domenica, in conferenza stampa, ministro della Salute Roberto Speranza ed il direttore scientifico dell'Inmi Giuseppe Ippolito. I dati raccolti, ha spiegato Ippolito, «saranno a disposizione della comunità internazionale. Si aprono spazi per nuovi test di diagnosi e vaccini. l'Italia diventa interlocutore di riferimento per questa ricerca». «L'isolamento virale, effettuato anche in Italia dallo Spallanzani - ha detto Giovanni Rezza Direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell'Iss - permette di sequenziare il virus e confrontarlo con i ceppi già isolati anche in Cina e al di fuori della Cina in Paesi come Francia e Australia per valutare eventuali mutazioni. In generale, l'isolamento del virus può aiutare a mettere a punto i metodi diagnostici, testare l'efficacia di molecole antivirali conosciute e identificare e potenziare eventuali punti deboli del virus al fine di consentire lo sviluppo di strategie terapeutiche e identificare eventuali target vaccinali».
Al via ricerca su farmaci e vaccino
«Avere a disposizione il virus in un sistema di coltura ci permette di provare farmaci in vitro, di avere grandi quantità di virus per la messa a punto di un vaccino e infine avere il virus a disposizione significa poter fare studi d ipatogenesi, cioè sui meccanismi di replicazione - ha dichiarato Maria Rosaria Capobianchi, direttore del laboratorio di virologia dello Spallanzani. - Sempre quando si scoprono dei virus nuovi il materiale di partenza cruciale èil virus, perché averlo a disposizione significa avere uno strumento per perfezionare la diagnosi e mettere in piedi test sierologici che ancora non ci sono e che significano la ricerca degli anticorpi, quindi la risposta delle persone all'infezione, anche in termini di risposta neutralizzante, ovverosia protettiva, capace di inattivare il virus", ha aggiunto. La disponibilità nei laboratori del nuovo agente patogeno, «permetterà di studiare il meccanismo della malatti aper lo sviluppo di cure e la messa a punto del vaccino. La sequenza parziale del virus isolato nei laboratori dello Spallanzani, denominato2019-nCoV/Italy-INMI1, è già stata depositata nel database GenBank, e a breve anche il virus sarà reso disponibile per la comunità scientifica internazionale». «Grazie all'ottimo lavoro dello Spallanzani da oggi anche l'Italia potrà cominciare a lavorare direttamente per cercare una terapia - ha confermato Silvio Brusaferro presidente dell'Istituto Superiore di Sanità nel congratularsi con il gruppo di ricercatori dello Spallanzani.
Il ministro: nuove conoscenze a disposizione della comunità internazionale
«È una notizia molto importante di rilevanza internazionale - ha commentato il ministro - siamo molto orgogliosi che il nostro Paese abbia raggiunto questo obiettivo, le nostre conoscenze saranno messe a disposizione della comunità internazionale. La grande professionalità dei nostri medici, biologi e ricercatori ci fornisce ulteriori strumenti di contrasto per fronteggiare questa emergenza sanitaria, e conferma la qualità e l'efficienza del nostro Servizio Sanitario Nazionale su cui dobbiamo continuare a investire. L'isolamento del nuovo coronavirus, significa molte opportunità di poterlo studiare, capire e verificare meglio cosa si può fare per bloccare la diffusione: ora sarà più facile trattarlo» ha sottolineato Speranza.
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A cura di Redazione Farmacista33
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